LA QUARANTENA INSEGNA

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Lascia che tutto ti accada: bellezza e terrore.
Si deve sempre andare:
nessun sentire è mai troppo lontano (R.M. Rilke)

Sabato 14 marzo 2020: la Francia annuncia la quarantena.

L’emergenza Coronavirus non lascia indifferente neppure l’Oltralpe. Da oggi je reste chez moi, ovvero io resto a casa. Per il bene mio e di tutti.

Colgo questa solitudine forzata come occasione per rallentare e dedicare più tempo a me stessa. 

Siamo solo all’inizio ma questo periodo già mi sembra non finire più, per me che trovo linfa vitale nel vivere la mia città e stare tra la gente. Eppure cerco di razionalizzare, resistere e riflettere su ciò che di buono potrà darmi questa quarantena.

Sono un’inguaribile ottimista, non posso fare a meno di cercare il bello in ogni cosa. Infatti la quarantena potrebbe insegnare molte cose e darci l’opportunità di migliorare.

Impariamo a prenderci cura di noi stessi

Molti di noi stanno trascorrendo questa quarantena soli a casa, senza familiari, coinquilini, compagni o animali domestici a farci compagnia. Potrebbe essere l’occasione perfetta per imparare a stare bene con noi stessi, amarci un po’ di più e curare i nostri interessi.

Il periodo di quarantena sarà lungo, ma con un pizzico di fantasia ed amor proprio può dedicarci tempo e permetterci di riscoprire noi stessi. 

Dopo un “blocco dello scrittore” ho ricominciato a scrivere, a mettere nero su bianco i miei pensieri, a farli fluire liberi come mai avevano fatto prima. E solo ora capisco quanto mi sia mancato scrivere le mie emozioni e soprattutto trasmetterle agli altri.

Ho inoltre iniziato a studiare spagnolo e sto sfruttando al massimo questo periodo per esercitarmi e migliorare.

Organizzo molto meglio il mio tempo: il mio appartamento è pulitissimo, la dispensa è piena e c’è sempre qualcosa di buono in pentola. Non posso andare più in palestra, ma mi ritaglio un’ora al giorno per allenarmi in casa. Dedico inoltre più tempo allo yoga, al relax, alla meditazione. Non dormivo così bene da mesi.

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Usiamo meglio la tecnologia

In un mondo in cui i rapporti umani sembrano limitarsi ad un’applicazione su uno smartphone, la tecnologia può essere finalmente nostra amica. Sto rivalutando molto l’uso dei social network, il sorriso che può strapparti una foto, un messaggio, una story buffa su Instagram o un video dei tuoi connazionali che cantano dai balconi di casa.

Approfittiamone quindi per telefonarci più spesso, scriverci, organizzare aperitivi e merende in video chiamata. Nulla potrà mai sostituire il contatto umano, ma in mancanza d’altro la tecnologia può unirci ed esserci di aiuto, invece di separarci.

Non trascuriamo l’importanza dei piccoli gesti e delle parole: per una persona sola anche un semplice “mi manchi – vorrei stare con te – non vedo l’ora di rivederti” può significare molto, e può accorciare le distanze più di quanto si creda.

Cerchiamo di essere più connessi, non solo virtualmente, e di sfruttare al meglio i mezzi che abbiamo. E alla fine di tutto ciò forse spegneremo Internet e capiremo la bellezza di guardarsi negli occhi, darsi un bacio e stringersi forte.

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Il sabato sera ai tempi dell’isolamento!

Valorizziamo i rapporti umani: nulla è scontato

In una società in cui il cinismo e l’egoismo sembrano prevalere, cerchiamo di capire che “cavarsela da soli” non  sempre significa “stare da soli”.

Per le persone solitarie, che non danno valore alle relazioni e che non sentono il bisogno di vivere in comunità, forse questa quarantena non sarà una novità. Spero che dopo questo periodo comprendano la differenza tra l’isolamento volontario e per scelta.

La quarantena mi ha permesso di conoscermi meglio, di capire quanto i rapporti umani e le emozioni per me siano tutto; da ora in poi per me avranno ancora più valore. Non cederò più alla pigrizia rifiutando un invito né mi lamenterò del traffico, del caos in metropolitana o del vociare nei bar. Quel rumore diventerà musica (almeno per un po’!).

Spero che questa quarantena ci faccia aprire gli occhi e capire che “la felicità è reale solo quando è condivisa”.

Viviamo nel qui ed ora, non rimandiamo più nulla

Un momento come questo appare quasi come un segno del destino, come un messaggio all’umanità che ci invita a smetterla di fare troppi piani, a dare più importanza al nostro presente e alle occasioni che abbiamo di essere felici.

Ripensiamo alle feste rimandate, alle parole non dette, alle cose che diamo per scontate, a quell’aereo che avremmo dovuto prendere tempo fa. Il tempo sembra davvero non esserci più, perciò dobbiamo agire adesso, nel qui ed ora, e non avere mai più rimpianti.

Nessun abbraccio è mai insensato, nessuna parola è scontata. 

Quanto tutto ciò sarà finito, non perderò neanche un minuto per organizzare tutti i viaggi che mi ero ripromessa di fare, per incontrare le persone più care, per dimostrare loro tutto l’affetto e l’amore che provo. Non rimanderò più nulla, seguirò ancora di più il mo cuore e non avrò mai più la minima esitazione.

Uscirò in strada come quando l’Italia vinse i Mondiali nel 2006, canterò la mia gioia a squarciagola, ballerò fino allo sfinimento e abbraccerò forte tutti i miei cari come se fosse l’ultima volta.

Ci sembrerà la fine di una guerra contro un nemico invisibile, ma molto più grande di noi. Come nel bellissimo film Jojo Rabbit, alla fine di questa battaglia probabilmente usciremo tutti in strada e festeggeremo a ritmo di musica la nostra libertà ritrovata.

Cerchiamo di imparare qualcosa da questa quarantena. Mettiamo da parte l’ignoranza, l’orgoglio, il cinismo e la sfiducia e, una volta per tutte, impariamo i valori dell’amore e delle emozioni. 

Restiamo tutti a casa, per ora, ma promettiamo a noi stessi, in futuro, di restarci il meno possibile.

4 commenti
  1. Tiziana
    Tiziana dice:

    Merci Chiara!
    Je reste chez moi à Genève !
    Grazie per la tua testimonianza… mi ritrovo in qualcosa e prenderò spunto per il seguito di questo confinamento… grazie!

    Rispondi

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