Qué sería de nosotras sin nosotras

Cosa sarebbe di noi senza noi

È una frase che ho ascoltato in Spagna per la prima volta, l’ho tradotta in italiano e ho pensato di relazionarla all’amicizia.

In fondo è vero:”cosa ne sarebbe di me senza le mie amiche?”

L’amicizia al femminile (così come quella maschio femmina, di cui, però, parlerò un’altra volta) esiste ed anche è una bella storia.

Non mi dilungherò sui benefici dell’alleanza tra donne, di quanto sia importante spalleggiarci e supportarci in tutti i giorni della nostra vita (amen).

Oggi, voglio raccontarvi di loro.

Cosa fanno, chi sono, come si chiamano, quanto mi fanno ridere, disperare, quanto mi mancano quelle lontano e quanto sono presenti quelle vicine.

Quanto entrambe mi ispirino e mi facciano credere nelle vita.

Io e Licia, nel mare di casa, in Sicilia.

Le ITALIANE

Le ho conosciute al liceo, a 14 anni. Si chiamano Chiara, Sara e Licia.

Duriamo da qualche anno quindi.

Abbiamo passato feste, minigonne, compleanni, lauree, abbiamo interpretato desideri, consigliato fini ed inizi, ci siamo distese al sole con riviste di moda e abbiamo indossato caschi rubati su motorini fuori scuola. Le loro famiglie sono (ancora) quasi come la mia. Le nostre mamme sono altrettanto complici.

Le mamme

Sono le (mie) ragazze più cocciute che abbia mai conosciuto.

Sono le uniche al mondo che possono permettersi il lusso di sgridarmi (senza essere mandate a quel paese all’istante) e sono le uniche al mondo che tengo per mano tutte le volte in cui siamo insieme. Sono anche le uniche che, conoscendomi, mi permettono la loro vicinanza. Sono stati anni di lotta con Chiara per evitare che mi lasciasse la mano. Sono stati anni di avventure vulcaniche con Licia prima di trovare una quiete per entrambe (sulla quiete abbiamo ancora molto da lavorare). Sono stati anni di spalla-spalla, cuore-cuore con Sara prima di arrivare a capirci senza parlarci.

Chiara ed io, d’estate a Panarea

Chiara è la nostra ex campionessa di tennis, sportivissima, trapiantata a Milano (come le altre due), avvocato, che ha scelto il Marketing. Lati selvaggi e principeschi, ama le vittorie e i viaggi, la famiglia. Segni particolari: un whatsapp che non dorme MAI. Livello di cocciutaggine: Alto.

Licia è l’energia che basterebbe ad illuminare Europa e Oceania insieme. Un animo a cui piace il bilico, la scossa elettrica, i nuovi luoghi, le nuove persone, i nuovi inizi. Marketinginiana anche lei, con un potenziale straordinario per fare tutto. Segni particolari: amore sconfinato per papà. Livello di cocciutaggine: Altissimo.

Sara è un sorriso bellissimo dai denti grandi e bianchissimi. Accende la luce sulle zone d’ombra e vanta una straordinaria capacità di interpretazione. Oltre ad uno straordinario talento per lo stile. Segni particolari: il sorriso di cui sopra e la passione per Istanbul. Livello di cocciutaggine: anche qui, ahimè, è altissimo.

Io e Sara, Barcelona, Dicembre 2017

Ve le ho riassunte in tre righe, ovviamente sarei stata in grado di riempire pagine intere.

A volte mi chiedo se la distanza fisica che esiste tra noi e gli anni che passano ci facciano smettere di essere quello che eravamo. A volte, la costruzione delle nostre vite ci impedisce di alzare il telefono e chiedere quel “come stai” che con la loro voce sa sempre di casa, di anni in motorino e caschi rubati.

Mi chiedo se riescano ad accorgersi della mia “assenza” quando si riuniscono e manca l’Ovest.

Mi chiedo anche se, crescendo, cambieremo e mi chiedo quanto ci capiremo.

Mi chiedo per quanto tempo ancora sarò in grado di descriverle senza il rischio di essermi persa le loro ultime sfumature.

Negli ultimi mesi di saggezza, ho capito che c’è sempre da “lavorarci”, sulle cose.

Ecco, lo stesso vale con le persone.

Vale con le mie ragazze italiane.

Perché ci sia e perché resti quel laccio fermo a tenerci insieme.

Nord, Sud, Est e Ovest. Insieme.

Ps nella seconda puntata vi parlerò delle SPAGNOLE, #staytuned

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