Sono arrivata ad Oslo il 27 febbraio del 2014 con pochissimi soldi e tanta paura.

In Italia avevo una piccolo attività che ho dovuto chiudere perché non mi permetteva di vivere e stavo finendo i risparmi per pagare le spese ordinarie. Il mio lavoro per il primo mese e’ stato quello di mandare CV a tappeto rispondendo a tutti gli annunci di lavoro che uscivano sui vari siti predisposti.  Ce ne sono tantissimi  ma  i due piu’ conosciuti sono Finn.no che contiene annunci di qualsiasi genere, dagli immobiliari alla vendita di vestiti usati e quello del Nav, l’equivalente dell’ufficio di collocamento italiano.

In un primo momento mi sono rivolta ad una mia cara amica che lavora come capo del personale  in una ditta dove ero gia’ stata impiegata  nel 2000, al porto,  si occupa dei sightseeing sul fiordo con I traghetti.Lei non aveva bisogno di personale , ma per fortuna mi ha indirizzato ad una ditta esterna che fa i sightseeing con gli autobus e mi ha raccomandata ad una sua conoscente. Ho lavorato per loro tutta la primavera e l’estate , pagata una miseria a percentuale sui biglietti venduti  e sfruttata  il minimo indispensabile a chiamata quando arrivavano le navi da crociera in porto. Nel frattempo non riuscivo a capire come mai nessuno di quelli a cui spedivo il cv mi chiamasse per un colloquio. Frequentando  vari forum ho scoperto che il primo errore che facevo era quello di usare il mio cv europeo, troppo lungo e pesante: dovevo ridurlo ad un paio di pagine. In Norvegia quando rispondi ad un annuncio devi parlare solo dei lavori che hai fatto che sono attinenti alla posizione alla quale sei interessato, se cercano una segretaria non menzionare il  lavoro dal fiorista o dei due anni come cassiera al supermercato, non importa se avrai un buco di cinque anni nel c.v. E poi la lettera di presentazione, quella e’ fondamentale, deve essere scritta con attenzione, e io non avevo capito come farlo, quindi mi sono dovuta fare aiutare da conoscenti norvegesi per renderla scorrevole e interessante. Nonostante ciò sono stata a colloquio solo in un albergo e non sono stata richiamata, mi dicevano di no tutti, dai supermercati alle imprese che  fanno le pulizie, dagli hotel ai ristoranti.

trovare-lavoro-norvegiaDalla fine della stagione estiva a febbraio, mese in cui  ho iniziato il mio attuale lavoro in albergo,  ho lavorato due  giorni in un negozio di scarpe per vendite eccezionali di fine stagione, ho fatto la cameriera a due banchetti, grazie ad un paio di agenzie interinali dove mi ero iscritta, ho fatto la lavapiatti in due mense e la baby sitter per un bambino italo-norvegese; capirete anche voi che la mia disperazione era tangibile. A quel punto sono andata a parlare con una consulente dell’ufficio di collocamento che mi ha consigliato di fare degli aggiustamenti al curriculum. Io avevo fatto precedentemente  un esame di lingua che era richiesto per fare domande di lavoro in tutto il settore pubblico, dagli asili alle case di riposo, lo avevo ovviamente riportato sul cv. La consulente mi ha spiazzata , mi ha detto di togliere il cognome italiano e di usare solo quello norvegese di mia madre , di non scrivere che ero italiana e di non menzionare l’esame di lingua perché  agli occhi del futuro datore di lavoro potevo sembrare la signora italiana che era sposata con il signore norvegese, che era appena arrivata ad Oslo e che aveva fatto un corso di lingua per superare l’esame…sono rimasta a bocca spalancata ma, quella era la realtà’. Appena ho inserito queste modifiche nel cv sono stata chiamata a colloquio per il mio lavoro attuale: sara’ un caso, forse.

Adesso lavoro in un piccolo albergo gestito da una ditta insieme all’ufficio di collocamento, da noi vengono a lavorare persone che provengono da situazioni difficili, si può trattare di  piccolo malesseri che li fanno uscire dal mondo del lavoro per un periodo o di  situazioni più difficili per cui non ci sono in realtà’ mai entrati nel mondo del lavoro. Noi gli insegniamo a lavorare nei vari settori. Ricevimento, housekeeping, ristorante e cucina.

La mia posizione e’ quella di receptionist –portiere di notte, in quelle ore mi occupo di sistemare quello che e’ stato sbagliato durante la giornata, dalle prenotazioni alla cassa. E’ un lavoro pesante perche’ si svolge solo di notte, i miei turni sono dalle 22 alle 7 di mattina per sette giorni e poi ho una settimana libera.

