AL SEMAFORO DI RABAT PENSO A TE, HACHIKO

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Sono le cinque del pomeriggio, mi trovo in auto, nel traffico cittadino.

Nonostante i vari lockdown di questo periodo non ho mai interrotto la mia attività lavorativa. Adesso sono ferma ad un semaforo. Un’auto di grossa cilindrata si ferma accanto a me, ha un finestrino abbassato ed un cane di piccola taglia si sporge osservandomi dritto negli occhi. Non distoglie lo sguardo nemmeno quando uno scooter fa slalom fra le due auto per mettersi in prima fila.

Il semaforo diventa verde, i taxi cominciano a suonare il clacson, il cane abbaia rivolto verso di me, quasi a dirmi “Ciao, io vado”.

La sua auto parte, ma continuo a seguire le sue orecchiette che ancora sporgono dal finestrino e che si fanno sempre più piccole in lontananza e intanto penso a Hachiko.

Era una domenica di marzo quando ho convinto i miei genitori ad andare in un canile a vedere un cane per mio fratello che da anni ci supplicava di averne uno. Mio padre era contrariato, ma era una domenica uggiosa e non avevamo niente da fare, così siamo partiti.

Ogni cane aveva il suo posto, e per vederne alcuni bisognava aprire la porta che conduceva al loro box. La volontaria al canile ce ne ha fatti vedere un po’ finché si è avvicinata alla porta di Pippo dicendoci che era un cane appena arrivato, buono e giocoso. Appena la porta del box si è aperta Pippo ci è corso incontro, ci è saltato addosso e ha cominciato a correre ovunque potesse dalla gioia.

Una volta in auto, mio padre ha detto: “un cane non si va a vedere e basta. Se si va a vedere è per adottarlo”.

Ed ecco che la persona che si era opposta fino ad un’ora prima, non riusciva più a pensare di poter lasciare quel cane senza famiglia. Eravamo ancora in auto quando abbiamo chiamato il canile per avvertire che Pippo sarebbe diventato un membro della nostra famiglia.

Sono passati 5 giorni prima che andassimo a recuperarlo, il tempo di comprare la cuccia e tutto il necessario. La scelta del nome è stata tanto difficile quanto quella del nome di un bambino. L’11 marzo 2016 siamo tornati in canile e quel cane abbandonato che vi era entrato come Pippo, ne è uscito con noi come Hachiko.

Ci ha messo ben poco ad abituarsi a casa, e da subito ha rispettato le regole che gli impartivamo, alcune delle quali (come quella di non salire sul letto) sono svanite nel giro di poche settimane non resistendo ai suoi sguardi dolcissimi.

In quel periodo mio fratello andava a scuola e i miei lavoravano, mentre io era alla ricerca del primo lavoro e quindi l’imprinting di Hachiko è avvenuto con me e da allora è diventato la mia ombra (e io la sua).

Separarmi da lui è stato difficile quanto separarmi dalla mia famiglia. Chi ha un cane può capirmi!

Ogni volta che prendo un volo per tornare in Italia, recupero velocemente i bagagli e mi fiondo all’uscita dove so che c’è lui ad aspettarmi, a scrutare ogni persona che esce dalle porte automatiche agli arrivi e a corrermi incontro appena mi vede.

E ogni volta che è l’ora di fare le valigie per tornare in Marocco mi guarda fare con sguardo di rimprovero e contrariato e allo stesso tempo scoraggiato, come a dire “Neanche questa volta ti abbiamo convinta a restare”. Quest’estate l’ho salutato dicendogli, come avevo detto alla mia famiglia, che ci saremmo rivisti a Natale e che dopo 8 mesi lontani, 3 mesi senza vedersi non sarebbero stati nulla. Purtroppo la situazione attuale non mi ha permesso di trascorrere le vacanze natalizie a casa.

Un altro taxi suona all’impazzata, sobbalzo e mi rendo conto che sono ancora ferma al semaforo.

Ingrano la prima e continuo la strada verso casa pensando che non vedo l’ora di trovarmi un’altra volta agli arrivi dell’aeroporto Marco Polo di Venezia e chiamare il suo nome.

3 commenti
  1. Selene
    Selene dice:

    Come ti capisco! Quando partii 10 anni fa per l’Inghilterra, dovetti lasciare la mia Kyra con i miei..purtroppo portarla con me non era concepibile, anche perché tra le altre cose lavoravo piú di 40 h alla settimana 😞 ci ha lasciati quasi 4 anni fa alla veneranda età di 15 anni, ma la penso sempre ❤️ Ora è l’opposto, quando vado in Italia parte del mio cuore rimane qui in Uk con i miei due cagnoloni 🙂

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