caffè

Posso offrirti un caffè?”

Questo semplice invito suona sempre come una formula magica che sottintende a mille altre cose: una pausa relax dal lavoro, l’inizio di una nuova amicizia, un nuovo appuntamento.

In una tazzina non c’e’ mai solo caffè‘.

Ricordo che a casa bastava una caffettiera sul fuoco a riempire una stanza. Il caffè e’ da sempre un vero e proprio rito sociale.

E da buona italiana appassionata di espresso, convinta di poter esportare parte delle mie abitudini, ho iniziato a girare fra le strade di San Francisco alla ricerca del “caffè’ perfetto”.

Cosa c’e’ di difficile nel preparare un caffè‘? “ Mi sono sempre detta .

La mia impresa, che sembrava sembrava semplice, iniziava a diventare sempre piu complessa. A dir la verità, ho iniziato a cambiare idea quando ho realizzato che ovunque vado l’espresso all’italiana costa dai tre ai cinque dollari l’uno.

Forse meglio cambiare hobby” Pensai.

Ma se capitate da queste parti e avete voglia di caffè all’italiana, il posto migliore della città in cui potete trovarlo e’ sicuramente sulle strade di North Beach uno storico quartiere meglio conosciuto come “Little Italy” dove le vie sono colorate dalle bandiere tricolori e dove sarete circondati da ristoranti , gelaterie e panifici.

Convertendosi agli usi della City il caffè diventa per lo più una semplice bevanda, con molta più acqua.

Gli Stati Uniti sono il paese dove Bar e Coffee Shop convivono tra amore e odio per i due diversi tipi di caffetteria.

Entrare in un Coffe Shop e’ tutta un altra storia. Le regole non scritte dicono che si fanno almeno due file, la prima per ordinare e pagare , e la seconda per prendere il caffè’. Ovviamente in formato Extra Large (perché anche lo Small e’ comunque enorme).

Ecco come si annulla il concetto del “prendo un caffe’ al banco, e in due minuti arrivo”O cammini direttamente con il caffè‘ alla mano, o prendi almeno 30 minuti off dal lavoro.

Da buona “Italian Expat” , sostenitrice dell’importanza dell’integrazione culturale, entro nel Coffee Shop “made in Seattle” (Starbucks) e ordino un caffè‘ Americano.

Solo una volta seduta, mi rendo conto che in quel momento sembro tutta’altro che statunitense. Non ho con me un computer, ne’ le cuffie, non sto facendo un meeting via skype, non ho nemmeno il caricatore del cellulare attaccato alla presa sotto al tavolino.

Gli Starbucks vengono utilizzati dai clienti come dei veri e propri uffici da lavoro, sale congressi, organizzazione di colloqui per la selezione del personale, o semplicemente si entra a ricaricare lo smartphone quando la tua batteria e’ al 5% e sai che quella sera dovrai chiamare un Uber per tornare a casa. Ma non fraintendetemi: c’e’ anche chi ama il caffè e tra una pausa di lavoro e l’altra entra anche solo far rifornimento di caffeina , o a provare qualcosa di nuovo dal menu’.

Perché il caffè‘ qui non e’ solo liscio, macchiato o corretto , ma diventa tutt’altra cosa se aggiungete panna, vaniglia, caramello o spezie.

Dopo quattro  mesi non so ancora quale preferisco, ma da quando sono qui, le mie giornate iniziano con un caffè americano . Che e’ all’incirca la somma di tutti i vari espressi che prima bevevo in una giornata.

caffè

1 commento
  1. Giulia - Giappone
    Giulia - Giappone dice:

    In parte mi son ritrovata in quel che scrivi.
    Avevo portato una caffettiera da 1/2 con me, qui in Giappone, ma nella share house dove ho vissuto il primo anno e mezzo avevamo solo fornelli elettrici i cui sensori non catturavano una cosa in metallo così piccola, quindi mi sarebbe toccato metterla con insieme un pentolino… insomma un macello!
    In Giappone c’è Starbucks, che è un ufficio, un’aula studio, un salottino di incontro. Anche qui i giapponesi vengono a provare il nuovo drink del mese o a prendere una cosa qualsiasi pur di poter stare lì e leggere, studiare o fare incontri. Inoltre ci sono i gadget! L’amore dei giapponesi per i gadget è indescrivibile: tazze, bottiglie a tema ogni stagione e ogni festività, biscottini, dolcetti, accessori per preparare il caffè americano e chicchi di caffè di vari tipi.
    Ma ci sono anche alcuni negozi che invece ti fanno l’espresso, perhcè l’amore per l’Italia e la sua cucina è tutto particolare. A Shibuya, Tokyo, ci sono un negozio della Segafredo e uno della Illy (che già costa in italia, figurati qui, ma quando vado a Shibuya, quelle poche volte, mi ci fiondo). C’è Eataly anche!
    Ma io ho la fortuna di lavorare in un locale italiano e spagnolo e abbiamo la nostra macchina da bar. Posso farmi da sola caffè e cappuccini (anche se non sono ancora brava a fare la schiuma al latte), caffè latte, latte macchiati e giocare con gli sciroppi che abbiamo qui (cocco, nocciola, mandorle, etc etc) per rendere l’espresso un po’ più personale.. ed è gratis! Ma il più delle volte io vado sul cappuccino o sul latte macchiato semplici. E tanti dei nostri clienti apprezzano di più questo genere di caffè piuttosto che Starbucks e simili, ma sì, è vero che costa.

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