Roma – Parigi: mai così vicine

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Mi piace pensare che, per quanto possiamo essere artefici del nostro destino, a volte è il destino stesso, spesso beffardo, a decidere per noi.

Credo anche che alcuni incontri, indipendentemente da come andranno a finire, avvengano per una ragione, perché per un motivo o per un altro quella persona deve entrare a far parte della nostra vita. Amo la casualità di questi incontri perché, nel bene e nel male, ci lasciano sempre qualcosa di prezioso.

E l’ho capito il 29 giugno 2018, quando ho conosciuto Lui: da quel giorno in poi Roma e Parigi, così lontane, sono sembrate estremamente vicine, ma evidentemente non abbastanza.

Sembrava un Venerdì sera qualunque.

Mi apprestavo ad incontrare un carissimo amico siciliano, il quale mi disse “stasera c’è anche un mio amico del liceo, è a Parigi in vacanza”. Mai avrei immaginato la piega che quel weekend avrebbe preso. Finché non vidi Lui, con quel suo sorriso che mi ha conquistata da subito.

Alla prima stretta di mano, al primo scambio di sguardi, sentii qualcosa di strano in me. Ma quella sera forse non ero pronta ad accoglierlo, mi sentivo ancora troppo ferita e disillusa per capirlo.

Nel frattempo la chimica stava già giocando il suo ruolo e a lei, si sa, non si può comandare.

Quel weekend, incredibile ma vero, costruimmo già tantissimi ricordi.

Le partite a Mario Kart fino alle 4 del mattino, una corsa in Uber condivisa con lui, il parlarsi di tutto e niente, di musica, film, lavoro e molto altro scoprendo un’immediata ed inaspettata complicità. Fino al tradizionale pic-nic del sabato sulla Senna durante il quale, tra uno schizzo d’acqua e un solletichino sulla mia pancia, capimmo di piacerci davvero.

Finché non arrivò quel bacio indimenticabile con sfondo cattedrale di Notre-Dame.

Là per là pensai “Oh no, adesso mi affeziono e per me sarà la fine”. Da una parte avevo ragione, ma dall’altra, senza quel fatidico bacio, mi sarei persa una delle cose più belle che mi siano capitate nella vita.

Il lunedì lui tornò a Roma, città in cui vive da ormai molti anni, e con lo sguardo pieno di malinconia ci demmo un ultimo bacio promettendoci, con dolcezza e realismo, di non perderci di vista.

Infatti, dopo un’estate trascorsa a parlarci tutti i giorni, a Settembre ero già da lui nella Città Eterna.

Seguirono successivi  furtivi  incontri tra Roma e Napoli, intensi ma mai abbastanza frequenti. Parlammo tanto, tantissimo, ci conoscemmo meglio, capimmo di essere più simili di quanto pensassimo.

Capii che la felicità condivisa con la persona giusta è fatta di cose semplici ma significative, inevitabilmente legate a ricordi incancellabili:

cantare le canzoni Disney in auto a squarciagola (quanto era bello mentre cantava Let it go, e che voce!);

ungersi le mani di supplì;

brindare con un Moscow Mule nel bicchiere di rame (da allora il mio cocktail preferito);

mangiare il gelato al pistacchio più buono del mondo sul lungomare di Anzio;

guardare un film insieme ed addormentarsi tra le sue braccia;

passeggiare tra le vie del centro storico di Napoli prima di Natale;

prendere l’aperitivo da Peppe Spritz e la pizza da Vesi a Napoli;

passeggiare sul Lungotevere raccontandoci tutto: le nostre vite, le nostre delusioni, i nostri desideri tra un bacio e l’altro.

Con lui fin da subito mi sono sentita trasparente, complice, intima come non lo sono mai stata con nessuno, nonostante lo conoscessi così poco. Mi sono rapidamente fidata di Lui, cosa che mi succede molto raramente.

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Napoli, piazza Plebiscito, 22 Dicembre 2018

Nessuno era mai riuscito a farmi sentire davvero me stessa, senza filtro alcuno.

