Vita parigina: odi et amo

– prima parte –

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Io ed il Brucaliffo a Disneyland

Chi mi conosce sa quanto io ami Parigi, mia seconda patria da ormai più di 5 anni.

Tuttavia, come tutte le metropoli, Parigi ha i suoi pro e i suoi contro e credetemi, questi contro possono essere molto duri da sopportare se non ci si arma di inventiva, resistenza e tantissima pazienza.

Ma, allo stesso tempo, è una città che offre tantissimo, ricca di qualità che sono bastate a farla diventare la mia patria adottiva, almeno per il momento… insomma, nulla è perfetto!

Parigi: le 6 cose che amo di te

1. I trasporti

I trasporti pubblici a Parigi sono un’eccellenza. Con 14 linee di metro, almeno 5 linee di treni regionali, 7 stazioni ferroviarie, 3 aeroporti e numerose linee di tram e bus diurni e notturni, a Parigi si può andare ovunque e con estrema facilità. Metro e tram sono attivi oltre le 2 del mattino nel fine settimana, mentre i bus notturni circolano fino all’alba.

Organizzare un weekend fuori porta è semplicissimo ed io, da buona wanderlust, sono un’esperta.

Per me è importantissimo vivere in un luogo in cui gli spostamenti siano semplici e rapidi, e da questo punto di vista Parigi è impeccabile.

Sia le stazioni che gli aeroporti sono ben collegati al centro città e facilmente raggiungibili con i mezzi pubblici. Certo, non mancano incidenti, ritardi o disordini del traffico (soprattutto nell’ora di punta!), ma con un po’ di pazienza, ci si abitua  a tutto.

Dopotutto, la metro è talmente frequente che per me ormai 6 minuti di attesa sono interminabili!

2. Il servizio sanitario

La Francia in generale dispone di un servizio sanitario davvero ottimo, non a caso uno dei primi al mondo. E’ possibile infatti iscriversi alla Securité Sociale ed ottenere così la Carte vitale, che io definisco “la carta magica salva-vita”. Essa infatti permette di beneficiare di un rimborso massimo del 75% di tutte le spese mediche, compresi i medicinali.

Se inoltre si dispone di una assurance mutuelle, sottoscrivibile privatamente o tramite l’azienda in cui si lavora, i rimborsi arrivano al 100%, il che permette di risparmiare notevolmente su spese sanitarie importanti.

I prezzi delle mutuelles sono variabili in base alle esigenze, mentre la sottoscrizione alla Securité Sociale è completamente gratuita. Certo, i tempi di rilascio possono essere abbastanza lunghi, ma una volta ottenuta, vale davvero la pena avere una Carte Vitale. Personalmente, io l’ho avuta in neppure due mesi. Che efficienza!

3. Un’esplosione di vita

A Parigi è impossibile annoiarsi: concerti, mostre, eventi culturali di ogni tipo sono all’ordine del giorno. Tutti i miei artisti preferiti fanno quasi sempre tappa nella Ville Lumière, oltretutto in sale concerti stupende.

Ho potuto assistere a numerosi musical, balletti classici, pièces teatrali e concerti rock. Ogni anno vengono organizzati moltissimi festival in cui l’arte e la buona musica sono protagonisti, così come la vitalità che caratterizza questa città ad ogni ora del giorno e della notte.

La maggior parte dei musei nazionali sono gratuiti tutto l’anno per i giovani under 26, e la prima domenica del mese per tutti.

Se vi dovesse capitare di visitare Parigi il primo weekend del mese, vi consiglio davvero di approfittarne. Ancora oggi sono felicissima di accompagnare i miei ospiti al Louvre, al museo d’Orsay o sulle maestose torri di Notre Dame; ma fate attenzione alle vertigini!

Infine, qui a Parigi abbiamo Disneyland: serve dire altro?

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Il Castello della Bella Addormentata a Disneyland Paris

4. Ogni quartiere: una città a se stante

Una delle cose che amo di più di Parigi è senz’altro la sua incredibile diversità. Sebbene gli eleganti palazzi in stile Haussmann facciano da padroni, ogni quartiere ha un fascino, un’atmosfera ed un’architettura diversa.

