Sette Anni a Bali

Sette Anni a Bali

Sette Anni a Bali

Sette anni a Bali, e giuro non uno in compagnia di Brad Pitt !!!

Dopo sette anni a Bali ancora non riesco a dare risposta a una domanda: come e perché sono finita qua.

Sicuramente la mia storia di expat è molto meno affascinante e avventurosa di quella dello scalatore austriaco Heinrich Harrer.

Il personaggio del libro e  del film “Sette anni in Tibet” infatti,  nel tentativo di raggiungere la cima dell’Himalaya e dopo numerose avventure, si ritrova in Tibet per caso.

Vive in Tibet per sette anni. Diventa addirittura amico del Dalai Lama che lo aiuta nel suo percorso di vita a raggiungere mete ben più importanti e difficili della conquista delle vette delle montagne:  l’umiltà e la maturità personale.

Io, invece, dopo sette anni a Bali cosa ho raggiunto?

Quali erano le cose che mi aspettavo da questa nuova vita e quali invece sono arrivate inaspettate?

Ma soprattutto: oggi rifarei ancora questa scelta di vita?

Dona a chi ami ali per volare, radici per tornare, e motivi per restare.”
Dalai Lama

Le ali per volare: perché sono partita

Le ali per volare le ho sempre avute. Forse mi sono state donate alla nascita da qualche folletto che mi voleva donna dal cuore nomade.

Quelle ali si chiamano libertà, e mi hanno sempre spinto a buttarmi giù dalle montagne più alte, sapevo che loro mi avrebbero sorretto. Quante scelte difficili ho fatto nella mia vita, fino a quella più difficile di tutte. Lasciare un ottimo posto di lavoro e la comodità economica che ne derivava, una bella casa e tutto quello che conoscevo per andare via, all’avventura, dall’altro lato del mondo.

Una scelta fatta senza un vero perché, dettata solo da quella smania di vita libera. La colpa è senza dubbio di quelle ali che, nascoste sotto una maglia di lana,  nel freddo della pianura padana non ci volevano più stare.

La libertà spesso va a braccetto con i sogni, quelli che coltivi per lunghi anni, quelli che sai che sono la parte più vera di te. Il mio sogno era quello di viaggiare, ma ancora di più di fare viaggiare gli altri. Tramite il mio blog Indonesia con Bru, volevo disegnare itinerari, per viaggiatori liberi che sarebbero andati in ogni luogo del mondo.

Oltre la libertà e i sogni, avevo realmente bisogno di mettermi alla prova, di andare alla ricerca di umiltà e di una crescita personale.

Forse rincorrere la libertà e i propri sogni, sono motivi futili e assurdi, o forse no, chissà. Sicuramente se le vostre priorità sono la comodità e il denaro, una scelta come la mia non la dovete fare mai.

Nel primo articolo scritto per donne che emigrano all’estero, mi ero messa a nudo parlando della mia scelta di vita expat, leggetelo se vi va: Bali indonesia perché

7 anni a Bali palazzo reale ubud

Radici per tornare: aspettative, successi e delusioni  

Essere nomade non vuol dire non avere radici, ho presente da dove vengo e so dove posso trovate sempre un rifugio sicuro.

La mia famiglia, la mia casa in Toscana e i miei amici, sono sempre stati ben saldi nel mio cuore durante questi sette anni a Bali.

Per me ogni partenza dall’Italia è un distacco e dolore, ogni amico che arrivava a trovarmi è una festa, per poi essere profonda tristezza ogni volta che li vedo andare via.

Infatti, la cosa più difficile del mio espatrio è stato far convivere la nuova vita con gli affetti lasciati in patria, ci ho messo più tempo di quello che pensavo, ma alla fine ci sono riuscita.

Con caparbietà, tanto studio, impegno e sacrifici, ho vinto la mia battaglia più importante, quello di fare avverare il mio grande sogno. E tanti viaggiatori erano liberi per il mondo seguendo i miei fantastici disegni.

Spesso mi dicono, beata te che vivi in paradiso! Bali non è un paradiso, anzi, è imperfetta e infernale, a me piace proprio per questo. Sette anni a Bali tra alti e bassi, grandi successi personali, ma anche lacrime, delusioni e nostalgie.

Se devo fare un bilancio è sicuramente positivo, con il tempo sono riuscita a realizzare i miei sogni, a crearmi la vita che volevo, una sfera di affetti solidi e una casa.

Sette Anni a Bali : Il grande imprevisto

Poi è arrivato il grande imprevisto del 2020, la pandemia, e tutto è rapidamente cambiato…

Nell’estate del 2021, dopo tanti mesi passati segregata nell’isola, ho avuto seri ripensamenti.

Mi sono sentita in trappola, come mai era successo prima. La pandemia ha messo in discussione questa scelta di vita e il desiderio di tornare in Europa è stato forte.

Chi non ha provato a vivere due anni limitata in un territorio grande quanto la Liguria, non potrà mai capire.

Con la pandemia tutti i successi lavorativi sono svaniti, sciogliendosi come neve sotto questo sole tropicale.

Senza nemmeno capire come era successo (ma chi l’ha capito!) non avevo più nulla di quello che mi aveva spinto a fare questa scelta, la libertà e i sogni.

Sette anni a Bali: i motivi per restare ancora

7 anni a Bali la pace

7 anni a Bali la pace

Il mondo di un expat è come quando si guarda attraverso una goccia d’acqua, tutto è concentrato, esagerato, enfatizzato e allargato.

Le delusioni si alternano a momenti di grande euforia e allegria, le nuove amicizie, sentirsi cittadini del mondo e allo stesso modo uno straniero anche nel proprio paese.

La scelta di Bali è stata azzeccata per molti motivi, in primis per la sua anima cosmopolita: quante facce e quante storie dal mondo…

Non voglio scordare mai, nessuna delle persone che hanno fatto parte dei miei sette anni a Bali.

Bali è ancora chiusa al turismo e la lunga pandemia ha sicuramente cambiato tantissime cose, non sappiamo ancora quello che sarà il futuro per noi occidentali che ci siamo reinventati in questo paese, solo il tempo potrà dare delle risposte.

Io per adesso le mie risposte le ho trovate.

Dopo tanta riflessione e profonda analisi, ho deciso che ho ancora buoni motivi per restare a Bali.

Bali, gli amici balinesi, e la vita che ci gira intorno, anche per il 2022 saranno la mia casa. Sono ancora nel posto giusto, è  quello che voglio e non posso andare via adesso. Ho bisogno di più tempo, perché in 7 anni a Bali non ho ancora capito nulla di me e non ho certo raggiunto l’umiltà e la maturità personale che avrei voluto.

Se rifarei questa scelta? Com’è possibile dare una risposta sincera, sapendo che è impossibile tornare indietro.

3 commenti
  1. Federica
    Federica dice:

    Bellissimo articolo, che parla delle soddisfazioni dell’espatrio e del reinventarsi, ma non nasconde le difficoltà di questa scelta. Grazie!

    Rispondi

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condividi con chi vuoi