SCOPRENDO IL NOSTRO IKIGAI

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Tutti quelli che incontri ti chiedono sempre se hai un lavoro, se sei sposato o se possiedi una casa, come se la vita fosse una specie di lista della spesa. Ma nessuno ti chiede mai se sei felice. (Heath Ledger)

Cosa vuol dire ikigai?

Ikigai è una parola giapponese traducibile grossomodo come “scopo della vita”.  In effetti, essa si riferisce alla sensazione di vivere una vita degna di essere vissuta, ricca di significato e, quindi, di aver trovato uno scopo alla propria vita, qualcosa che ci motivi ad alzarci ogni mattina.

Ho scoperto questo concetto leggendo un libro dell’autrice Bettina Lemke. Sono rimasta particolarmente colpita dal sottotitolo: “trovare il senso della vita per essere felici”. 

L’incontro, completamente casuale, con questo bellissimo testo è avvenuto circa un anno fa, alla fine di un anno molto particolare, ricco di cambiamenti, di svolte importanti, di piacevoli novità. Un anno al termine del quale sentivo bisogno di rispondere ad alcune domande:

  • quali sono i valori realmente importanti per me?
  • cosa non deve mai mancare alle mie giornate?
  • cosa mi rende realmente felice, serena ad appagata.

Si tratta di un testo molto scorrevole, leggero, dal linguaggio semplice. Ed anche se non me lo aspettavo, nella sua semplicità mi ha aiutata a trovare le risposte che cercavo.

Cosa fa parte del nostro ikigai? 

Questa domanda può avere risposte molto diverse.

Ikigai vuol dire passione, interesse, gioia, motivazione, vocazione e molto altro. Ognuno di noi ha diverse passioni, diversi centri d’interesse, diverse cose che ci fanno stare bene. 

Ognuno di noi avrà quindi un Ikigai diverso, l’importante è sapere di averne uno e scoprirlo.

Incredibile ma vero: scoprire a fondo il mio personale Ikigai mi ha dato più energia, più motivazione, mi ha permesso di concentrare la mia attenzione sulle cose per me davvero importanti, evitando di perdere tempo su futilità che non facevano altro che stancare e danneggiare la mia mente.

Quindi, Ikigai è tutto ciò che ci piace.

Sì, ma non in maniera assoluta.

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l’Ikigai, infatti, può essere definito come l’intersezione di ciò che amiamo fare (come ad esempio un hobby), ciò in cui si è bravi, ciò per cui si è pagati o si potrebbe essere pagati e ciò che può essere utile e benefico al mondo.  Tuttavia non è necessario che questi quattro punti cardine siano sempre presenti contemporaneamente. Un’attività che rientra nel nostro Ikigai può perfettamente essere tale senza compenso alcuno né un particolare talento nel compierla.

Ed io? Ho trovato il mio Ikigai?

La risposta è sì. Ed è tale il benessere ad esso associato che lo coltivo giorno per giorno, arricchendolo sempre di più di elementi.

Sono ormai pienamente convinta che il mio lavoro da biologa sia parte integrante del mio Ikigai. E’ complesso, faticoso, non permette la minima distrazione e richiede lunghe giornate, ma non potrei mai svegliarmi la mattina senza prepararmi per andare in laboratorio. E’ un mestiere che richiede passione, precisione, curiosità ed inventiva, tutte qualità che reputo di avere. Mi pagano per ciò che faccio, e con le mie ricerche contribuisco, in qualche modo, al progresso della medicina, quindi faccio qualcosa di utile per la società e soprattutto per i malati in attesa di cure. Non potrebbe essere più Ikigai di così.

E che dire della scrittura e del canto?

Sono le mie forme di espressione preferite, due cose che mi fanno esprimere liberamente, senza filtri, e senza le quali non potrei proprio vivere. Mi piace la mia voce, mi piace ciò che scrivo e lo stesso pensano gli altri, che sono felici di sentirmi cantare e si sentono ispirati dalle cose che scrivo. E un giorno chissà, potrebbero anche retribuirmi per un concerto, un blog oppure un libro scritto da me.

Potrei parlare all’infinito del mio Ikigai ritrovato, ma sono certa di poterlo riassumere con due parole: Amore e Passione. Sono i cardini della mia vita, i motori di ogni cosa che faccio e di ogni decisione che prendo.

Riuscire a capire cosa fa parte del mio Ikigai mi ha permesso di dare una più completa definizione di me stessa, di cosa faccio nella vita, di cosa corrisponde alla “vera me”.

Ora capisco che rispondere alla domanda “E tu? Cosa fai di bello nella vita?” non equivale a parlare esclusivamente del proprio lavoro. Noi non possiamo essere definiti solo come medici, ingegneri, biologi, architetti, ricercatori… noi siamo molto di più, siamo tutto ciò che fa parte del nostro piccolo, grande Ikigai.

Quindi, chi sono io? Cosa faccio nella vita?

Sono una biologa, una cantante, una ballerina, una viaggiatrice, una scrittrice, un’amante dello sport e del cinema, un’artista. Tutte queste cose fanno parte della mia vita, del mio universo. Io non sono il mestiere che faccio, né i soldi che guadagno né contratto di lavoro che ho.

Io sono tante cose, sono un camaleonte (non solo uno scoiattolo!) e ne sono felice. E se trovare il proprio Ikigai corrisponde alla vera felicità, io posso affermare con gioia di averla trovata davvero.

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