Prendere la patente in Canada: la mia esperienza tragicomicapatente-canada-alce

Oggi vorrei raccontarvi della mia bizzarra avventura, vissuta per prendere la patente in Canada.

Possedevo già la patente italiana e con quella ho potuto guidare in Canada quando sono venuta in vacanza la prima volta e successivamente con il visto qui a Saskatoon. Questo fino a che non sono diventata permanent residence. A quel punto la patente italiana per magia non valeva più. E a me non è rimasto altro da fare che prendere un’altra patente qui.

Quali sono le modalità per prendere la patente in Canada?

  • L’esame di teoria. È molto più facile rispetto a quello in Italia. Niente frasi contorte o tranelli. Le domande sono sempre le stesse. Basta imparare le regole e memorizzare alcuni cartelli stradali diversi ed il gioco è fatto.
  • La pratica, da svolgere con la propria auto. E se non ne possiedi ancora una? Puoi fartela imprestare o puoi affittarla attraverso qualcuno che ha già la patente. E qui veniamo al bello.

Esistono regole diverse dall’Italia. Un esempio?

La possibilità di girare a destra con il semaforo rosso e la svolta a sinistra attraversando la corsia opposta, rispettando letteralmente le misure al millimetro. Un altro esempio è il famoso shoulder check, una sorta di giro rapido della testa, a sinistra o a destra, da fare obbligatoriamente ogni volta che si compie una svolta. È un modo per vedere cosa c’è nei “punti ciechi”.

Ricordate quando a scuola guida vi dicevano di utilizzare solo gli specchietti? Beh, scordatevelo qui. Ogni volta che ometti lo shoulder check perdi due punti.

E qui subentra la fiscalità degli esaminatori canadesi.

Pensavo fosse una leggenda, un’esagerazione di mio marito, famoso per la sua precisione (un ingegnere con il pallino della statistica).

Ed invece è tutto vero amici. La sottoscritta si è presentata spavalda al primo esame di pratica collezionando un punteggio di 29 punti, vicino alla lode insomma (con 10 sei bocciato).

Dopo essermi presa l’appellativo di “anarchica del..” da mio marito, mi ripresento dopo due settimane, il tempo stabilito tra un esame e l’altro. Consapevole della situazione, mi impegno a guidare come un “robot”, prestando attenzione alle mille cose da rispettare. Ma niente da fare. Bocciata di nuovo. Il motivo? Durante l’esame, appena partita con l’auto dalla scuola guida, noto un pedone che sta attraversando la strada; viene verso di me in un punto in cui è vietato attraversare. La strada è a quattro corsie ed il pedone è ancora lontano.

Ed io rifletto.

Lisa in Italia: “Col cavolo mi fermo per farti passare”.

Lisa in Canada:” Passa pure che ho l’ansia di non rispettare le regole”.

Risultato? -10 punti, così in scioltezza. Bocciata appena uscita dal parcheggio della scuola guida. Il pedone non si trovava nella mia corsia e, pertanto, non dovevo fermarmi. Così facendo, riportando le parole dell’esaminatore, “ho permesso al pedone di infrangere la legge”.

Così ho chiesto all’esaminatore come mai mi avesse portata in giro mezz’ora in macchina nonostante i -10 punti collezionati dopo pochi minuti! Lui non ha risposto e mi ha sorriso, in perfetto stile canadese.

Ci riprovo una terza volta.

Essendo incinta, quasi al termine della gravidanza, mi permettono di fare l’esame dopo una settimana. E questa volta va bene. Tiro un sospiro di sollievo, maledicendo il Saskatchewan.

cartello-temperatura-strada-canada

Un consiglio: non fate l’esame in inverno. Eviterete di guidare sulla neve.

E non fate come me. Prendete alla lettera il rispetto delle regole.

Ps: Durante l’inverno (praticamente sei mesi all’anno amici) mi innervosisco spesso assistendo alla spavalderia di alcuni abitanti qui a Saskatoon. Certo, per loro è diverso, sono abituati essendo nati qui.

Con i loro giganteschi truck si mostrano incuranti delle condizioni delle strade, letteralmente lastre di ghiaccio ricoperte di neve.

E così penso che li vorrei proprio vedere questi “geni della guida” nei viali di circonvallazione a Firenze all’ora di punta o per le stradine del centro dove anche un’auto piccola ha difficolta a passare.

Ma che ne sanno loro. Che il traffico vero a Saskatoon non esiste. E si lamentano pure.

Che le strade qui sono tutte noiosamente dritte per chilometri e chilometri.

 

2 commenti
  1. Elena Giorgetti
    Elena Giorgetti dice:

    Ah ah, io sono a Vancouver ed ho avuto un’esperienza simile quando mi sono trasferita qui. La second la volta, dopo essere stata bocciata, ho sbattuto la portiera ed ho iniziato a gridare improperi verso i Canadesi – non vado nei dettagli ma potete immaginare le parolacce in italiano. A quel punto, l’esaminatore mi da una pacca sulla spalla e in italiano mi dice: “dai, non ti preoccupare. La prossima volta passirai”.
    Sipario.
    Sono passata la terza volta, con la neve e con la bocca chiusa 🤪

    Rispondi

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condividi con chi vuoi