Scegliere la scuola a Londra

ovvero: un’impresa snervante!

Scegliere la scuola è Londra è un’impresa snervante: poche le scuole di qualità e troppi i bambini.

Ne consegue che i genitori ricorrano a qualunque mezzo pur di ottenere l’ammissione in un istituto decente per la prole. Io sono uno di quelli, visto che mio figlio l’anno prossimo passerà alla scuola superiore.

Vi racconto come funziona il sistema.

In UK abbiamo scuole pubbliche e private.

Queste ultime sono prestigiose e costosissime, alla portata delle famiglie dai redditi con tanti zeri o di quelle i cui figli riescono hanno ottenuto una borsa di studio. Le strutture sono spaziose, con tanto verde intorno, soprattutto fuori città, le attività ricreative molteplici, e le amicizie che si formano si riveleranno preziose in età adulta.

Le scuole pubbliche sono gratuite; di questa categoria fanno parte anche le faith schools, cioè quelle religiose, tra le quali quelle cattoliche.

A differenza del sistema italiano, dove tutti i bambini nati lo stesso anno frequentano la stessa classe, i bambini vengono suddivisi in base al giorno/mese di nascita: dal 1 settembre al 31 agosto dell’anno successivo. I settembrini saranno, quindi, i bambini più grandi, gli augustini (si dice?) i più giovani.

In pratica si segue l’anno scolastico, che va dai primi di settembre (il primo martedì del mese) alla fine di luglio (il terzo venerdì del mese). In Scozia e negli istituti privati si segue un calendario diverso.

 

Primary school – dai 5 agli 11 anni

Si inizia con reception, una pre-scuola: qui i bambini cominciano a familiarizzare con lettere, numeri e la lettura.

A seguire la primary school, l’equivalente della scuola elementare. Questa fase dura sei anni; le classi hanno l’abbreviazione di Year (anno) davanti ad un numero. Abbiamo, quindi, Y1, Y2 etc.

La reception, insieme a Y1 e Y2, rappresenta la infant school, o Key stage 1, mentre da Y3 a Y6 abbiamo la junior school, o Key stage 2.

I bambini sono divisi in gruppi in base alle loro abilità, al loro progresso ed alle materie.

Esiste un solo insegnante aiutato dagli assistenti (teaching assistants); tutti cambiano ogni anno. Le materie insegnate non seguono un filo cronologico bensì il programma stabilito dal governo. Non esistono bocciature, se non in casi eccezionali.

Alla fine di ogni anno scolastico i bambini ricevono lo school report, la pagella. Non ci sono voti bensì giudizi: below average, average, within average, above average. L’insegnante dà una spiegazione per materia del progresso, o meno, del bambino; segue un commento generale del preside.

Non esistono i compiti per le vacanze!

Verso la fine di Y6, i bambini sostengono i SATS tests, che durano due settimane. Questi tests servono a fornire la graduatoria della scuola a livello nazionale, e vengono considerati per la suddivisione delle classi nella scuola secondaria. I risultati non vengono comunicati.

Infine, i bambini vanno in gita per una settimana, durante la quale non è permesso il contatto con i genitori, salvo in casi di emergenza. Questa esperienza è considerata un rito di passaggio dalla primary alla secondary school.

 

Secondary school – dagli 11 ai 16 anni

Mia figlia pronta per il suo prom

Comincia in Y7 e si conclude in Y11 con l’equivalente degli esami di maturità, i GCSEs (General Certificates of Secondary Education). Agli studenti viene richiesto un minimo di dieci esami, con alcune materie obbligatorie (inglese, matematica) ed altre a scelta. Le votazioni, cambiate recentemente, vanno da 1 a 9; i voti sotto il 4 sono insufficienze e troppe di queste portano alla bocciatura.

 

Al termine dell’ultimo anno, gli studenti celebrano con una festa importata dall’America: il prom. Un’occasione per vestirsi da grandi, e festeggiare la fine del percorso di studi obbligatorio.

Una volta conseguito il diploma, gli studenti possono:

trovare un lavoro;

scegliere un apprendistato;

frequentare una vocationary school (NVQ – per diventare elettricista, imbianchino ecc);

frequentare il college o 6th form se si vuole frequentare l’università.

In questo caso, gli studenti frequentano due anni, Y12 e Y13, e studiano tre materie a loro scelta, in base al percorso universitario che vogliono seguire. Al termine di Y13 ci sono gli esami, gli A levels, i voti dei quali sono espressi in lettere: sotto a D sono insufficienze, e quindi bocciature.

