Riflessioni di una figlia espatriata

Un dolore dal cuore, una mancanza che non si può rimpiazzare. Siamo sempre insieme e stiamo vicini sempre, anche quando…

…quando non ho tempo per Skype perché magari il fuso orario non ce lo permette, non credete che sia perché non voglia sentirvi.

Quando vi rispondo male e sono nervosa,  cercate di starmi ancora più vicino perché è molto probabile che lo faccia perché mi mancate molto e sono arrabbiata a causa dei  tanti km ci separano.

Quando mi accade qualcosa di nuovo e voglio condividerlo con voi subito ma non riusciamo a sentirci per via degli impegni diversi e io mi arrabbio con voi perché non siete a casa per collegarvi e mi sento offesa.

Quando mi prendono i momenti di sconforto e voi lo capite da un “Ciao” in Whatsapp. Quando voi avete momenti di sconforto, ma non me lo dite.

Quando ci salutiamo in aeroporto e il mondo si ferma e noi rimaniamo col groppo in gola ma col sorriso sulle labbra.

Quando invece non ci sentiamo per giorni perché il mio spirito libero ha deciso di portarmi un weekend da un’altra parte.

Quando ho ferie e decido di andare altrove invece che tornata da voi, non è perché non voglia stare con voi. Quando invece ho voglia di stare con voi e torno per un weekend, senza badare alla spesa dei biglietti aerei.

Quando mi metto a piangere in Skype e voi dietro a ruota.

Skype

Quando vi racconto con entusiasmo il mio prossimo viaggio e quello appena concluso e voi incuriositi mi fate domande. E magari io non ne faccio a voi perché troppo intenta a condividere con voi questi racconti.

Quando inizio ad organizzare la vostra visita e voi non avete ancora chiesto ferie al lavoro. O quando cerco una casa grande abbastanza per ospitarvi.

Quando leggo nei vostri occhi il dolore per la lontananza ma anche la soddisfazione per quello che faccio.

E ogni volta che ci mandiamo il buongiorno, ovvero tutte le mattine.

Ci sono altre mille cose da aggiungere, ma non renderebbero giustizia.

Se un giorno sarò genitore, voglio essere esattamente come voi.

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19 commenti
  1. gianna
    gianna dice:

    espatriare è dura, molto dura, si lasciano i propri cari, quando loro si sono preso cura di te da piccola, e tu dovresti prenderti cura di loro quando saranno anziani, ma non puoi farlo, perchè la vita ti ha portato da un’altra parte, ed hai quel magone in gola che non va via

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  2. Amelia Cirillo
    Amelia Cirillo dice:

    Quando leggi tutto ciò, non puoi che piangere e condividere.
    Noi genitori non possiamo che arrenderci alla vita che un figlio decide di vivere spesso perché costretto Ma anche per il suo senso di libertà.
    E viviamo costantemente con la speranza che si realizzino tutte le loro aspirazioni e sentire sempre ” Ehy Mami ” che vuol dire ” va tutto bene”.

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  3. Valentina
    Valentina dice:

    Copia e incolla. Maledettamente tutto vero 🙂 mi hai fatto scendere una lacrima. Semplice,chiaro e diretto al cuore.

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  4. Serena
    Serena dice:

    Ciao Eride.. sono una giovincella di 22 anni e sono fuori dalla mia città da qualche anno. Mancano a me che sono a settecento chilometri, figurati a te. Il tuo pensiero mi ha commosso moltissimo, e mi ci sono imbattuta in modo totalmente casuale. Una curiosità mia è: dove sei adesso? 🙂

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    • Eride
      Eride dice:

      Ciao Serena, grazie del commento. 🙂
      In questo momento sono in Italia, appena tornata dalla Turchia a casa dei miei che hanno bisogno di me in questo periodo.
      Ho il progetto di andare in Cambogia, vedremo 😉
      Tu dove stai?

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  5. Monica
    Monica dice:

    Condivido al cento per cento le tue parole 🙂
    E ogni giorno, mentre il tempo passa, il legame con loro aumenta!
    Grazie per queste belle parole!

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