La quarantena a casa mia

mollette-bucato

Una mamma è come l’uomo bionico, con l’orecchio sensibile.

Alle 2:30 del mattino lo sento, il cambio di respiro, e so che ho venti minuti prima che si svegli. Il coniuge russa beato.

Mi alzo: pipì, scaldo il latte, torno a letto, V si stiracchia, mi sorride, si scola 150 ml di latte in due minuti, lo appoggio a fatica sulla spalla, giro per casa prendendo ogni volta la poltrona col fianco, ruttino, pannolino, la nostra canzone: « C’era una volta una gatta, che aveva una macchia nera…. adesso dormi un po’ che la mamma ha sonno, eh . Buona notte, ti voglio bene ».

Mi metto giù, leggo un po’, mi addormento.

Cambio di respiro, mi sveglio, sono le 06h00 e ridaje, come prima. Grazie al cielo ride. So che se si sveglia sorridendo fila tutto liscio, se invece piange passerò le tre ore successive a consolarlo. In braccio.

Alle 07h00 sto già ballando tutte le canzoni dei Jackson 5 con V in braccio. Si è stufato. CAMBIO.Giochiamo con la palestrina della zia Mozzy. CAMBIO. Vai nella sdraietta che devo lavare i biberon. Mentre lavo canto il Pulcino Ballerino e muovo i fianchi, per distrarlo. CAMBIO. Sulle gambe della mamma a dire le filastrocche. Ore 08h00 pisolo. Tolgo i piatti dalla lavastoviglie. Impasto il pane. Tiro fuori il pannolenci per cucirgli un giochino. Troppo tardi. Ore 09h00 : orecchio bionico. Latte. Ruttino. Pannolino. Giochiamo col sonaglino. CAMBIO. “The Happy song” in loop per 20 minuti. CAMBIO. Andiamo a vedere cosa fa il papà nell’orto. CAMBIO. Cantiamo le canzoni del coro di “Metti sulle gambe della mamma”.
Madonnaaaaaa, madonna neraaaaaaaaaaa.

Ore 10h30: pisolo.

Metto sul fuoco una pentola x cuocere due verdure. Metto via il pannolenci perché mi è passata l’ispirazione. Tiro fuori della stoffa. Facciamo un doudou. Cerca su Pinterest qualcosa da copiare. Guarda un tutorial su YouTube « come fare un doudou se non hai mai cucito un bottone in vita tua ma oggi ti senti una sarta di Armani ».

Scolo la verdura. Orecchio bionico. V ha dormito solo mezz’ora. Sorrisi, baci e abbracci. Sdraietta con palestrina. CAMBIO. Tappeto e ginnastica mentre cantiamo « Bella ciao ».CAMBIO. Andiamo a vedere il papà che cazzo fa ancora nell’orto. Carica al papà e passaggio di consegna. Pranzo con pargolo in braccio. Pisolo. Questa volta dormo anche io. Sto per andare a letto, telefono. Venti minuti di telefonata « finirà presto, state attenti, andrà tutto bene ». Ormai è tardi per il pisolo. Lavatrice. Cazzeggio un po’ su Facebook. Mi concentro e provo a leggere. Orecchio bionico. Sono le 15h00. Sorrisi, baci e abbracci. Videochiamiamo i nonni. “Ciao come va? Ah non c’è il papà, sta facendo un lavoretto in garage? Ci sentiamo dopo”. Sdraietta. Canzoncine coi gesti.

Driiin. Guarda, i nonni. Mezz’ora di versi e fai ciao con la manina, guarda che ha sorriso, ciao ciao ci sentiamo domani. Piagnucola. Passaggio del pargolo tipo palla da rugby ogni cinque minuti tra me e Maury. BAGNETTO!!!! Uno lo tiene, uno lo asciuga, uno lo stende fuori con le mollette. MASSAGGINO. Braccia, gambe – ti piace eh- piedi, ride a crepapelle, pancia, piange disperato, dove cazzo ho sbagliato, piange, vestilo, tiralo su, giralo, solletico, ti mangio la pancia, ride, ti mangio ancora la pancia, piange disperato, manca mezz’ora alla poppata.

Voce fuori campo: « Venite, ci sono i caprioli in giardino!».

caprioli
Corriamo sul balcone, “guarda che belli i caprioli!”, V ride un secondo poi piange disperato. I caprioli scappano.

Passaggio pargolo al papà. Mi tolgo il pigiama, faccio una doccia, metto un pigiama pulito. Latte, ruttino, nanna, piagnucola. Vuoi un coccolino? Sta per addormentarsi. Telefono. Cazzo. Piange. Inciampo su una ciabatta di Mauri. Carica a Mauri. Coccolino, ninna nanna, canzoncina. Si addormenta in braccio. Mi siedo sul letto. Leggo in apnea perché se respiro si sveglia e piange. Non muovo più un braccio. Sto così, immobile per venti minuti. Provo a metterlo a letto. Mi muovo pianissimo, col rivolo di sudore sulla fronte come Mc Giver quando disinnescava una bomba con uno spazzolino da denti.

Ce l’ho fatta. Esulto in silenzio come Schillaci ai mondiali.

Ritrovo per caso il Mauri in cucina. Scatta l’aperitivo di gruppo coi miei cugini col mio telefono, gli amici di Mauri col suo e le mie amiche con ipad. Siamo in 72, ognuno parla per conto suo, non si capisce niente ma siamo tutti contenti. Ore 19h30, V si risveglia. Ceniamo con V in braccio. Latte, ruttino. Canzoncine sulle gambe della mamma. Passaggio al babbo. Sparecchio. Ore 21h00: “ciao io vado a letto che alle 02h00 si sveglia”. Sto sognando. Voce fuori campo : «c’è Conte in diretta! ».

Chiudiamo tutto, ce la faremo.
Domani è un altro giorno.
Andrà tutto bene.

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