Passione per la scrittura: perché amo scrivere

diario con scritte coperta e tazza di caffè

Oggi vi scrivo perché amo scrivere. Buffo, non credete? Oggi cerco di condividere con voi cosa mi spinge a prendere carta e penna, da dove proviene, cosa mi trasmette e cosa voglio trasmettere con questa passione.

Ultimamente, infatti, ho capito che poche cose mi rendono più felice dell’essere qui, in questo momento, scrivendo un testo di getto che mi viene in mente all’improvviso, che mi costringe a fermare qualunque altra cosa io stia facendo per ordinare le parole e dare forma ai miei pensieri.

É come un lampo, un’ispirazione che arriva quando meno me lo aspetto direttamente dalla pancia, risalendo su per il petto, e la gola e mi spinge, discepola dei miei stessi pensieri, a muovere le mani per tirarli fuori.

Ho sempre saputo di amare la scrittura eppure, tornando indietro di qualche anno, mi rendo conto che non ho mai detto né pensato “voglio fare la scrittrice”. 

Durante l’età dell’innocenza mettevo giù il mio primo racconto, unito a numerosi testi di canzoni mai realizzate, poesie e lettere. Ma l’insicurezza che caratterizza l’età adulta mi ha fatto chiudere la passione sotto chiave, reprimerla, schiacciarla in basso e ancora più in basso fino a quasi dimenticarla.

La scrittura era diventata un segreto custodito in uno scrigno remoto del mio io.

“I grandi non capiscono mai niente da soli e i bambini si stancano a spiegargli tutto ogni volta”, dice il Piccolo Principe, così la bambina in me aveva abbandonato le speranze e si era rassegnata a una esistenza senza scrittura.

Fino a Madrid.

D’improvviso ho ripreso la penna, ho scritto, scrivo, non riesco più a fermarmi, anche se volessi.

elefante piccolo principe

Illustrazione tratta dal “Piccolo Principe”, Antoine de Saint-Exupéry.

Perché non l’ho fatto prima? 

La verità coincide con la scoperta e l’accettazione di me stessa. Il trasferimento in Spagna mi ha dato tutta la serenità che mi era mancata in precedenza. Per la prima volta mi sono sentita accolta, apprezzata per quella che sono, libera di essere “la vera me” senza altri fronzoli.

La scrittura è mettersi a nudo, è uno sfogo soprattutto per i dolori, i fallimenti, le risalite. Anche dietro a uno stile più ironico e leggero, se leggete bene tra le righe troverete tutta la mia fragilità umana.

C’è voluto tempo finché fossi pronta a denudare la mia anima non solo con me stessa, ma anche con gli altri attraverso la mia penna.

Ho lasciato andare anche le mie insicurezze: c’è chi è più bravo di me, c’è chi scrive per professione, chi ha studiato e si è formato a questo scopo. Ho smesso di cercare l’approvazione esterna con la paura di ricevere, invece, un rifiuto.

Scrivo per me, per mettere ordine ai miei pensieri e alle mie mille emozioni diverse. Condivido i miei testi, invece, per arrivare ai cuori delle persone, per aprirli ai sentimenti che spesso ci accomunano, per confortarli ed empatizzare, anche senza guardarci negli occhi.

Se so di essere arrivata anche solo ad una persona sono felice. È come dire che lo sono sempre, perché arrivo a me stessa e trovo serenità nel rileggere le mie riflessioni nero su bianco.

Insomma, senza più timori e insicurezze, posso ammettere serenamente che amo scrivere perché per me è come respirare: è vivere.

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