Ha sempre saputo darmi consigli ed ascoltarmi senza mai giudicare. Ha rispettato la mia vita ed i miei spazi facendoli suoi con discrezione, senza pretendere nulla da me.

È riuscito a notare lati del mio carattere che solo persone che mi conoscono da una vita riescono a captare, a far battere di nuovo il mio cuore spezzato dopo tanto tempo.

Avevo molta fiducia in quel rapporto e sono fiera del coraggio che ho avuto e della mia consueta cocciutaggine.

Avevamo tutto e tutti contro, eppure ho lottato con tutte le mie forze. E non me ne pento affatto.

Ciononostante ho dovuto mettere da parte per un po’ il mio “agire di pancia” per fare spazio al raziocinio. Perché si sa, in amore bisogna anche ragionare con la testa, essere realisti, capire ciò che si vuole davvero.

Passiamo un anno così, a conoscerci, a coccolarci, a non perderci di vista ma senza mai chiederci “io e te cosa siamo?”, vivendo quel bellissimo presente.

Finché qualcosa non si spezza, per poi palesarsi il 17 Agosto 2019.

Messaggi e telefonate sempre meno frequenti, viaggi non pianificati, parole non dette, piccole bugie ed infine la consapevolezza che la sua vita è andata avanti, senza di me ma probabilmente con qualcun’altro al suo fianco.

E a questo punto mi rivolgo a Te.

Anche se queste cose già le sai e probabilmente non leggerai mai tutto ciò.

Sarà molto difficile dimenticare i momenti vissuti insieme.

Mi hai conquistata con la tua ironia, il tuo trovare il lato positivo in tutto, il tuo modo di tirarmi su il morale come nessun altro sa fare.

Mi mancheranno i tuoi pizzicotti sulla guancia sinistra, i tuoi baci sulla fronte, quel tuo modo dolcissimo di stringermi la mano e soprattutto quel tuo chiamarmi Supercattiva (prima o poi me la dovrai spiegare questa tua teoria, eh!).

Sono le piccole cose che mi hanno fatto innamorare di te.

Per certi versi maledico il fatto di aver agito con troppa prudenza, di non essere stata istintiva, di non averti detto da subito ciò che provavo per te; ma tu mi hai confermato che il mio affetto l’ho dimostrato, senza invadere la tua vita, con pazienza e discrezione. E sono felice che tu l’abbia percepito ed apprezzato.

Lascia che ti dica, però, che avresti dovuto dimostrarmi di più anche tu.

Forse non ci tenevi a me come io tengo a te, forse avevi troppa paura o forse, come tu stesso mi hai detto, la distanza ha rappresentato un limite enorme. Nel nostro caso, non siamo riusciti ad accorciare i maledetti chilometri contro.

Vivere all’estero comporta anche questo purtroppo.

Parigi, la beffarda città dell’amore, mi ha allontanata da te e non mi ha permesso di viverti nel quotidiano. Ma se non fosse stato per lei non ci saremmo mai incontrati.

Ora dovrò abituarmi a non pensarti più, ma benedico quel Venerdì sera perché mi ha permesso di conoscerti e, nonostante la distanza, di capitare nella tua vita.

Roma e Parigi non sono mai sembrate così vicine.

Le nostre strade per ora si dividono, sebbene restino almeno i nostri stupendi ricordi. So che ci sentiremo ancora, ed io continuerò ad aggiornarti sulla mia vita in terra francese, perché so che tu lo vuoi e, in fondo, lo voglio anch’io.

Prometto a te e soprattutto a me stessa di andare avanti a testa alta come ho sempre fatto, e se questo destino beffardo vorrà un giorno farci ritrovare, chissà, forse sarò ancora felice di accoglierti.

Con amore e rispetto, ora ti saluto con il mio più bel sorriso. E in cuor mio spero sempre di trovare un Te sorridente che mi aspetta all’area degli arrivi di Ciampino.

Mi mancherà guardare Roma con te “con il sole dentro la mia testa, che senza fare niente era una festa”.

Ti amo, anche se non te l’ho detto mai.

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