Studiare in Francia

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Il primo semestre del mio Master 1 è ormai finito e a breve ci saranno gli esami.

Qui di seguito vi spiego quello che ho appreso finora sul funzionamento dell’università in Francia.

La laurea magistrale è divisa in Master 1, (60 ECTS) che corrisponde in Italia al primo anno di Laurea Magistrale, e Master 2 (60 ECTS) ovvero il secondo anno.

Di norma l’accesso si ha di diritto se si ha una License (laurea triennale) affine a quella del Master, altrimenti si deve ottenere l’approvazione da parte della Commission pedagogique.

Io frequento il primo anno magistrale in diritto internazionale ed europeo e ho una triennale presa in Italia, in scienze politiche e delle relazioni internazionali. Per l’ammissione ho semplicemente dovuto inviare curriculum, lettera di motivazione e transcript of records, un documento rilasciato dall’università che riporta gli esami conseguiti con relativi voti.

Premetto che ho trascorso i precedenti 20 anni sui banchi di scuola italiani in cui si richiede costanza, rigore e si pretende tanto, a volte troppo, puntando spesso alla quantità sia in termini di voto che di nozioni, piuttosto che alla qualità.

L’impressione è che quanto sopra in Francia non succeda.

Quello francese è un sistema totalmente diverso dal nostro, con i suoi pregi e i suoi difetti, capace di mettere a dura prova anche una persona flessibile e adattabile come me che subisce uno shock quando scopre che non si studia sui libri.

È vero che i programmi sono più leggeri ma c’è anche meno pressione nei confronti degli studenti e gli stessi docenti sono più rilassati e vicini a noi; al punto da non fare scenate da pazzi isterici se qualcuno non ricorda l’articolo esatto di un trattato o tediarci fin dal primo giorno sul fatto che arriveremo impreparati all’esame se non studiamo a memoria ogni singolo paragrafo del libro.

 

L’anno accademico

Il calendario accademico è variabile in funzione dell’università frequentata e del corso di studi.

Per quanto mi riguarda l’anno accademico va da Settembre a Maggio/Giugno. Ogni lezione consta di due ore e mezza a settimana.

Gli esami si svolgono prevalentemente in forma scritta, da metà dicembre a metà gennaio. Il secondo semestre inizia a gennaio e termina a Maggio.

Si hanno vacanze a fine Ottobre, per Touissants (ponte dei morti), 15 giorni a febbraio e ad aprile una settimana.

 

I costi

Un anno in un’università pubblica costa all’incirca 350 euro.

Molti studenti francesi prendono una borsa di studio a cui hanno poi diritto anche gli europei, dopo due anni di soggiorno in Francia e se ovviamente rispondono ai requisiti richiesti per l’ottenimento.

 

Le lezioni

Non esistono (udite, udite!) libri da 300/400/500 pagine, ma tutto si basa sugli appunti del professore che a lezione praticamente fa un dettato, per un totale di 60/80 pagine rigorosamente scritte a computer.

Tra i vari shock culturali, una cosa che mi ha stupito molto è la totale devozione degli studenti francesi ai computer, Mac in testa, e del rifiuto dei cari vecchi quaderni che sembrano non essere nemmeno più in vendita nemmeno nei negozi; problema che mi ha fatto girare come una trottola per trovare dei quaderni a quadretti da 5mm e che non costassero 2 euro… 

Può capitare che il professore sia assente e quindi la lezione è annullata con conseguente rattrappage (recupero) in un altro giorno della settimana o nella cosiddetta settimana dei rattrappages, ovvero una settimana dedicata ai recuperi delle lezioni, prima dell’inizio degli esami.

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Gli edifici

Scordiamoci la bellezza architettonica delle nostre antichissime università, con portici, statue, musei, magnolie, pappagallini verdi (eh sì) e sanpietrini.

Qui gli edifici sono di recente costruzione, moderni. Alcune aule mi ricordano le scuole elementari con i banchi e le sedie bianchi e blu.

Altre invece sono più simili a dei bunker perché constano di prefabbricati senza finestre e con l’aria condizionata inspiegabilmente accesa a novembre. Ma tranquilli, troviamo anche alcune aule, amphi (abbreviazione di amphiteatre – i francesi adorano acronimi e abbreviazioni) come le nostre italiane: in legno, malmesse e con le scritte ovunque. E sono quelle che mi piacciono di più!

 

Gli esami

Su questo capitolo dovrete attendere la fine della sessione, così potrò darvi qualche informazione in più!

Per ora vi posso dire che le date sono molto ravvicinate: esiste solo un appello e ci si ritrova ad avere anche tre esami in un giorno (non è il mio caso fortunatamente: tre no… ma due sì). Sono tutti scritti. Gli orali esistono ma sono rari.  

Avrete capito che il sistema è molto diverso, più dinamico, pratico e concreto.

Ho fatto non poca fatica ad abituarmi a queste novità, soprattutto a cercare di dare un senso ad alcune metodologie impiegate, applicate per qualunque argomento e che risultano non sempre valide ai fini di un efficace apprendimento.

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