E’ passato quasi un anno da quando ho iniziato a lavorare qui e non posso pensare di poterlo fare per piu’ di due anni, quindi gia’ mi sento male al pensiero di ricominciare a cercare altro. Spero pero’, questa volta, di essere aiutata dalle referenze che la mia attuale capa mi rilascerà , e punterò ovviamente ad un altro albergo oppure al mio secondo amore:il tour operator:  ho infatti anche un diploma di addetta agenzia viaggi nel cassetto che vorrei usare.

Il mio consiglio per chi cerca lavoro in Norvegia  e’ quello di imparare il norvegese.  E’ questo  che fa la differenza, la maggior parte dei lavori ormai lo richiede.  Il secondo consiglio è  di non venire a “tastare “ il terreno senza avere delle certezze. Oslo e’ una delle città più care al mondo e si rischia di buttare via un sacco di soldi mentre si e’ alla ricerca del lavoro. Per finire, una piccola accortezza:  non presentarsi come la persona disperata che e’ disposta a fare tutto, ho capito   che bisogna proporsi per quello che si sa fare meglio, dando così un’impressione di maggiore professionalità. 

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6 commenti
  1. Lucia Calvia
    Lucia Calvia dice:

    Io ho letto anche l’articolo precedente dove spiegavi chiaramente che pur essendo italo-norvegese (e quindi madrelingua)e’ stata comunque molto dura e attualmente, se capisco bene, non e’semplice ma stai tenendo duro.
    Spostarsi soli e con pochi soldi senza neppur avere la certezza di un lavoro e’ una cosa che fanno solo le persone coraggiose.
    Un abbraccio grande e tutto il mio supporto!

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  2. Anna
    Anna dice:

    Ho soggiornato un paio di notti proprio nell’hotel in cui lavori lo scorso agosto e sei stata tu ad occuparti del mio check-out. Dopo due settimane a zonzo da sola per la Scandinavia, che pure adoro, incontrare una persona che parlasse italiano, gentile e simpatica anche di primissima mattina è stata una bella sorpresa. Forza e coraggio, non posso che dirti questo. Ho una cugina che vive a Oslo ormai da cinque anni, partita a un passo dalla laurea per amore e mai più tornata. Ha lavorato principalmente nella ristorazione, con mansioni svariate, ha studiato il norvegese e ha recentemente passato l’esame per potersi iscrivere all’università lì. Nel frattempo ha avuto due meravigliosi bambini. Certo, non era da sola, il che fa parecchia differenza, penso. Ma credo che quel che l’ha fatta andare avanti siano state la sua testardaggine e determinazione. Ti auguro ogni bene!

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  3. tatiana
    tatiana dice:

    Cara Anna, sono felice di averti fatto una buona impressione e mi auguro che tutto il tuo soggiorno sia stato piacevole …spero di averti fatto venir la voglia di dire a qualche amico: andate li che si sta bene..
    Io come tua cugina sono testarda quindi non ci saranno problemi, ma poi chi ha deciso che la vita debba essere un tappeto di fiori? Ci vuole forza e voglia di fare bene quello che si fa in quel preciso momento, credo sia la chiave di tutto e io lo faccio sempre!
    Buon Natale!
    Tatiana

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  4. Ale
    Ale dice:

    Ciao! Articolo interessante che mi ha fatto sorgere una curiosità: perché hanno dei pregiudizi verso le ragazze italiane sposate con i norvegesi? Al di fuori dell’ambiente lavorativo come sono i norvegesi? Gentili ed amichevoli o freddi e scontrosi verso gli stranieri?

    Rispondi
    • Tatiana Oslo
      Tatiana Oslo dice:

      Ciao Ale, no, nessun pregiudizio verso le italiane sposate con i norvegesi.Mi riferivo al fatto che sotto il punto di vista del curriculum poteva sembrare che io avessi una conoscenza base della lingua dopo aver fatto un corso di preparazione all’esame, invece non e’ cosi’.Io sono praticamente madrelingua, ho parlato tutta la vita norvegese con mia mamma e la sua famiglia oltre ad aver gia’ vissuto qui.I norvegesi come ho gia’ detto hanno la tendenza ad essere schivi, sembra che non vogliano disturbare e che non vogliano essere disturbati se non c’e’ una buona ragione per farlo.Se hai bisogno di aiuto sono disponibili ma fanno un po’ fatica a capirlo da soli.Questo l’ho notato di piu’ con gli stranieri, ripeto, me compresa che parlo norvegese e ho fondamentalmente un comportamento piu’ scandinavo che mediterraneo.Faccio sempre l’esempio della telefonata per invitarti a bere il caffe’ la settimana prossima , di giovedi’ alle 17.00 e magari siete vicini di pianerottolo…
      Tatiana

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