Una principessa moderna, dalla dinastia Han al 2019.

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Chi di voi, oh donne, non ha mai desiderato godersi un giorno in cui ci si sente principesse? Gente che ti aiuta ad indossare gli abiti, ti spazzola e ti trucca?

La vanità e’ peccato ma appartiene all’essere umano, io poco tempo fa mi sono concessa un giorno da signorina viziata.

Non sono una grande appassionata di abiti di marca pero’ mi piace seguire la moda ed acquistare trucchi, insomma, cosa che quasi tutte noi facciamo in continuazione.

Qualche domenica fa, ero sola a casa, ed ho deciso di prendere un bus ed andare a visitare un piccolo villaggio chiamato Xiaozhou.

Qui sembra di fare un tuffo nel passato, non ci sono grattacieli, non ci sono centri commerciali, la maggior parte dei posti e’ architettonicamente ancora tradizionale ma, ahimè, ci sono vari posti resi turistici con negozietti per souvenir.

Camminando per le stradine, è spesso possibile vedere ragazze con abiti tradizionali ed acconciature pompose.

A prima vista sono strane, quasi ridicole ma, con i loro ombrellini o i loro ventagli  camminano in maniera civettula, si fanno fare foto e si fanno ammirare da tutti.

Io le ho osservate e un po’ invidiate, ho sempre soggezione a fare le foto e, camminando a destra e sinistra, ho trovato un negozietto dove e’ possibile affittare gli abiti, farsi truccare e fotografare da esperti, emm… due secondi dopo, ero lì a trattare sullo sconto e ad armeggiare con il catalogo porsomi da questa affascinante donna con un bellissimo vestito verde di seta pregiata.

Guardo, guardo e… scelgo un “hanfu” bianco e celeste.

Vi starete chiedendo:” cos’e’ l’hanfu???

Ora zia Emilia ve lo spiega un po’.

Per Hanfu si intende il tipico abito di una delle dinastie più prestigiose della lunghissima storia cinese, appunto la dinastia Han. Questo tipo di vestito ha più di 4000 anni, durante questo periodo, gli Han non ne hanno modificato le caratteristiche principali.

Il termine “Hanfu” deriva dal “Libro degli Han”, un classico della storiografia cinese nel quale erano sanciti vari ordini tra cui anche che cosa indossare. Spesso si commette un errore, se si pensa alle cinesi le si identifica con il “qipao”, quel vestito di seta con fantasie floreali, molto aderente e con uno spacco vertiginoso su un lato della gamba, in realta’ per questo qui bisognerà aspettare ancora.

L’Hanfu è composto da tre pezzi: gonnellino molto largo, una casacca lunga fino al ginocchio con maniche larghe chiamate “zoccolo di cavallo” ed un cinturone di seta da legare sotto il petto.

Fortunatamente il mio tuffo nel passato non e’ stato molto profondo, nel senso che se ci fossimo dovuti attenere al cento per cento alla tradizione, avrei dovuto anche sottopormi alla cura dei piedi.

I cinesi non sono feticisti, ma, nei tempi passati, credevano che il piede femminile fosse parte della dote matrimoniale, come tale, doveva essere accuratamente vestito da scarpe di pelle o fibra di palma.

Il camminare a passi corti e misurati rientrava in un canone di comportamento femminile che valorizzava la grazia e l’equilibrio. In un manuale del XIX secolo si legge:

“Quando cammini, non girare la testa; quando parli, non aprire la bocca; quando siedi, non muovere le ginocchia; quando sei in piedi, non agitare le vesti; quando sei felice, non ridere forte; quando sei arrabbiata, non alzare la voce”.

“Quando cammini, non girare la testa; quando parli, non aprire la bocca; quando siedi, non muovere le ginocchia; quando sei in piedi, non agitare le vesti; quando sei felice, non ridere forte; quando sei arrabbiata, non alzare la voce”.

Con il nome loto d’oro si indicano i piedi artificialmente deformati delle donne cinesi. Il nome è dovuto all’andatura precaria ed oscillante che assumevano le donne sottoposte a questa pratica.

Dalla fondazione della repubblica popolare cinese questa tradizione fu considerata inaccettabile e discriminatoria, per fortuna! Nelle famiglie più ricche i piedi delle bambine venivano fasciati quando erano molto piccole, questo rendeva la pratica mento dolorosa e meno traumatica psicologicamente. Nelle classi contadine la fasciatura cominciava più tardi perché le bambine dovevano lavorare fino a che non si concordava il giorno del loro matrimonio. Dopo la fasciatura il piede assumeva una forma a mezzaluna, era necessario cambiare spesso le bende onde evitare eventuali infezioni e nel caso in cui il trattamento non si concludeva con il raggiungimento della bellezza massima del piede si considerava la madre della fanciulla, ovvero l’unica responsabile ed addetta alla pratica, sciagurata e non degna di esser definita tale.

Per deformare i piedi sono necessari dai tre ai dieci anni, ma per tutta la vita i piedi necessitano di costanti attenzioni e di scarpine rigide.

La fasciatura segnava il distacco dall’infanzia al percorso di costruzione della femminilità lo scopo era sia quello di dare importanza al simbolo della castità che effettuare una netta distinzione tra barbari e cinesi.

Un’ultima chicca sull’abbigliamento, scusatemi, starei ore a scrivere, era la regola del colore giallo oro, questo colore era solo e soltanto per l’imperatore.

E’ per questo che, se mai vi dovesse capitare di parlare con un cinese in italiano, se dovesse esserci un argomento un po’ hot, porno, sentirete dire:” è giallo!” e lui, da solo, riderà!

In verità è un’allegoria, il giallo era vietato a tutti i comuni plebei, quindi oggi si usa dire che qualcosa è gialla per dire che è proibita, la battuta in questione, se non si sa ciò è tutt’altro che simpatica!

8 commenti
  1. Carmela trimboli
    Carmela trimboli dice:

    Bravissima Emilia ,è molto bello quello che scrivi ,e non lo dico perché ti conosco da quandi eri bambina ,ma perché e proprii cosi ,scrivi molto bene ed e molto bello che tu ci fau conoscere la storia e la cultura di un un altro paese a noi occidentali ,continua cosi .ti ammiro sei una ragazza coraggiosa e facci conoscere attraverso i tuoi occhi anche mondi e modi diversi dal nostro .Buon Anno 😘🎉🎉😘😘

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    • Emilia Cuzzocrea
      Emilia Cuzzocrea dice:

      Carmela, grazie mille!!!! Mi fa molto piacere sapere che hai letto l’articolo! Ti mando un abbraccio!!!

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  2. Arianna Orma
    Arianna Orma dice:

    Bell’articolo! Anche io vivo a GZ, mi hai dato uno spunto per una gita di qualche ora lontana dai centri commerciali 🙂

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    • Emilia Cuzzocrea
      Emilia Cuzzocrea dice:

      Ciao Arianna! Piacere di conoscerti! Sì, vai!!! È un modo per staccare la spina! Fammi sapere che ne pensi! Un abbraccio

      Rispondi

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