Home Autrici “Sere, ma come parli?”

“Sere, ma come parli?”

di Serena - Barcellona
sere-parli

 

ser-come-parli

Dovete sapere che il paese dal quale son emigrata è davvero piccolo, fa circa 12 mila abitanti. In perfetta e centrica posizione tra le “big cities” della regione, Milano e Monza, e adagiato su una verde pianura ampia e sempre più in crescita, meglio conosciuta come la Brianza. Dovete anche sapere che Ligabue è stato (ed è) uno dei miei cantanti italiani preferiti, che ho seguito e perseguito a svariati concerti e conferenze stampa solo per farmi dare un innocuo bacetto e un autografo. Ma che centra? – vi chiederete – Beh, centra perché il Liga nella sua vita ha anche firmato due film: Radiofreccia e Da Zero a Dieci, e nel primo di questi due il protagonista, un giovanissimo Stefano Accorsi, recita un monologo che cita queste parole: “Credo che la voglia di scappare da un paese con ventimila abitanti vuol dire che hai voglia di scappare da te stesso, e da te stesso non ci scappi nemmeno se sei Eddie Merckx”.

Ecco cosa centra Ligabue. Stefano Accorsi aveva ragione, forse quando decisi di fare le valigie non stavo davvero emigrando per costruirmi un futuro, per fare un’esperienza all’estero… Forse, stavo solo scappando da me stessa e dalla tipica mentalità un po’ chiusa di un paese che non aveva molto da offrirmi. Ma al paese prima o poi ci si torna sempre (ma non per sempre), e lì la persona che sei diventata deve fare i conti con la realtà che si era lasciata alle spalle. Ed è lì, in quel momento, che iniziano le comiche.

Da viaggiatrice intelligente quale mi ritengo, ho bypassato il classico ritorno a casa per Pasqua optando per il weekend successivo e dopo una durissima sveglia alle 5.15 e un orribile volo di poco più di un’ora, sono arrivata a Malpensa mezza sfatta – odio le turbolenze e odio volare, ma maledizione non posso farne a meno. Il mio papone sempre presente era lì ad aspettarmi anche se un po’ assonnato, un abbraccione gigante e pronti-partenza-via verso casa. Le espressioni interrogative e straniate hanno tardato poco meno di due ore a fare la loro comparsa sulle facce di mamma e papà: stavamo pranzando dei deliziosi strozzapreti al sugo quando, mentre raccontavo una delle mie “prodezze” nell’appartamento nuovo, mio padre se ne esce con questa domanda: “Serè, bell’e papà, ma come parli?” (da leggersi con accento campano).

sorellePanico. Cosa stavo dicendo? Come mi stavo esprimendo? Avevo detto qualche parolaccia? “Stai parlando con una cadenza strana, spagnoleggiante”. Dovete sapere (dopo quest’articolo saprete un sacco di cose in più) che ho accettato tempo fa la sconfitta contro il vocabolario italiano, ho smesso tempo fa di diventare matta dietro a una parola che …come si dice in italiano? Parlo 23/24 ore in spagnolo e per me il “ferramenta” è la “ferretería” e l’intercalare “allora” è “entonces”.  Se poi ci mettete una telefonata con il mio fidanzato, in cui gli dico “Da mangiare c’è il pavo”,  mia madre mi chiede cosa sia il pavo e a rispondere è lui (nato e cresciuto a Barcellona) “Il tacchino, Rina”, allora sappiate che sono proprio spacciata da quel punto di vista. Ma la cadenza? Adesso pure la cadenza?Hai una cantilena strana, la stessa che noto quando parla Alex” (mi novio, ehm scusate.. il mio fidanzato)

È una vostra impressione, non diciamo sciocchezze. Le ultime parole famose? Forse. Perché il giorno dopo, durante una bellissima uscita familiare, davanti a dei sontuosissimi paccheri ai frutti di mare ordinati in un ristorante su “quel ramo del lago di Como”, ecco mia sorella e il suo fidanzato confermare quando detto da mio padre: “Parli strano sis, non so”.come-parli Iniziava ad essere una questione di principio, dovevo controllare questa cadenza, trattenere quelle tipiche paroline spagnole che scappano ogni due per tre, parlare piano, scandire bene tutte le parole, controllando la pronuncia, insomma… Quasi era meglio stare zitta. Il colpo di grazia-graziosissimo è stato a casa di amici che non vedevo da tempo. Stavamo chiacchierando del più e del meno nella loro bellissima terrazza con vista montagne quando Sara mi dice “Sere però tu l’italiano l’hai proprio dimenticato”. A lei si accoda il suo fidanzato “Si è vero, lo stavo notando anche io, parli con una cadenza strana”. Aaaarghhh, ma non è possibile! Fatemi tornare in Spagna, sta diventando un’ossessione.

Volo di ritorno, senza turbolenze, finestrino, tramonto… Volare così non è niente male. Quasi quasi mi piace anche.tramonto aereo

Ritorno in ufficio. Si parla in spagnolo o massimo in inglese, fiuuu era ora. E alla pausa caffè: “Ciao Sèrènna, tutto bènne?” (con tipico gesticolio italiano e imitandomi spudoratamente)

DISH. È una storia senza fine.

Condividi con chi vuoi

Ti potrebbe piacere

5 Commenti

Maria grazia 23/04/2016 - 15:39

Esagerata!!!!!!

Rispondi
Costanza 25/04/2016 - 03:06

Ma quanto te la tiri Io vivo in Spagna da 2 anni e ormai nessuno capisce che sono italiana quando parlo. Eppure la mia “cadenza” italiana non è cambiata, e di certo non ne faccio un affare di stato. Spero che un giorno ti toglierai l’accento (in entrambe le lingue) perché per me non si può proprio sentire! ??

Rispondi
Serena - Barcellona 25/04/2016 - 14:00

Cara Costanza,
nessun affare di Stato, solo semplici riflessioni su come il parlare spagnolo dopo 4 anni stia cambiando il mio modo di parlare italiano. E poi, ti dirò, che la gente riconosca da dove vengo quando parlo spagnolo può essere solo una questione di cui essere orgogliosa: sono italiana, lo sarò sempre, e quell’accento marcatissimo probabilmente non me lo toglierò mai, ne vorrò che accada. Fortunatamente nell’ambito lavorativo (non sono insegnante di lingua ne linguista ne niente di simile) e non solo, il mio modo di parlare non è un problema, quindi… Perché preoccuparsi tanto di volersi togliere entrambi gli accenti? Questo articolo era solo una maniera simpatica di descrivere un disagio che spesso mi trovo a vivere, niente di più. Un abbraccio da Barcellona, Serena

Rispondi
Serena - Barcellona 28/04/2016 - 11:42

Giada, grazie! Conforta sapere che “è tutto nella norma” e che non sto semplicemente diventando matta! Orgogliosa di parlare un “broken English/Italian/Spanish” insomma. La ragione che c’è dietro è delle migliori.

Un abbraccio da Barcellona!

Rispondi
Emiliano 29/04/2016 - 21:43

Io vivo da 10 anni a Madrid e sono orgoglioso del mio accento, anzi, mi spiace quando no si nota, anche perche’ agli spagnoli piace, quindi nulla da nascondere, un poco di sano orgoglio

Rispondi

Lascia un commento