Noi, rientrati per il virus

ricordi

Noi, rientrati per il virus, siamo un po’ tutti uguali.

Il tempo si è fermato.

Siamo stati messi di fronte a difficoltà economiche che ci hanno fatto prendere una decisione in meno di 24 ore.

Il lavoro precario è il male del secolo!

Non ci è stato concesso alcun big party di addio, solo videochiamate e miriade di scatoloni.

Scatole piene di vita, di oggetti, vestiti, libri.

Pezzi di mondo accumulati e impacchettati tra una lacrima e un bicchiere di vino condiviso con l’amica di turno che viene ad aiutarti.

Sante associazioni di volontariato che si prendono ciò che a te non serve ma può essere di grande aiuto per chi è meno fortunato.

Disdetta del contratto, proprietario furbo che cerca di guadagnarci, disdetta luce, gas, internet…

Acquisto del biglietto più caro di tutta la tua vita, nessuna enfasi del viaggio.

E rieccoti, un tuffo nel passato.

Il tempo si ferma.

Ritorni in quella cameretta della tua adolescenza, ti appartiene ma meno di un tempo.

Sei nuovamente in quella città/ quel paese dove ormai non ti ci trovi più, i discorsi ti sembrano minimi e la situazione attuale non agevola le relazioni interpersonali.

I giorni si susseguono a una lentezza esagerata. Siamo già a dicembre…

Ritorni a non essere indipendente da orari, cibo, uscite…

Tutto ciò è strano, a volte è sfiancante, a volte è avvolgente, a volte vorresti piangere, a volte comprendi che è una fase della tua vita e che passerà…

Ma sai che ti dico?

Devi reagire!

Io ho pulito non solo gli scatoloni ma anche la mia vita, ho deciso che qualcosa di positivo in questo 2020 doveva pur esserci.

Ho cercato un nuovo lavoro, ero stanca di quello precedente. Sto imparando e voglio essere sempre più brava.

Ho finalmente affrontato la mia fame nervosa e sono andata da una nutrizionista, mi voglio voler bene.

Ultimo, ma non meno importante, ho rimosso amicizie e relazioni malsane che trascinavo da anni.

Pochi ma buoni intorno, è proprio vero che nel momento del bisogno si capiscono molte cose.

Devi volerti bene.

Un abbraccio

Emi

orologio da tasca

7 commenti
  1. Silvia-Lille
    Silvia-Lille dice:

    Emi,
    ti capisco. Pensare (e chissà quando sarà) mi da un po’ più di carica anche se non sapere il quando e il dove è snervante.
    Un abbraccio tesoro
    P.S. il tuo primo post sentimentale !ahahha 😉

    Rispondi

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