Chi torna da un viaggio non e’ mai la stessa persona che e’ partita. Ho letto tante volte questa frase ma mi sono resa conto di quanto fosse vera solo quando sono rientrata in Italia dopo aver vissuto per diversi mesi in United Kingdom, malgrado avessi già in mente che da lì a poco avrei rifatto i bagagli per la California.

Facevo il conto alla rovescia. Nient’altro mi ha mai messo più ansia. La mia valigia blu era aperta sul pavimento della mia camera oramai da almeno due settimane e ogni volta che mi veniva in mente qualcosa che desideravo portare con me in America  lo buttavo dentro.

Biglietto alla mano, la mattina del 6 Maggio ero pronta a partire: prima tappa a Madrid con  quattro  ore di scalo, per poi prendere il secondo volo verso New York e infine quello per San Francisco. 

Avete presente quando guardate un posto in una foto, tanto che sembra un sogno lontano, e quando ci siete davvero sembra cosi’ surreale da non essere vero? Questa e’ la sensazione che ho avuto qui le prime settimane. “Bello! Sembra quasi di essere in California” continuavo a ripetere a me stessa.

Solo una volta che cominci a viverla davvero ti accorgi delle vere e proprie differenze che ci sono tra il guardare le foto, e il vivere in questo paese.

Le City dei grattacieli si contrappongono alle foreste di sequoie e alle scogliere a picco sul mare. Percorrendo la Route 101 attraversi le maggiori città della costa del Pacifico: San Francisco, Santa Cruz, Santa Barbara, Santa Monica, Los Angeles ed e’ uno spettacolo da non perdere.

san-francisco-disneyworld

Google Bike Palo Alto

E’ la patria del mondo di Internet e delle comunicazioni: FaceBook, Google, Uber, qui sono di casa. Se in Italia qualcuno mi diceva “Vado in google” o “Sono in Facebook” probabilmente significava che stava cercando qualche info sul cellulare. Qui può significare che probabilmente quella persona  si trova  seduta ad una scrivania, a lavorare per  una di queste società.

Impari che per avere un Social Security Number non ci vogliono più  di venti minuti, e per aprire un conto in banca meno di quindici. Che con il telefono scarico non vai da nessuna parte (probabilmente e’ per questo che tutti i Coffee Shop offrono la presa della corrente oltre al caffè) e che per tutto c’e’ un App.

Scopri che i nativi americani quasi non esistono, sono tutti un mix di culture, di colori, sapori che si sono stabiliti qui di generazione in generazione. Parlando con le persone troverai sempre qualcuno che e’ figlio, cugino, nipote di un emigrato italiano.

E più conosci e più inizi a integrarti. Impari che agli Stop ci si ferma sempre. Che non importa se la Bart chiude a mezzanotte, puoi comunque chiamare un Uber o un Lift per tornare a casa.

Realizzi  che l’inglese  che si parla qui non e’ l’inglese che hai imparato in sette  mesi a Londra  ma e’ quasi un altra lingua (e non sempre e’ facile riadattarsi).

Apprendi  che a San Francisco fa sempre più  freddo che sulla Baia. E che i turisti li riconosci subito, perché sono quelli che girano in canotta e pantaloncini senza aver calcolato che siamo sull’oceano. Ci sono sempre tante cose da fare e così  tanti posti da vedere che e’ praticamente normale noleggiare una macchina per il weekend e guidare per nove ore su strade deserte per attraversare la Death Valley e arrivare a Las Vegas (e magari programmare di andare a Los Angeles nel prossimo fine settimana).

In conclusione: sto vivendo  il mio “AmericanDream” con gli occhi di chi vede per la prima volta Disneyland.

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