Studiare tedesco a Berlino: come superare la barriera linguistica

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Studiare il tedesco è un’avventura senza fine, dove avventura è ironico e senza fine no.

Non importa quanti corsi e certificati tu abbia accumulato prima di partire: non basteranno. Fidati.

Ho lasciato l’Italia con in mano un Goethe Zertifikat C1, quindi non partivo proprio da zero, diciamo. Eppure, arrivata là: il panico, la sensazione che tutto quello che avevo imparato fino a quel momento non esistesse più. E adesso?

Berlino è una città di stranieri, molte persone che ci vivono non parlano una parola di tedesco, quindi la gente è abituata a passare all’inglese con una certa scioltezza. Fantastico, però così finisci per non parlare mai tedesco e continui a sentirti insicura.

Prima di cercare lavoro mi sono messa a frequentare dei corsi, ho pensato che prendere un po’ di tempo fosse una buona idea, dal momento che la città per me era completamente nuova.

Se vi trasferirete qui, scoprirete che la piaga dilagante è appunto la difficoltà di comunicare.

La città è tappezzata di manifesti che pubblicizzano scuole e corsi di lingua. Ottimo, non ci si sente soli!

Qual è il posto migliore dove imparare? A mio parere, non è una scuola. Ascoltate il consiglio di una povera scema: iscrivetevi ai corsi, sì, ma soprattutto vivete la città.

Iniziate anche a frequentare eventi, corsi di attività per il tempo libero, guardate serie e cercate tandem linguistici. Berlino è una città abbastanza economica, non è un problema trovare attività ed eventi accessibili.

Ovviamente dovete avere una solida base di grammatica, ma una volta acquisita quella, buttatevi! Si arriva a padroneggiare davvero una lingua soltanto intrattenendo conversazioni reali, in cui la gente utilizza modi di dire ed espressioni colloquiali, non parlando nel tedesco artefatto di molti corsi.

Dopo essermi iscritta al mio primo corso, ho quindi iniziato ad esplorare meglio le possibilità che la città aveva da offrirmi.

C’è da precisare che vivendo a Friedrichshain ero senz’altro avvantaggiata: il quartiere è pieno di piccoli posticini adorabili, negozi di artigianato, caffè e altri locali, ed è abitato in gran parte da giovani – hipster, più precisamente.

Non conoscendo praticamente nessuno, ho iniziato a cercare dei tandem partner (ovvero degli esseri mitologici che parlano la lingua che state studiando e studiano la vostra lingua) ed ecco che mi sono imbattuta contro un’altra barriera: quella culturale.

L’argomento è molto vasto, quindi mi limiterò al problema linguistico e sarò onesta, ho rilevato in più di una persona un certo senso di superiorità, del tipo: tu hai il C1 sì, ma poverina se vuoi possiamo parlare in inglese, io so dire “pasta”, “pizza” e “ciao bella”, insomma parlo italiano! Ecco, no.

Quando qualcuno parla la nostra lingua da straniero, per noi è molto facile individuarne errori ricorrenti e difficoltà linguistiche, e molto spesso ho avuto la percezione che da questo punto di vista, in molti – ma non in tutti, sia chiaro – ci fosse una certa severità.

Per fortuna i tandem partner non sono persone che abbiamo sposato e se non ci piacciono o se non abbiamo argomenti in comune, si possono anche educatamente salutare. Molto liberatorio.

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Un’altra preziosa risorsa che questi tempi moderni ci offrono sono le dating app.

Sì, proprio quelle. Volendo anche essere pragmatici, quando arrivi in una città da sola, senza amici che ti presentino amici o ti invitino a passare le serate in un club (dove è facile fare incontri), dopo un po’ il richiamo della natura si fa sentire.

Il panorama tecnologico è vasto, c’è solo l’imbarazzo della scelta, scaricatene una e iniziate a chattare. Non garantisco sulla riuscita dei vostri incontri – già me la cavo male io – ma di sicuro il vostro tedesco ne trarrà giovamento.

Alla fine, quando meno ve lo aspettate, per usare un’espressione cara a mia madre, succederà che vi sentirete dire “Sei straniera? E di dove? Il tuo tedesco è ottimo!”

Fidatevi, succederà, ci vuole solo pazienza!

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