Standlake:

ritratto di un villaggio inglese

donaldaTestimonianza inviataci da Donalda


Standlake è un buco di villaggio inglese.

E’ un paese a 21 km da Oxford e a 1700 chilometri da casa mia.

E’ un tipico villaggio inglese, con le case belle e basse, senza cancelli, con poco giardino, al cui interno vivono famiglie ricche. Talmente ricche e piene di tempo libero che, la mattina alle 7, quando io vado a lavorare, loro sono in giro con i propri cani.

Qui, alle 7 del mattino è buio, ma un buio diverso rispetto all’Italia.

Buio da bloccarti la vista. In un certo senso è proprio così perchè non ci sono lampioni (nemmeno uno, nemmeno per sbaglio, girano tutti con la torcia).

Buio e freddo, “freddo secco, non umido”, come direbbero i miei amici che vivono in Emilia Romagna, con la nebbia da novembre a marzo.

Io entro a lavorare alle 7.25 circa ed esco alle 19.45. Lavoro 12 ore al giorno. Lavorare nell’area sanitaria in UK è una mazzata alla vita sociale.

Ma poi, che vita sociale potrei fare a Standlake?

standlake-neve

A Standlake il primo autobus parte alle 7 e l’ultimo passa alle 18.50.

Gli autobus passano ogni ora dal lunedì al venerdì, ogni due il sabato e mai la domenica. Sei immerso in piena campagna, senza niente, e per niente intendo la parola niente. Parola che ho usato talmente tante volte.

Ho sempre vissuto in città; non chissà quali grandi città, ma che superavano i 100.000 abitanti.

Qui a Standlake, forse, non si superano i 1000. Anche a casa mia, quando ci abitavo, c’era poco. Ma qui non c’è niente per davvero.

C’è un post office, collocato a due metri da casa mia.

Lo chiamano post office perché puoi spedire due cose, ma è anche un alimentari, vendono il pane, alcol (serve, credetemi), uova e riso. E il signore che gestisce il post office è anche un tassista. Mi riconosce al telefono quando lo chiamo a Witney alle 19 per venirmi a prendere perché l’autobus è già passato e io l’ho perso.

Hai tanto tempo per pensare a Standlake ma nessun posto per vivere veramente.

Pensi tanto. La paura di muoversi di nuovo c’è perché sono una ventiquattrenne e sono sola. 

Vi chiederete anche cosa mi abbia portato a vivere in Inghilterra e, per assurdo, non ho una risposta: avevo solo voglia di cambiare e non so per quale scherzo del destino io sia finita qui.

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