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Spesa e budget: si può fare?

Alzi la mano chi non ha mai pensato “cara vita, ma quanto mi costi?”.
Appunto.
Per questo, sperando di poter essere utile a qualcuno di voi, ho deciso – in comune accordo con le altre autrici – di inaugurare questa sezione intitolata “How to do EXPAT on a BUDGET”.
In questo articolo mi piacerebbe parlarvi di quella cosa che alcuni amano e altri odiano ma che – gioco forza – tocca proprio a tutti: la spesa.
Prima di iniziare un paio di avvertenze.. la prima è che sono vegana, ergo non mi sentirete parlare di prodotti che non consumo perché non li acquisto, e la seconda è che – come un po’ in tutti i campi della vita – queste righe si basano sulla mia esperienza e non pretendono di avere carattere veritiero o chissà che altro. Considerateli i consigli di un’amica… 😉
Vivere in un paese diverso dalla propria terra d’origine mette di fronte alla sfida iniziale di reperire prodotti, inventarsi menu, capire come raccapezzarsi tra scaffali e banchi del mercato e una volta superato questo primo ostacolo beh… gran parte del lavoro è fatto. Oppure no?
Per citare un cantautore italiano che da bambina cantavo a squarciagola mentre andavamo in macchina al mare “si può dare di più”, e soprattutto si può farlo in modo che il nostro portafoglio ringrazi. Ma come? Ecco a voi qualche trucco che ho sperimentato e che – devo ammetterlo – funziona proprio a meraviglia…

1) Fate liste delle spese separate
Mi spiego meglio… ci sono prodotti che io compro esclusivamente in determinati negozi. Un esempio? I legumi secchi che compro dall’emporio arabo sono – a mio gusto – molto più buoni di quelli del supermercato, del Drogerie Market o del negozietto biologico. Idem per la farina di ceci o il burro d’arachidi (che trovo pure senza zuccheri aggiunti, ergo posso usare sia per i dolci che per i salati..). Ergo che fare? Preparo una lista con i prodotti che acquisterò in quel negozio e mi atterrò a quella. Ovviamente non si tratta di fare la questua ad ogni negozio/emporio/supermercato, ma di averne due o tre dove è possibile trovare tutto ciò che ci serve. Io – ad esempio – mi rifornisco al negozio di alimentari sotto casa, presso un Drogerie Market e all’emporio arabo. Per i primi due ho eventualmente due opzioni tra cui scegliere e in base a questo mi armo di sacchetti di tela e mi metto all’opera.
Inutile dire che una spesa “stagionale” oltre che ecosostenibile e più gustosa ha anche il gradevole effetto positivo di essere meno dispendiosa.
1b) Scrivete con precisione quanto spendete
Lo leggevo qualche giorno fa sull’Huffington Post e ho deciso di sperimentarlo. Effettivamente scrivere ogni centesimo speso mette di fronte all’idea di quanto ogni piccolezza, ogni scemenza abbia un effetto sul nostro budget. Poi, ovviamente, in base alle nostre esigenze, disponibilità e priorità starà a noi comportarci di coneguenza.
spesa-on-budget2) Prodotti di importazione sì, prodotti di importazione no… Sì lo capisco: vi manca l’olio d’oliva di casa, quando vedete la pasta della Barilla vi si illuminano gli occhi e i carciofini sott’olio…come fare a resistere? Non vi dirò di mangiare pasta del discount, nemmeno di condire l’insalata con l’olio di semi (orrore!) ma per quanto riguarda sott’oli e sott’aceti…è davvero il caso? Oppure relegare quei prodotti ad una piacevole coccola una tantum potrebbe rivelarsi una buona soluzione?  E la pasta… ci sono marche addirittura biologiche (a volte persino prodotte in Italia) che trovate in tantissimi supermercati e che a conti fatti sono pure molto buone…dovessi proprio pensare a qualcosa che mi manca parlerei del riso da risotto, che qua mi concedo meno perché ha un prezzo abbastanza elevato e spesso mi scuoce..
Sapete quali prodotti importati apprezzo invece molto? Quelli dell’emporio arabo o del negozio di alimentari asiatico. Hanno spezie, the, cereali e legumi di buona qualità a prezzi contenuti, idem per prodotti che altrimenti troverei solo nei negozi di prodotti biologici e che pagherei decisamente di più: tahin, olio di cocco, datteri sukkari… Insomma: una volta al mese o poco più armatevi di borsa della spesa, lista delle cose che vi occorrono in quel negozio e dedicatevi mezz’ora…
3) Organizzatevi secondo una lista della spesa e un “piano d’azione”.
Io ad esempio scrivo un piano alimentare della settimana a grandi linee, dove in base agli impegni di cui sono già a conoscenza riesco a infilare i pasti a casa, quelli al sacco, quelli al volo e via discorrendo e poi – in base a questo piano – guardo cosa c’è in dispensa e scrivo la lista della spesa. Questo metodo si chiama “meal-prep” e oltre ad aiutare le tasche, consente di risparmiare tempo durante la settimana…mica male, no? (Poi, se come me siete un po’ maniaci del controllo…)
spesa-on-a-budget4) Cucinate voi.
Detta così può sembrare una scemenza ma non lo è… dal caffè nel termos allo snack portato da casa ci sono millemila occasioni dove – altrimenti – l’alternativa è quella di fermarsi nella prima panetteria o nel primo bar e ordinare un caffè e un bretzel, per poi spesso lamentarsi del fatto sia annacquato, freddo, troppo caldo… insomma, con un termos risolvete il problema, guadagnate tempo e risparmiate qualche centesimo al giorno con i quali regalarvi qualcosa a cui tenete. Un libro, una visita al museo, un concerto, un ninnolo che avete visto in una vetrina… Idem per un piccolo snack, della frutta o un panino (anche perché diciamocelo… i panini più buoni sono o non sono quelli che ci facciamo noi?). Insomma, vi impegna cinque minuti e vi da persino un paio di soddisfazioni a livello “gustativo”… che ne dite?
(Attenzione! Questa settimana, giusto per testare questa affermazione ho provveduto ad acquistare il mio pranzo al sacco. Nulla di “regale”..un banalissimo panino.. ecco, oltre ad aver inciso un po’ sul mio budget non mi ha nemmeno tolto la fame.. 🙁 )

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Riso basmati e chili sin-carne alla mia maniera, preparato e porzionato.

Prima di concludere un’ultima precisazione.. la mia non è – assolutamente! – una vita di sacrifici o di taccagneria. Non passo le mie ore a contare i centesimi che risparmio e se voglio un caffè fuori con un’amica me lo concedo senza troppi indugi. Non amo mangiare fuori perché non ho un buon rapporto con il cibo – magari ve ne parlerò meglio in un prossimo post – e mi stresso all’idea di dover vagliare menu interi per trovare portate vegane sapendo che non ne uscirei soddisfatta (ulteriore nota: il mio pessimo rapporto con il cibo e il mio essere vegana non hanno nulla a che fare l’uno con l’altro). Idem per la spesa… amo essere organizzata perché altrimenti non sono in controllo di cosa mangio e finisco per mangiare troppo o troppo poco, ergo ho dovuto trovare una via di mezzo che mi agevolasse dal punto di vista organizzativo, economico e che mi soddisfacesse anche a livello puramente gustativo. Ma questi sono – appunto – i miei piccoli trucchetti. Quali sono i vostri? 🙂

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