rientro-patria-definitivo

Ritorno in Patria definitivo

Ed eccomi qui a scrivere dalla mia nuova casetta ancora da ristrutturare ma, per me, già una reggia; ebbene si, nella vita a volte ci vuole coraggio, un secondo di fottuto coraggio per mettere in atto ciò che il mio inconscio mi ripeteva da tempo!

Erano circa due mesi,infatti, che la vocina interiore mi diceva: “Laretta guarda la realtà, per una volta non fare piacere a nessuno ma fai il punto sul tuo percorso e valuta se sta andando come vorresti; e se non sta andando come vorresti, perchè non cambi direzione? Perchè se non stai bene in un posto non ti sposti? Mica sei un albero!” Ogni giorno dovevo combattere con questi pensieri, con questo diavoletto che voleva portarmi a fare il grande salto senza sapere dove atterrare.  Potevo io chiudere gli occhi, tapparmi il naso e tuffarmi in un mare di incertezze con un mutuo sulle spalle? Certo che potevo: la ditta, purtroppo, stava attraversando un periodo di grosse difficoltà che si ripercuotevano sul mio cammino ma fino ad all’ora avevo sempre resistito, avevo sempre sacrificato la mia vita in favore del  cantiere che ormai era diventato una missione, un Cammino di Santiango senza scarpe e una di quelle processioni che  sembrano non avere fine. Ricordo che un giorno presi un foglio e lo divisi a metà: da una parte i PRO, dall’altra i CONTRO.

Colonna dei contro: una lista infinita.

Colonna dei PRO: ricordo che disegnai solamente il bel sole caldo di Agadir.

Premetto che sono una ragazza resiliente, che si accontenta di poco e che  gode delle piccole cose ma in quel caso non c’era NIENTE di positivo che riuscisse a trattenermi in rientro-patria-definitivoMarocco, e non parlo del clima o delle persone, della natura o della cultura, ma semplicemente della mia situazione. E allora perche rimanere?  Ricordo che non dormii per diversi giorni, ricordo che non riuscivo a stare ferma e che sfogavo il mio stress sul cibo, mandando all’aria mesi di sacrificio; ma ormai ero entrata in modalità ALEA IACTA EST: avevo deciso!

Il 3 DICEMBRE 2015 ho dato le dimissioni e ho cominciato a programmare il rientro definitivo in Italia.rientro-patria-definitivo

Il giorno prima di lasciare il Marocco, provai l’ebbrezza del cosiddetto “pianto di gioia”; è una sensazione strana: ti chiedi perchè piangi quando non c’è niente da piangere, eppure le lacrime scendono e il cuore batte. Sono atterrata a Malpensa con un senso di leggerezza mai provato prima. Ho lasciato un appartamento con piscina per ritrovarmi in una casa da ristrutturare, senza acqua calda e riscaldamento ma non potendomi permettere una stanza oltre al mutuo mensile, ho deciso di occupare un vano ed arrangiarmi come posso; ho lasciato un lavoro pieno di responsabilità e un contratto a tempo indeterminato per ritrovarmi a dover ridisegnare il mio futuro con un BOH come unica certezza, ma sapete una cosa? Sono immensamente fiera e felice della scelta che ho fatto, immensamente curiosa di sapere che piega prenderà la mia vita e immensamente grata di aver dato retta a quella vocina che continuava a ripetermi: “ vai via da qui e non te ne pentirai”.

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30 commenti
  1. Maria
    Maria dice:

    Sto valutando esattamente la stessa cosa in questi giorni, ma due bimbi piccoli mi trattengono dal “buttarmi” come avrei già fatto. La sensazione di tristezza mi pervade e non so veramente che fare.

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    • lara
      lara dice:

      ciao, capisco la tua sensazione… con una famiglia ci si pensa dieci volte di più! però credo anche che la serenità dei genitori sia anche quella dei figli .. vedrai che quel secondo di “fottuto coraggio” arriverà anche per te! siamo qui ad aspettare di leggerlo 🙂

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  2. Valentina
    Valentina dice:

    In bocca al lupo:)

    Io dopo 5 anni in Australia e New Zealand, sono tornata a Roma.
    Dopo 4 mesi, sono pronta per ripartire. Ma Roma, in questo periodo è il far west.
    Non credo che penserò di nuovo a fermarmi per cosi tanto, di nuovo.
    la voce interiore è senza sosta. Sono convinta che un giorno si fermerà e li sarà finalmente il posto giusto.

    Valentina

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  3. mogado rita
    mogado rita dice:

    cara Lara come ti capisco penso di dover (a malincuore) fare la stessa scelta obbligata.mi piacerebbe parlarti in privato se possibile. ciao e comunque e dovunque tu vada buona fortuna

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  4. Lino
    Lino dice:

    Lara nessuno può sapere cosa ci riserva il futuro. Ma dobbiamo fare quello che riteniamo giusto.
    Di preciso che lavoro facevi in Marocco?

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    • lara
      lara dice:

      gestivo canteri di demolizione in un ambiente poco propenso al femminile e già solo per questo dovevi entrare in modalità ” o mangi o vieni mangiata”….