Gli Champs Elysées mostrano una Parigi da cartolina, mentre Montmartre è un vero e proprio villaggio di artisti, e altri luoghi meno turistici possono ugualmente celare dei piccoli tesori davvero sorprendenti.

I quartieri della Butte-aux-Cailles o del Parc Montsouris hanno un’atmosfera bucolica, sono pacifici, silenziosi e ricchi di spazi verdi. Questi sono due dei miei quartieri preferiti a Parigi. Non è raro trovarvi villette, giardini e balconi in fiore.

Tutto cio’ contrasta con il traffico, i rumori ed i modernissimi grattacieli dell’adiacente quartiere asiatico. Ed ecco che ci ritroviamo in tutt’altra città.

Ma basterà prendere un tram per ritrovarsi, in pochi minuti, nuovamente nell’Eden fiorito e colorato del quartiere di Pernety, o immergersi nel verde della Cité Universitaire ed immaginarsi sul set di un fim di Harry Potter. Il giro del mondo in poche ore: impossibile non restarne ammaliati.

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Parigi, Parc Montsouris

5. Dress code? No grazie!

Sebbene sia la capitale della moda, Parigi secondo me non dà molta importanza all’apparire, al modo di vestire, al seguire le nuove tendenze. Il bello di essere un melting pot culturale è che ognuno veste come più gli piace.

In un tragitto in metropolitana di 5 minuti è possibile imbattersi in una signora elegantissima, in un ragazzo punk, in un metallaro in pelle e borchie così come nella perfetta Lolita in T-shirt a righe e capelli a caschetto. Tra di loro nessuno sguardo sgomento: ognuno a modo suo, con il suo cellulare, la sua musica nelle cuffie o l’immancabile libricino.

Non è raro vedere in discoteca ragazze in scarpe da ginnastica e chignon, con pochissimo make-up e spesso, con i collant bucati o strappati.

Certo, non sarà il massimo del decoro, ma loro ballano, si divertono e non devono preoccuparsi di nulla, neppure di un buttafuori in giacca e cravatta che le manda via dicendo: “Mi dispiace signorine, ma non potete entrare senza tacchi”.

6. È l’ora dell’apéro!

Molti miei connazionali avranno da sindacare su questa mia passione per l’aperitivo alla francese: “Ma non c’è nulla da mangiare!”, diranno.

Sebbene l’apéro non sia esattamente il modo migliore per sfamarsi, esso rappresenta uno dei momenti più conviviali che ci siano. Almeno per me, la quantità ed il tipo di cibo che ho nel piatto passano in secondo piano.

E’ bellissimo ritrovarsi con gli amici per parlare di com’è andata la giornata, di cosa accade nel mondo, di cosa si farà nel weekend, del prossimo viaggio da organizzare, il tutto intorno ad un buon bicchiere di Chardonnay, qualche nocciolina ed una planche di formaggi.

Potrei vivere mangiando solo baguette calda e formaggi francesi. Sono senza alcun dubbio la specialità nazionale che preferisco.

Durante l’estate, quando l’ora legale ci regala giornate lunghissime, lo scenario si sposta dalle terrazze dei bistrots alle rive della Senna o del Canal Saint-Martin, veri protagonisti della movida estiva parigina.

Qui Parigi si veste del suo abito migliore: risate, spensieratezza, musica e danze fino a notte fonda. Le rive della Senna si trasformano in una enorme pista da ballo: salsa, bachata, tango, rock’n roll e persino danze bretoni!

Gruppi di amici che si ritrovano per brindare e danzare, perfetti sconosciuti che condividono le stesse passioni e si concedono un ballo. Niente stress né pensieri per qualche ora: nei loro volti c’è solo gioia di vivere, ed è uno spettacolo unico.

E tra una bicchiere di vin rosé e un giro in pista, non è raro vedere nuovi amori sbocciare sul Lungosenna. Dopotutto, è o non è la città dell’amore?

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Il Pont de Sully al tramonto, uno dei miei posti del cuore

Tutto ciò fa pensare alla vita parigina come una vera e propria vie en rose… e invece no!

Ciò di cui vi ho parlato è solo la punta dell’iceberg. Ma come può un luogo talmente perfetto avere dei difetti?

Ne ha, e ne ha anche tanti… ma li scopriremo nel prossimo post.

À bientôt !

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