Da Sevilla a Palermo ballando il flamenco in

strada

antonina carollo flamenco

 I sogni sono belli quando si realizzano, altrimenti si trasformano in frustrazioni.

Sono passati anni dalla mia prima pubblicazione su questo blog, per chi non l’avesse letto vi consiglio di dare un occhiata a “Antonina Carollo missionaria in Spagna”giusto per comprendere meglio chi sono .

Come artista di strada si fanno sempre nuove conoscenze, vieni fotografata ed etichettata nei social ovunque e da chiunque da ogni parte del mondo, iniziano le prime interviste e documentari da vari paesi Orientali che vedendomi ballare per strada si incuriosiscono, non tanto credo per la mia bravura  ma per quello che trasmetto loro.

La mia danza è sempre stata un canale di espressione, dove ogni mio sentimento giornaliero veniva manifestato nei miei movimenti.

La mia formazione è permanente e le mie giornate sono sempre state pienissime : dalle 10:00 di mattina, ora in cui mi piazzavo in strada fino alle 14:00; qualche oretta di pausa – il tempo della “siesta” – e alle 17:00 si ricominciava fino, a volte, alle 24:00.

Il mio tempo si alternava tra momenti in cui andavo in palestra, momenti in cui prendevo insegnamento dai più grandi maestri di flamenco che Sevilla offriva, momenti in cui lavoravo per il Comune come insegnante di italiano e, dulcis in fundo, anche come insegnante di flamenco. Eh sì, un’italiana insegnante di flamenco agli spagnoli! Ai quali  arte e ritmo nelle vene non manca.

Così trascorrevano i miei giorni della settimana, tranne la domenica che la dedicavo a Dio e al mio tempo di preghiera.

Passano gli anni e mi sento sempre più integrata, così decido di cercare la scuola di un grande maestro il cui nome è una garanzia.

Oltre ad essere un meraviglioso insegnante è un buon padre di famiglia che conserva ancora valori fondanti della vita .

Fu proprio lui che, il primo giorno che entrai nella sua scuola e che mi vide ballare e disse: “preparati perchè ti esibirai nel prossimo tablao” e ti chiamerai La Tonà”.

Io, ancora incredula dell’accaduto, tra un’emozione e l’altra, decido di immortalare il momento con una foto: uno dei sogni di una vita si è realizzato.

Da quel momento ho continuato a fare l’artista di strada, ma i fine settimana ballavo nei Tablao, luoghi prettamente turistici ma anche luoghi di ritrovo degli “aficionados ” del flamenco, quelli che questa danza  l’ hanno nelle vene ma che decidono di danzarla dietro le quinte, quando nessuno li vede e solo per condividerla con gli amici intimi e i parenti. Per loro il flamenco è talmente parte integrante della loro vita, la loro essenza, che non hanno motivo di mostrarlo come un’arte:  loro stessi sono arte pura!

Quando tutto sembra andare perfettamente bene, quando senti che hai finalmente trovato il tuo posto nella vita, ecco che arrivano i cambiamenti.

La verità è che chi, come me,  decide di dare la propria vita a Dio non è più padrona della propria esistenza ma vive di continue avventure.

Cresce il mio desiderio di frequentare una scuola biblica e ne trovo una a Cordoba.

Quasi decido di trasferirmi in quella città ma, per motivi vari, sono impossibilitata a fare il trasferimento e poi a Sevilla io ci stavo benissimo, non me ne sarei mai voluta andare.

A gennaio 2019 tutto cambia e,  a fronte di una chiamata e di una parola detta dal Pastore della Chiesa che frequentavo in Italia, decido di ritornare a Palermo, la mia città di origine.

Avete presente quando “sai quello che devi fare ma non lo vorresti  fare” e, però,  puntualmente ti ritrovi a farlo perché una forza più grande di te ti spinge a farlo?

E’ proprio il punto in cui mi sono ritrovata io, a gennaio 2019.

Da gennaio 2019 inizia il mio travaglio.

La scuola  biblica che avrei voluto frequentare si trovava  a Palermo.

Questo significava tornare indietro, lasciare tutto: il mio equilibrio, quello che avevo costruito a Sevilla e, ancora una volta, ricominciare da zero!