I risultati sono molto importanti per il prosieguo degli studi, in quanto le università più prestigiose richiedono voti minimi: ad Oxford, per esempio, il minimo sono tre A.

 

L’università

Mia figlia davanti a Pembroke College, Oxford

I corsi durano tre anni con qualche eccezione, tipo medicina. Non è possibile andare fuori corso. Il voto di laurea tiene conto della media degli ultimi due anni. Abbiamo:

 

First Class Honours, oltre il 70%;

Second Class Honours, suddiviso in 2:1 per una media tra il 60% e 69% e 2:2 per una media tra 50% e 59%;

Third Class Honours, per una media tra il 40% e 49%. 2:1 è il voto minimo richiesto da molti datori di lavoro.

Un laureato ottiene un BA; chi vuole può proseguire ed ottenere un Master (MA) e successivamente un Dottorato (PhD).

La domanda si presenta all’inizio di Y13, indicando i voti che si pensa di ottenere a fine anno, i predicted grades, sulla base dei quali si ottiene l’offerta di un posto. Questa può essere conditional o non conditional. Conditional vuol dire che i risultati finali devono essere quelli previsti e richiesti, pena la perdita dell’offerta.

Le università più prestigiose fanno parte del Russell Group: una laurea conseguita in uno di questi istituti spalanca le porte del mercato del lavoro.

 

I costi

La frequenza a Primary e secondary school è gratuita. Nella prima si paga solo la mensa, e nella seconda mensa e libri di testo. I bambini/ragazzi possono, in ogni caso, portare il cibo da casa.

Le università sono, invece, tutte private, con rette che oscillano tra £9-10,000 all’anno. A queste, vanno aggiunti i costi per i libri di testo e per la vita quotidiana. Sì, perchè è raro che i ragazzi studino nella città di residenza. Frequentare un istituto in un’altra città rappresenta un altro rito di passaggio, quello alla età adulta.

Il governo concede un prestito per le rette, lo student loan, ed un secondo per mantenersi, il maintenance loan. Quest’ultimo è calcolato in base al reddito familiare, e può essere insufficiente per coprire i costi. Sono i genitori a metterci la differenza, anche se molto spesso gli studenti lavorano part-time o durante le vacanze estive.

I finanziamenti governativi godono di bassi tassi di interesse. Gli studenti cominciano a ripagarli solo nel momento in cui abbiano un impiego con uno stipendio superiore a £21,000 lorde l’anno, con una detrazione del 3% al mese.

 

L’anno scolastico

Fino a Y13 si divide in terms, circa tre mesi, ognuno dei quali è interrotto da half term: una settimana di vacanza ogni sei/sette di scuola. Ne abbiamo uno ad ottobre, uno a febbraio e uno a maggio.

Ci sono, poi, due settimane di vacanza per Natale e per Pasqua.

Le assenze non sono consentite, se non per malattia; da qualche anno, chi porta i bambini in vacanza durante il periodo scolastico viene multato pesantemente.

 

La divisa

Mio figlio e la sua divisa

È una benedizione per i genitori, perché risolve il quesito “cosa mi metto oggi?”.

La divisa si porta fino a Y11, ed ogni scuola ha i propri colori. Per i maschi, pantaloni, camicia e golf; per le femmine, gonna/pantaloni/vestito, camicia e golf; giacca al posto del golf nelle scuole superiori.

Scarpe rigorosamente nere, calze nere/bianche/grigie.

 

Come si sceglie la scuola

Ogni istituto ha un numero massimo di allievi, in totale e per classe. Si possono scegliere scuole solo nel proprio council di appartenenza. Chi risiede nel council di Islington, per esempio, può scegliere solo scuole che vi appartengano.

Non solo: ogni scuola ha una propria area di raccolta, catchment area, cioè la distanza massima dalla stessa. Le scuole migliori, le più ambite, hanno una zona molto ridotta, inferiore al chilometro, spesso anche solo 300 metri!

Gli istituti cattolici hanno, in genere, una catchment area più ampia visto che la religione cattolica non è quella principale e, quindi, esistono meno scuole.

La domanda di ammissione va presentata online al comune, council, di appartenenza entro il 31 ottobre dell’anno che precede l’ammissione. In pratica, entro il 31 ottobre 2018 bisognava fare richiesta per chi inizia la scuola a settembre del 2019.

Nella domanda vanno indicate sei scuole, in ordine di preferenza.

Come si sceglie?

