Sauna russa e un tuffo nel fiume gelido

Un pomeriggio da locale a Kiev

Vivere da expat significa anche vivere come una locale. Per questo ho deciso di fare qualcosa che qui fanno spesso: provare la tradizionale sauna russa e tuffarmi nel fiume gelido!

Sauna russa inverno ucraino

In procinto di tuffarmi nel fiume a zero gradi

Negli ultimi articoli mi sono lasciata risucchiare dai corridoi polverosi della mia profondità, complessa come un palazzo d’epoca nel quale si nascondono stanze di tesori dimenticati. Prima ho trovato una camera oscura, fredda, all’apparenza vuota e quindi piena di spazio per creare una nuova me: ho allora parlato di cosa è l’inverno, della bellezza della staticità di questa stagione che ci costringe a dedicarci a noi stessi, ho consigliato di fermarci nella protezione della terra e di tenere al caldo il seme per la primavera.

Poi ho continuato e sono capitata in una stanza che è una galleria di istantanee di giorni luminosi e felici, nei quali mi sento potente, padrona della mia vita, una vera donna selvaggia. Ne parlo qui, è un manifesto alla potenza delle donne.

Infine sono tornata indietro, ho aperto la porta d’ingresso e mi sono ricordata che anche là fuori il mondo è bello, che sono una donna emigrata a Kiev e che è ora di parlare delle particolarità di questo luogo a chi non lo conosce.

Come ci si riscalda in Ucraina in inverno: la sauna russa

Qui fuori fa freddo, sebbene non rigido come dovrebbe essere in inverno quando le temperature scendono anche a -20 gradi. Per scaldarsi i locali, come in ogni paese nordico che si rispetti, vanno in sauna. Quella russa è bellissima: io direi che è una vera e propria esperienza da provare se si viene da queste parti.

Così, in una di queste gelide giornate siamo andati dall’altra parte della città, fuori dal centro abitato, sulle sponde del fiume Dnipro che scorre attraverso tutta l’Ucraina fino al Mar Nero.

Un mix di degrado e paradiso, ma 100% local

Qui, passato un cancello sgangherato alla fine di una strada sterrata, si apre un giardinetto con le postazioni per fare il barbecue quando il tempo è sereno. A parte il disordine dato da pezzi di ricambio gettati qui e lì e baracche malandate, il posto è bellissimo, immerso nel silenzio. A popolarlo solo lo scorrere del fiume, il cinguettio degli uccelli e il profilo immobile dei pescatori.

Tra le varie casette sulle sponde, io e il mio lui abbiamo noleggiato una (mezza) barca ormeggiata e ricostruita a mo’ di sauna. All’interno ci sono un salottino con frigo e servizio bar, una doccia normale e una a “secchiata d’acqua gelida”, la sauna vera e propria, e una magnifica veranda affacciata sul bosco e corredata da una stufa a legna e divani consunti. Una scaletta esterna va dritta dritta in acqua, per rinfrescarsi dopo la sauna. Tutto questo era solo per noi due.

Il profumatissimo massaggio di foglie e rami

Abbiamo inoltre approfittato del “massaggio” tipico russo. Un omone pelosissimo è venuto a batterci con fasci di rami e foglie di quercia dentro la sauna, a oltre cento gradi, per stimolare la nostra circolazione mentre lui combatteva contro i colpi di calore. Poi ci ha spediti a tuffarci nel fiume con una temperatura esterna intorno allo zero. E mi è andata bene perché di questi tempi il Dnipro dovrebbe essere gelato: non ci siamo dovuti immergere in un buco fatto nel ghiaccio, come vuole la tradizione.

I fasci di foglie con cui si fa il massaggio nella sauna russa

Tornati in sauna, abbiamo continuato a sudare mentre l’omone ci massaggiava con le foglie di querce e ci spalmava sul corpo uno scrub di miele, pepe, sale e senape. A un certo punto la mia pressione si è abbassata troppo e sono dovuta uscire all’aria fresca. Nella veranda odorosa di legna bruciata e foglie mi aspettava una tazza di tè, mentre il sole calava oltre il bosco e i raggi ballavano per un attimo sulle increspature del fiume prima di spegnersi.

Lì, ho lasciato vagare ancora i pensieri nei corridoi dell’anima; la mente quasi fluttuava sulla superficie del Dnipro inseguendo idee soffuse. La sauna russa è un toccasana per mente e corpo e se passate da queste parti vi ci porto.

Io nella veranda sul fiume ancora ignara dell’omone e del suo massaggio – frustata di foglie

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