Perché a Parigi sono sempre in ritardo?

ritardo-treno-parigi

Da persona puntualissima quale ero, da quando vivo a Parigi sono sempre in ritardo.

Ormai la classica attesa “accademica” di mezz’ora me la porto in borsa insieme alle chiavi e al burro cacao.

Ma può una capitale europea trasformarci così nel giro di 8 anni? Nel mio caso, è stato possibile. In questo mini- viaggio virtuale nella Ville Lumière vi racconto perché.

Immaginate di essere con me a Parigi e di avere, per dire, un appuntamento alle 20.00: potrebbe essere per una cena, un aperitivo, un film. Ma potrebbe trattarsi anche di un lunedì mattina qualunque in cui, complice un’agenda piena zeppa, decidete di iniziare la giornata con un po’ di anticipo.

Manca poco all’appuntamento. Google Maps mi dice “30 minuti di autobus per raggiungere la destinazione”.

Perfetto. Il tempo di chiudere la porta a chiave e mi avvio, così con un po’ di fortuna arrivo anche un po’ in anticipo. E stavolta gli amici di Parigi non avranno da lamentarsi, visto che non fanno che ripetermi che sono sempre in ritardo!

Arrivo al terminal degli autobus. Tempo di attesa: 20 minuti. Impossibile prenderlo, significherebbe avere almeno 40 minuti di ritardo. Per fortuna il mio quartiere è il paradiso dei mezzi pubblici: posso scegliere tra autobus, tram, metropolitana e RER B. Molto bene, prenderò la RER B, che dista ad appena 5 minuti a piedi ed è molto veloce (è una sorta di treno regionale). Appena il tempo di arrivare al binario e il mio treno arriva già: puntuale, perfetto, impeccabile.

Tutto sembra filare liscio fino a che… dopo due stazioni la RER si ferma.

A Port Royal le porte si aprono e accolgono i passeggeri per poi non chiudersi più. Molto strano, di solito si bloccano in un nano secondo! Ed ecco che viene annunciato il peggiore incubo dei parigini: la voce grossa e metallica del conducente, che annuncia “traffico interrotto per incidente/bagaglio abbandonato/passeggero sui binari o il sempreverde guasto di segnalazione” che Dio solo sa cosa significa nel linguaggio tecnico. Se tutto va bene, 10 minuti e si riparte. Se tutto va male, sul quel treno “ce mori de vecchiaia”, come dicono a Roma. Testarda io che mi ostino a prendere la RER B.

Comunque niente panico: Parigi ha 14 linee metropolitane, una soluzione si trova sempre.

Scendo dalla RER, intanto Google Maps mi suggerisce un percorso “metropolitana + tram” come alternativa. Forza e coraggio, ci si rimette in cammino.

Cinque fermate di metropolitana e tutto sembra tranquillo. Finalmente, ogni tanto accade anche questo! Scendo poi dalla metro e prendo la corrispondenza per il tram: 8 minuti di attesa che, credetemi, a Parigi sono un tempo infinito! O forse sono io a non avere mai pazienza. In ogni caso, gli 8 minuti passano e il tram arriva. Con buona pace della RATP (l’azienda che gestisce i trasporti pubblici parigini), forse riesco a non arrivare a destinazione fuori tempo massimo. Prima fermata, poi la seconda, la terza, la quarta… e indovinate un po’? Il nostro fidato ed efficiente tram si ferma! Almeno due minuti bloccato così in mezzo al nulla, in attesa che la voce rassicurante del conducente venga a dirci cos’altro è successo: il solito “panne de signalisation”, che dopo 8 anni in Francia et un livello C2 di francese ancora mi risulta inspiegabile e intraducibile.

Secondo gli addetti ai lavori, ai passeggeri tocca pazientare “qualche istante” in casi come questi. Ed è vero secondo voi? Giammai! Se il conducente avesse detto “il tram resterà fermo 15 minuti perché stanotte ho alzato il gomito e adesso mi serve una pennica” sarebbe stato più credibile, fidatevi!

Prendo il cellulare, apro per l’ennesima volta Google Maps, controllo se per caso è consigliato un percorso a piedi.

12 minuti a passo svelto. Tutto sommato poteva andarmi peggio.

Abbandono così il tram al suo destino e, armata di santa pazienza e musica nelle cuffiette, mi incammino spedita verso il luogo dell’appuntamento. Da sola, con le mie stesse gambe, senza l’ausilio di ruote e binari lungo le strade di Parigi. Come volevasi dimostrare, arrivo sempre con  quei 40 minuti di ritardo. Però poi tiro un sospiro di sollievo nello scoprire che quasi tutti sono arrivati da soli 5 minuti.

Parigi, gioie e dolori! Questa città non smette mai di riservare sorprese. Anche se, con il senno di poi, avrei tanto voluto aspettare quei 20 minuti per l’autobus.

4 commenti
  1. Giusi
    Giusi dice:

    Come ti capisco! Anche io abito a Parigi e nonostante le mie origini siciliane, odio arrivare in ritardo. Ma la RAPT lo sa e fa di tutto per non farti arrivare in anticipo!

    Non so se a conosci già, ma meglio usare l’app CITY MAPPER per gli spostamenti! Molto più attendibile di Maps.

    Bon courage!

    Rispondi
    • Chiara- Parigi
      Chiara- Parigi dice:

      Ciao Giusi!

      Sì, conosco bene CityMapper e in effetti è molto affidabile, anche in caso di scioperi e incidenti. Ciononostante, i trasporti parigini restano sempre imprevedibili!

      Chiara – Parigi

      Rispondi
  2. Giusi
    Giusi dice:

    Io maledico ogni 1° del mese perchè devo pagare il navigo pass per poi trovarmi bloccata per qualche manifestazione ! Tra poco la lascio per trasferirimi in un posto senza trasporti pubblici ahah

    Rispondi
    • Chiara - Parigi
      Chiara - Parigi dice:

      Sai che a volte ci penso anche io? 😆 Ci sono mattine in cui perdo così tanto la pazienza che mi snerva anche pagare il Navigo per stare sempre in piedi nei trasporti! Un giorno emigrerò in un paesino di campagna in cui gli unici trasporti disponibili sono le balle di fieno 😀

      Rispondi

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condividi con chi vuoi