Ogni sito dei vari Council ha il proprio elenco; sul sito di Ofsted, l’organo preposto alla ispezione delle scuole, si trovano le relazioni redatte per ogni scuola, ed il punteggio conseguito; il sito del governo elenca gli istituti in base ai risultati ottenuti in sede di esame; ed, infine e soprattutto, con il passaparola tra genitori.

Una volta inviata la domanda entro e non oltre la scadenza stabilita, inizia l’attesa della risposta, che arriva per via telematica il primo marzo, giornata di gioia e sofferenza. Non sono rari i casi, purtroppo, di studenti ai quali viene assegnata una scuola completamente diversa da quelle scelte o, addirittura, nessuna di esse.

Per questo motivo l’ordine di preferenza nella domanda è molto importante.

Per esempio, è inutile includere istituti che hanno una catchment area molto limitata e specificata nei criteri di ammissione, se si risiede al di fuori della stessa. Bisogna leggere attentamente i requisiti di ogni scuola prima di scegliere.

Le scuole cattoliche, inoltre, richiedono il certificato di battesimo ed un certificato di frequenza rilasciato dal parroco della propria parrocchia. La mancanza di uno o di entrambe ne preclude l’accettazione.

Discorso a parte per le grammar schools e le selective schools, secondary schools, che richiedono un esame di ammissione, chiamato 11plus. Questo consta di tre materie: inglese, matematica e comprensione (verbal reasoning) con, in alcuni casi, l’aggiunta di ­non-verbal reasoning, che è un test di logica.

Prepararsi per questo test richiede un certo impegno, sia da parte del bambino/a sia da parte dei genitori. I test si basano infatti su concetti che i bambini non hanno ancora studiato e, pertanto, richiedono una preparazione particolare. Molti genitori ricorrono a degli insegnanti di sostegno specifici, i tutor. I costi variano, ma partiamo da almeno £30 all’ora. Solo il superamento del test, unitamente alla residenza, permette l’ammissione alla scuola, a condizione che il punteggio ottenuto sia superiore al minimo stabilito.

Per darvi un’idea, all’esame di ammissione per la scuola Queen Elizabeth, una selective school maschile nel council di Barnet, nord di Londra, si sono presentati 1.631 bambini per 227 posti, ed il punteggio minimo era 210.

Altre scuole secondarie si basano sui banding tests.

Questi determinano il livello dello studente e non richiedono studi extrascolastici. Le bands, fasce, sono quattro, da A a D; la scuola accetta un numero di studenti per ognuna di queste. Può sembrare un paradosso ma uno studente ha più possibilità di entrare in una buona scuola che usa questi tests se è un po’ scarso, quindi nella fascia D, in quanto è probabile che in questa ci sia un numero inferiore di domande.

In alcune scuole, i fratelli minori hanno accesso garantito se il fratello/la sorella più grande è già stato/a ammesso/a. Questo criterio non vale per le grammar/selective schools e per le scuole unisex.

 

A che punto sono io?

faccia provata!

Alla scelta della scuola superiore per mio figlio.

I miei pargoli hanno sei anni di differenza.

La primary school è un’ottima scuola cattolica nella quale è prima entrata mia figlia, più grande, facilitando in seguito l’ingresso di mio figlio.

Mia figlia, con grande impegno suo e grande sacrificio economico mio, è stata ammessa in una grammar school, dove l’anno scorso ha conseguito 11 GCSEs con ottimi voti; ora sta frequentando il primo anno della sixth form nella stessa scuola. In seguito, vorrebbe studiare PPE (Phylosophy, Politics and Economics) a Oxford. È importante, quindi, che l’anno prossimo consegua tre A nelle materie scelte, politica, economia e matematica, anche se questo non le garantirà l’ammissione.

Mio figlio non ha avuto la stessa determinazione per tentare la strada della grammar school, ed io non potevo sostenere il costo del tutor. Inoltre, nella zona dove viviamo non esistono scuole secondarie di buon livello e, quindi, la scelta è stata difficile e laboriosa. Infine, siamo stati assenti dalla parrocchia per un anno, durante il quale è cambiato il parroco e, quindi, non avevamo il secondo requisito per una scuola cattolica, il certificato di presenza! Non vi dico le notti insonni! Per fortuna, mio figlio è molto bravo in religione ed il nuovo prete ha avuto fiducia in noi, concedendomelo.

Ho, così, potuto indicare due scuole cattoliche ed una non di fede, tutte di ottimo livello, tra le mie prime tre.

Ora non mi resta che aspettare il primo marzo!

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