Eppure questa volta no, era diverso. Non ero felice di dovermene andare, Sevilla era diventata  la mia terra, la adoravo, ma Palermo mi chiamava.

Avevo tempo fino a settembre per metabolizzare e decidere cosa fare. Nel fondo del mio cuore sapevo che, per la mia formazione, il tempo a Sevilla era momentaneamente finito.

Decisi di godermi ogni istante di quei mesi come se ognuno di essi fosse l’ultimo, non confidai niente a nessuno  perchè neanche io sapevo , alla fine, cosa avrei fatto.

Ma il tempo scorre in fretta e arriviamo ad agosto, tempo di scelte. 

Inizio a cercare i biglietti aerei per il trasferimento, tutti carissimi, così rivolgo una preghiera :” Signore, se è veramente ciò che vuoi, fammi trovare biglietti economici e dammi la forza di fare il trasloco, perché da sola non ci riesco “.

Passano pochi giorni e mi sveglio alle 04.00  del mattino con l’impulso di controllare i voli e i biglietti per Palermo . 

E cosa trovo? Solo andata con una tratta di Ryanair da Sevilla Palermo – diretto – a solo 60€ !!!!!

Era impossibile, i biglietti erano carissimi e ogni volta facevo sempre scalo con orari allucinanti, molte volte dormivo anche in aeroporto di notte da sola per via delle coincidenze.

Avevo un trasloco da affrontare con diversi anni di vita riposti in un piccolo appartamento dove mi sentivo felice e al sicuro ma, in meno di 4 giorni, era tutto pronto:  cartoni fatti e molte cose sono andate regalate. Sono  in momenti come questi che ti accorgi come tutto diventa superfluo e come realmente puoi vivere con poco. Quando c’è una volontà Divina  tutto quello che sembra impossibile diventa possibile e dove vedi difficoltà tutto si risolve in un istante.

Eccomi qua a Palermo per la gioia di tutta la famiglia, soprattutto di mia madre: il figliol prodigo torna a casa con più maturità e consapevolezza, ma non del tutto pronto ad affrontare questa nuova tappa.

Notti passate a piangere, giornate in cui cercavo di trovare quella motivazione che mi spingeva ad alzarmi la mattina semplicemente per vivere.

Non potevo abbattermi, non mi era permesso, dovevo affrontare la mia nuova vita.

Fu così che cercai di riprodurre la vita di Sevilla a Palermo.

Bene! “Da oggi”, mi dissi, “le strade di Palermo verranno abbellite dal flamenco: si ricomincia!”

Inizialmente ballavo il mio dolore.

Poi, la gente comincia ad apprezzare, si fermano,  ricevi tanti consensi, foto ovunque.  In poco tempo vengo chiamata per rilasciare  interviste, nascono nuovi progetti e servizi fotografici.

Certo, non sono mancati  i contatti  di “pseudo lavoro” dove venivi praticamente sfruttata sotto le false spoglie del ritorno pubblicitario, quando – sinceramente – la pubblicità ballando per strada era l’unica cosa che non mi mancava.

Ad ogni modo ho acconsentito inizialmente, ma in queste cose bisogna avere coscienza  e siccome  ne ho trovata poca ho cominciato a mettere dei freni, decidendo cosa fare e cosa no.

Fare l’artista di strada a Palermo non è come farlo a Sevilla: non sono mancate minacce, come se il suolo appartenesse solo a certa gente.

Hanno creduto di intimorirmi e farmi smettere  di fare ciò che amo, ma un’altra cosa che ho dovuto imparare è a cavarmela solo con Dio e non avere mai paura di nulla e nessuno.

La vita è fatta di varie tappe che  portano con sé gioie e dolori.

Ogni cosa è necessaria per sviluppare il tuo carattere ed essere la persona che sei adesso, nel bene o nel male sei ciò che hai vissuto.

Se dalle sofferenze riesci a trarne il buono, allora avrai fatto un passo avanti, ma se le usi per affliggerti e colpevolizzare il mondo, allora non potrai avanzare nel cammino chiamato “vita”!

Prova a scrivere la tua storia adesso: vedrai che un giorno, quando la leggerai, avrai trovato un motivo in più per sorridere.

Un abbraccio a tutti voi, e non mollate mai.

antonina carollo

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