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  5. rico
    rico dice:

    Lare dopo poco tempo ti accorgerai della grande cazzata che hai fatto ….la vocina non è altro che il tuo io che vuole giustificare la tua decisione……

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    • lara
      lara dice:

      mah guarda….le ragioni per cui ho mollato sono ben più profonde e “gravi” di ciò che ho scritto nel post… ragioni ommesse, ovviamente, per etica professionale… chiunque al mio posto avrebbe fatto la stessa cosa… ! non mi devo giustificare di niente visto che sono io il timone della mia vita :)! auguri

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  6. Manuela
    Manuela dice:

    Cara Lara conosco bene quel pianto liberatorio l’ho provato anch’io. Anche se con un’esperienza più breve ricorderò sempre quando ho attraversato il traforo del Monte Bianco con la mia auto ed arrivata in Valle d’Aosta lacrime a catinelle felice di dire Francia stop. Ho letto nel blog la tua storia e concordo che il vuoto sociale a fronte di maggiore sicurezza lavorativa incide parecchio. Se non sei felice nel Paese dove emigri e’ meglio ritornare a casa, nessuno e’ un albero ed ognuno ha priorità che con il tempo cambiano pure 😉 in bocca al lupo! spero tu ci tenga aggiornate con i tuoi post nella tua nuova vita da ex espatriata…d’altronde le donne sia all’estero che in Italia si trovano ad affrontare maggiori difficoltà e quindi a dover cercare dentro noi stesse quella resilienza che hai citato e che io mi sono pure tatuata. Buon 2016 a tutte.

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    • lara
      lara dice:

      grazie cara! il problema ora è che ci si sente un pochino emigrate anche in terra natia.. bisogna ingranare ma la volontà non manca! 🙂

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  7. tiziana
    tiziana dice:

    Ciao Valentina! Sicuramente il tuo è coraggio vero! Io sto combattendo con la “vocina” che mi dice proprio il contrario…..lasciare il posto fisso e andare via da Roma….dove se hai uno stipendio normalissimo o ci paghi la casa in cui vivi o ci paghi tutto il resto. Fatto sta che qui ormai si lavora per pagare e non per vivere. Per questo credo che il tuo coraggio sia nettamente superiore a quello di chi decide di andar via…..Ad ogni buon conto penso che qualunque sia la nostra strada….dobbiamo percorrerla fino in fondo! Buona vita!

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    • lara
      lara dice:

      come ho scritto in un commento sopra siamo noi i timoni della nostra vita… non mi faccio di certo ingoiare da una società che ci vuole morti!! povera ma felice piuttosto che con due soldi da parte da spendere alla neuro! 😀

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  8. Elena
    Elena dice:

    Ciao ti auguro di aver fatto la scelta giusta.
    Sarei curiosa di sapere tra qualche mese come vanno le cose. X tutti noi è’ difficile scegliere. Si combatte ogni giorno con il desiderio di tornare e l’ostinazione a rimanere. La mia email ce l’hai fammi sapere come va! In bocca al lupo. Elena Ny

    Rispondi
  9. andrea
    andrea dice:

    Lara, ti capisco, 32 anni, da 1 anno in KSA (distaccato da azienda italiana), postaccio immondo. Finisco la mia assegnazione qui fra 24 giorni e poi torno in ITA in sede. Anche io come te distaccato prima per 6 mesi, poi 9, infine 12 (dove ho imposto io lo stop altrimenti sarebbero stati 18).

    avrei piacere di scriverti un paio di cose in privato. niente di misterioso ma non posso scrivere nomi di aziende qui. Se interessata credo tu possa recuperare la mia mail che ho messo nel form. ciao

    Rispondi
  10. Grazia
    Grazia dice:

    Chapeau Lara!
    Il coraggio piu grande é quello di sapere ascoltarsi…ascoltare la propria pancia e spegnere la testa.
    Grazie per aver condiviso questo “secondo di fottuto coraggio”!

    Rispondi
  11. Margherita
    Margherita dice:

    Ciao Lara, vocine a parte hai fatto bene a prenderti anche una pausa e valutare cosa è meglio per te. La vita premia sempre le persone coraggiose e tu hai dimostrato di averne da vendere. Tenta la tua carta italiana, la vita è troppo breve per sprecarla dietro a un ma..
    Good luck

    Rispondi
  12. Simona Cumbria UK
    Simona Cumbria UK dice:

    Ciao Lara, hai fatto bene ad ascoltare la vocina!
    E te lo dice qualcuna che in Italia non ci tornerà mai, neppure da deceduta (ho già dato provvisioni in quel senso, figurati… casa per me è qui).
    Ma la parte più importante della tua storia, o la mia, è solo una: abbiamo la fantastica libertà di scegliere dove stare e di cercare ciò o il luogo dove ci si sente più a nostro agio, dove siamo libere di essere chi siamo.
    In bocca al lupo, perchè comunque vada in fondo hai davvero fatto la scelta giusta 🙂
    Auguri!!!!

    Rispondi
  13. Giordana
    Giordana dice:

    Ho affrontato la stessa situazione 2 mesi fa. Mi trovavo nella City inglese,dopo 14 mesi lontana da casa. Ho vissuto esperienze che mi hanno fortificata e cambiata. Non sto qui a raccontare l’epopea inglese ma posso solo dire che il rientro è stato:strano! Forse perché io sono sempre la stessa ma con una visione della realtà diversa. L’Italia è casa però sono certa che la mia vita mi riporterà lontana da casa. Per ora mi vivo il momento.
    Buona fortuna

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    • lara
      lara dice:

      grazie Giordana! anche io sono molto cambiata. Sono fin troppo forte … a volte non mi riconosco nemmeno più! anche io credo che mi muoverò ancora ma al momento mi godo la mia Genova :)! in bocca al lupo!

      Rispondi

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