Seduta in quel caffècaffè

Qualche giorno fa mi sono dedicata una mattinata libera da bambini, marito ed impegni che non fossero me stessa.
Ho messo un libro in borsa e sono andata a fare un brunch.

Era mattina tardi e il locale, uno dei miei preferiti, era quasi vuoto.

Mi sono seduta al tavolo e ho ordinato un piatto consistente.
L’atmosfera era rilassante come al solito e gli addobbi natalizi mi hanno regalato un po’ di magia e di nostalgia di casa.


Apro il mio libro mentre aspetto di mettere a tacere il brontolio dello stomaco.
Tra una pagina e l’altra vedo entrare persone che mi terranno virtualmente compagnia per qualche ora.

Noto a più riprese che la maggioranza è rappresentata da donne sole, come me.

Una bella donna rossa e riccia prende posto e subito dopo va a curiosare tra i 33 giri adagiati su un ripiano.
Torna al suo tavolo dopo averne scelto uno e si perde a leggerne i titoli sorseggiando il suo beverone verde.

Una mora con un taglio corto e gli occhiali che le incorniciano il viso ordina un bel piatto abbondante e getta ogni tanto qualche sguardo al cellulare senza soffermarsi troppo.
È seduta accanto alle finestre e guarda fuori persa nei suoi pensieri. Ogni tanto i nostri sguardi si incrociano e ci sorridiamo timide.

Seduta al tavolino tra la mora e la rossa c’è una bionda, capelli lunghi e mossi, elegante, anche lei intenta a leggere il suo libro appena iniziato.

Poco dopo entrano altre due donne, credo  mamma e figlia, accompagnate da una bambina meravigliosa ed imbronciata.

Mi sono chiesta se tutte loro fossero felici e se si sentissero davvero a casa qui. Forse si o forse erano straniere come me che ancora non trovano il modo di abituarsi a vivere lontane dai propri affetti.
Mi sono interrogata sulle loro vite osservandole per un po’; spero in modo indiscreto.

donne

Mi piace scrutare le persone, senza insistenza, quando sono sole per guardare i loro comportamenti  e confrontarli con i miei.

Mi sono chiesta come mai fossimo tutte donne sedute in quella saletta più intima e nascosta di quel caffé.

Ognuna di noi aveva una storia e mi sono domandata ancora una volta quale fosse la loro.

Mi sono interrogata sulla mia e ho sorriso.
Un sorriso amaro perché non sempre la vita va nella direzione che ci eravamo prospettate ma sta a noi coglierne il meglio e apprezzarla ugualmente. Senza rimpianti e rimorsi.

Inizio a sentirmi pesante per queste riflessioni e decido di andare a passeggiare nonostante la pioggia.

Ho ancora del tempo libero e voglio approfittarne.

Mi piace l’autunno al parco con i suoi colori meravigliosi. Mette in ordine i miei pensieri e gli da pace. Bruxelles ha tanti parchi. E’ una cosa che amo di questa città. E amo questa stagione.

La natura in questo periodo mi aiuta a vivere zen, a ritrovare un po’ di buon umore. Credo proprio che dovrò leggere qualcosa a riguardo ed iniziare ad applicare questa filosofia al mio stile di vita.

Prendiamoci cura di noi e mettiamoci sempre al primo posto.

Questo è diventato il mio motto.

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