Tornare a Berlino sei mesi dopo

Un delizioso caffè a Neukölln

Di recente mi sono trasferita a Barcellona e non potrei essere più felice, ma oggi vi racconto com’è stato tornare a Berlino sei mesi dopo.

Quando si fa un trasloco internazionale in piena pandemia e senza aiuto

è molto probabile che si debba tornare indietro a raccogliere gli ultimi pezzi. E così è stato anche per me. Ho lasciato Berlino alcuni mesi fa per ricominciare da capo a Barcellona, città dei miei sogni da sempre. Era stato un viaggio complicato, non c’erano voli diretti a causa della pandemia e fino all’ultimo non ero sicura che sarebbe andato tutto liscio. A causa della situazione generale non ero neanche riuscita a salutare tutti come avrei voluto, quindi quando ho prenotato il biglietto per un weekend a Berlino, non vedevo l’ora di partire!

Ho lasciato una Barcellona piena di sole e sono atterrata nel grigio e nel freddo

Un bel bagno di realtà! Il tragitto dall’aeroporto alla mia vecchia casa, dove ero ospite per il weekend, mi è sembrato infinto. In effetti l’aspetto forse più significativo del mio cambiamento di città – a parte il clima – è stato proprio il cambio di scala: a Berlino per raggiungere qualsiasi posto bisogna considerare di prendere i mezzi e impiegarci del tempo, gli spostamenti influiscono molto sull’organizzazione della giornata. Io per andare a lavorare impiegavo un’ora, stessa cosa per tornare, quindi due ore nella mia giornata se ne andavano solo per il tragitto casa-lavoro.

A Barcellona uso pochissimo i mezzi

Mi sposto soprattutto a piedi e a volte con le bici pubbliche, che si possono noleggiare a un prezzo molto conveniente. Il tempo è quasi sempre bello e questo rende gli spostamenti piacevoli, anche se la città è molto affollata e non ci sono gli spazi ampi di Berlino.

A parte gli aspetti logistici, tornare sul luogo del delitto è stato molto strano

Gli amici sono gli amici, a prescindere dai luoghi e su questo non si discute.

Cenetta tra amici

Mi ha fatto piacere tornare in certi posti, ma ho sentito, fortissima, la sensazione di non appartenere più a nessuno di questi. Non riuscivo a credere che fino a pochi mesi prima, quelle fossero le mie strade e i miei scorci quotidiani ed era ancora più difficile capire come lo siano stati per quasi tre anni.

A Barcellona, dove vivo adesso, tutto per me sa di “casa”: i suoni, i colori, le sensazioni, i sapori…vivere in un luogo a cui si sente di appartenere è qualcosa che non avevo mai provato prima e anche se mi sta costando sacrifici e sforzi, è il regalo più bello che potessi fare a me stessa: non c’è niente come la sensazione di essere finalmente nel posto giusto.

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