Storie di expat coraggiose: le mie migliori amiche

prima parte

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Sono cresciuta in una società dominata dagli uomini e, anche se non mi sono mai sentita da meno, ho sempre cercato figure femminili di riferimento.

Da expat ne ho ancora più bisogno: vivere all’estero spesso è difficile, se sei donna sembra lo sia ancora di più.

E invece no.

Ecco perchè condivido con voi le storie di cinque donne expat che mi ispirano ogni giorno: le mie migliori amiche.

Luiza: sposarsi o scappare

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Luiza

Luiza è armena, è una ragazza molto sicura di sé e questo si percepisce ad ogni suo movimento.

In Armenia, Luiza si era laureata in economia e lavorava. Era fidanzata da cinque anni con un ragazzo e avevano deciso di sposarsi.

Era molto innamorata, ma notava degli strani atteggiamenti in lui, e il suo istinto le disse di non fidarsi. Lo lasciò con l’anello ancora al dito.

Solo anni dopo, scoprì che i suoi sospetti erano fondati.

Il fatto che fosse stata lei, da donna, ad annullare le nozze, era a dir poco inaccettabile per il suo ex.

Lui cominciò a seguirla ovunque, a far pressione su lei e la sua famiglia, a renderle la vita impossibile.

Luiza aveva dei parenti in Inghilterra; capì che il prezzo della sua libertà era trasferirsi.

Ricominciò quindi d’accapo: usò tutti i suoi risparmi per un master a Newcastle, studiando di giorno e lavorando di notte come cameriera.

Una donna così forte non poteva che avere un lieto fine: ottenne un lavoro a Londra e fu sponsorizzata per una importantissima certificazione in finanza.

A me ha detto di aver preso la decisione di andare via senza mai guardarsi indietro. E se la conosceste anche voi, sapreste che è vero!

Maria: energia pura

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Maria

Maria è nata a Barcellona. Parla spagnolo, catalano, inglese, italiano, francese e anche un po’ di tedesco e svedese. Non contenta, si è laureata in ingegneria energetica, con il sogno di lavorare nel settore delle energie rinnovabili.

L’Italia aveva avuto l’enorme fortuna di essere scelta da questa donna incredibile.

Lei era atterrata a Milano per un erasmus e ci era rimasta per lavorare. Si era ambientata molto e si sentiva come a casa.

Nella sua società ingegneristica, però, Maria non era coinvolta nei progetti più succulenti e spesso si era sentita messa da parte.

Ma questo non era l’unico problema.

In quell’ambiente, Maria era quasi l’unica donna e per questo soggetta a molti commenti piccanti e doppi sensi – che tra l’altro, per una straniera, sono difficili da comprendere.

Nonostante le condizioni, però, Maria rimase lì due anni e, grazie al duro lavoro, riuscì a farsi notare e a fare un salto. Verso l’estero, però.

Quando nella sede di Milano fecero un taglio del personale, Maria fu contattata dall’ufficio centrale tedesco.

Provò a trovare un’alternativa lavorativa a Milano, ma la scarsa offerta per neolaureati prese il sopravvento.

Si trasferì in Germania e il suo talento cominciò a emergere.

Grazie all’impegno quotidiano, Maria è stata scelta per un programma di giovani talenti, è stata mandata per un periodo in Spagna e ora si trova in Svezia. È responsabile di progetti internazionali ma, più importante di qualunque altra cosa, non si è più sentita etichettata.

Il nord Europa è scelto da migliaia di donne talentose ogni giorno sempre per lo stesso motivo: per poter splendere!

Charlotte: un cuore italiano

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Charlotte

Charlotte è nata a Nizza e ha conosciuto la nostra cultura tra i banchi di scuola, capendo nel giro di poco di sentirsi più italiana che francese.

Aveva frequentato l’università a Parigi ma odiava l’idea di restarci. Così, realizò il suo sogno di vivere in Italia attraverso un programma internazionale di due anni a Milano.

Il suo cuore italiano, però, ha bisogno di molte cure che in Italia difficilmente le sarebbero state garantite.

Charlotte, infatti, è nata con una malformazione al cuore che la costringe a subire un’operazione molto rischiosa ogni 10 anni.

In Francia questo delicatissimo intervento, così come la lunga riabilitazione (deve “imparare” di nuovo a camminare, per intenderci) e la fisioterapia sono seguiti benissimo: lei si opera nella stessa clinica parigina da quando era piccola.

Ci vuole coraggio e tanta forza interiore per mettere da parte un sogno così grande. Per il suo cuore, infatti, Charlotte rimarrà a Parigi ancora un altro po’, mettendo il suo sogno da parte.

Ricordiamoci di lei, noi che abbiamo la possibilità di vivere fuori ma ci facciamo frenare da impedimenti ben meno gravi!

Altre due storie altrettanto inspiranti sono in arrivo: restate connessi.

E se ve lo state chiedendo la morale è sempre la stessa: il coraggio è donna!

3 commenti
  1. Chiara - Parigi
    Chiara - Parigi dice:

    Storie meravigliose!! Mi piacerebbe tanto conoscere queste ragazze e non vedo l’ora di leggere la storia delle altre due ❤️

    Rispondi

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