Come sopravvivere all’isolamento con un figlio adolescente

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Vi scrivo da un’Irlanda (del Nord) in pieno Lockdown.

In famiglia è iniziato poco più di 9 settimane fa ed è stato prolungato fino al 28 maggio. Il nostro Primo Ministro, sostenitore dell’immunità di gregge (finché non se l’è beccato lui, il virus), lo ha attivato a circa una settimana di distanza. Inutile dirvi quanto sia stata orgogliosa del fatto che il buon senso del popolo irlandese abbia prevalso anche sul Dio Denaro.

Quasi tutte le attività, primi fra tutti i bar e i ristoranti, hanno chiuso proprio durante il fine settimana più atteso dell’anno, quello di San Patrizio, santo nazionale. Non oso pensare quanto, in termini monetari, sia costato a questa gente. Penseremo a come ringraziarli quando tutto questo sarà passato e ci si potrà, finalmente, incontrare tutti davanti ad una pinta di birra o ad un piatto di spezzatino alla Guinness. Sláinte.

Oggi però vorrei parlarvi di un altro possibile problema della forzata convivenza ventiquattro ore su ventiquattro, e cioè: come sopravvivere all’isolamento con un figlio adolescente di 14 anni, in piena crisi ormonale?

Il quattordicenne in questione è mio figlio Marco.
Vi racconto, brevemente, chi è Marco. Marco è il più grande dei miei due figli. Ha compiuto 14 anni a gennaio, è un Capricorno!

È tenace, ambizioso, competitivo ma anche un po’ tirato con i soldi. Marco è molto testardo e poco propenso alle novità, soprattutto quelle gastronomiche. È molto accademico, socievole ed è bello come il sole (ogni scarrafone è bello a mamma sua).

La cosa che ama di più, dopo i suoi amici e spero la sua famiglia, è la pallacanestro.

Marco gioca a basket da quando aveva 5 anni. Il loro, è stato un amore a prima vista (sì, credo che anche la palla lo ami!!!).

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Negli ultimi due anni, questa relazione, è diventata più intensa. Marco ha iniziato ad allenarsi di più, a seguire con più passione l’NBA, anche se i play-off italiani li seguivamo da anni. Galeotta fu la Dinamo-Banco di Sardegna quando ha vinto la tripletta (Coppa Italia, Super Coppa e Scudetto) nel 2015, regalandoci una stagione indimenticabile, la quale ha senz’altro contribuito a ravvivare quella scintilla che era scoppiata anni prima.

Io ho giocato a pallacanestro per 20 anni, quindi inutile nascondere quanto abbia incoraggiato e sostenuto questa passione, senza mai forzarlo però!

Marco è sempre stato molto indipendente da piccolino, molto giocherellone e con un grande senso dell’amicizia. Insomma, un bambino tranquillo e affettuoso, finché gli ormoni non l’hanno trasformato in Dr Jekyll e Mr Hyde!!!

Ma torniamo al problema. Vi dicevo di come mi preoccupava la convivenza ventiquattro ore su ventiquattro con il mio adolescente preferito.

Con un certo orgoglio mi sento di dire che, dopo qualche sclero iniziale, credo di esser riuscita a trovare una sorta di equilibrio. Un equilibrio che però è passato, necessariamente, attraverso dei compromessi.

In tutta onestà, devo ammettere che una delle prime cose che ho pensato è stata quanto fossi, seriamente, dispiaciuta per lui.

Diciamo pure che, escludendo morte, contagio e difficoltà economiche, una delle tragedie più grandi che ti possano capitare in questo confinamento, sia proprio quella di dover condividere tutta la giornata con i tuoi genitori, senza avere nessun’altra possibilità di sfogo (amici e basket, per esempio).figlio-sbarre

E allora, partendo da questo caposaldo, ho pensato di stilare una lista delle cose che potrebbero averci finora, probabilmente, salvato dalla guerra civile in casa. Quindi, in caso di una seconda pandemia (speriamo di NO!), dovrò ricordarmi che per sopravvivere all’isolamento con un figlio adolescente dovrò:

1) Scegliere le BATTAGLIE. Non litigare ogni volta che lascia il lavandino sporco di dentifricio, il frigo aperto, la roba sporca buttata in terra ad un centimetro dal cesto, per esempio.

2) Concedere il giusto SPAZIO. Del resto, in una situazione normale Marco mancherebbe da casa per via della scuola otto o nove ore al giorno, e allora perché pretendere di vederlo ogni mezz’ora. Certo, se non esce per ore dalla sua stanza, passare al piano B: cucinare il suo piatto preferito. L’odore, a poco a poco, lo stanerà!

3) Attrezzare il giardino di canestro e palla da basket, accettando l’idea che il prato verde non lo rivedrò più per i prossimi mesi.

4) Informarmi su argomenti che in qualche modo lo appassionano. Nella fattispecie studiare tutti i nomi dei giocatori dell’NBA degli ultimi 15 anni ha agevolato il lavoro e magari vista l’età (la mia) ha tenuto lontano l’Alzheimer.

5) Rispondere alle domande che mi pone. Con molta probabilità dopo il confinamento non mi chiederà più nulla, perché tornerà nella modalità so tutto io.

 6) Non fare la professoressa. Lasciare che sia l’insegnante a correggere i compiti e a gestire l’aspetto scolastico durante questo fine anno accademico anomalo.

E infine, il compromesso che per me è stato, è e sarà il più faticoso di tutti, il n.7, e cioè fornirmi di tanta, tantissima PAZIENZA. Purtroppo non è in vendita su Amazon o Ebay, ma sembra che prima o poi mio figlio tornerà ad essere quel ragazzino DOLCE E SPENSIERATO che conoscevo!

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4 commenti
  1. loredana
    loredana dice:

    Situazione molto smile anche per me…ci buone non solo pazienza..ma anche intelligenta, come dimostri tu, di capire Che anche i 14 enni hanno bisogno dei propri spazi

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    • margherita
      margherita dice:

      Grazie Loredana. Non so se ho dimostrato intelligenza, so che la strada è lunga però. Un abbraccio. Margherita Derry-Irlanda

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  2. Katia
    Katia dice:

    Margherita, come ti capisco! I miei figli hanno 12 e 17 anni e siamo in piena fase 2 del lockdown ma comunque ancora molto distanti da una dimensione di “normalità” con tutte le fughe del caso! Non credo che il covid c’entri più di tanto. Probabilmente sta facendo la sua “fase2” da bambino ad adolescente con la propria parte di “crisi” che è tanto fisiologica quanto necessaria. Vero è che la convivenza (con noi genitori) non può che divenire più complessa in presenza di fattori che in effetti sconvolgono un po’ i piani di tutti e anche tutti gli umori… Insomma, da una parte mi dico che se ce la facciamo a svangarla anche adesso, allora ce la facciamo, dài😊.
    Piacevole e scorrevole come sempre, brava xxx

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    • Margherita
      Margherita dice:

      Grazie di aver letto il mio articolo Katia. Si credo anche io che se sopravviviamo a questo siamo ad un passo dalla vittoria. Nel frattempo sono super orgogliosa di entrambi. In bocca al lupo anche a te per tutto. Un abbraccio. Margherita Derry

      Rispondi

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