Tradizioni natalizie e Natale in Irlandapacchetto Natale tradizioni

Le tradizioni del Natale, a casa nostra, risalgono dai tempi in cui i miei nonni gestivano un bar nel centro del paese.

La Vigilia di Natale mia nonna preparava pentoloni di trippa e, dopo la messa di mezzanotte, molte persone si rifugiavano nel grande salone per giocare a tombola.

Cartelle preparate da mio papà nei giorni precedenti, rigorosamente a mano, la sala addobbata, i tavoli pronti.

Andava avanti fino al mattino, quando si chiudeva per poche ore e poi si riapriva la mattina di Natale per l’aperitivo, prima che ognuno andasse a metter le gambe sotto il tavolo della propria casa o di quella di qualche parente.

Dopo il bar, mia nonna ha continuato a fare la trippa la Vigilia, e dopo di lei mia mamma. Anche se le dosi sono diminuite, c’è sempre stato un viavai di gente che, pentolino in mano, arrivava a reclamare la propria razione.

tradizioni tavola Natale vino

La casa dei miei genitori è sempre un luogo in cui passa molta gente, ma nel periodo Natalizio diventa proprio un crocevia di cesti e fiori recapitati, di auguri di passaggio, di gente che non si vede da tempo, di pranzi improvvisati.

Il culmine giunge alla festa che i miei genitori organizzano per gli auguri a clienti ed amici: radunati nell’officina di mio papà, la porta si apre continuamente. Io e mia sorella intratteniamo conversazioni con persone sconosciute (che sembrano sapere sempre tutto di noi). Mia mamma entra ed esce portando dolci, regali, bottiglie.

Chi arriva presto, chi si ferma fino a tardi. Scambi di regali, abbracci e chiacchiere che si susseguono, gli avanzi lasciati sul tavolo fino al giorno dopo quando ci alziamo per la colazione.

Da quando sono espatriata, si sono aggiunte altre tradizioni: la messa della Vigilia, a cui partecipo per vedere i miei nipoti cantare.

L’incontro con le mie amiche: strette sul tavolo di una pasticceria, o con un pranzo veloce o una colazione: parole che si sovrappongono per rimettersi in pari, e contemporaneamente la sensazione di non essere mai andata via.

Il giro al mercato natalizio, dove più che comprare si incontra gente.

Il virus ha scombussolato un po’ tutte queste tradizioni. Non ci sarà la festa e io, qualche settimana fa, ho deciso di non tornare.

Non ci ho messo molto a decidere – certo ci ho pensato – ma alla fine mi è sembrato giusto così.

C’era già nell’aria un evidente cambiamento di abitudini. Niente assembramenti nemmeno al tavolo di Natale, quindi non c’è stata la solita frase di mia mamma che dà il via alle feste. “Quest’anno, per Natale, prepariamo poche cose” (per poi vederci capitolare dopo l’antipasto!).

Non sentirò mio nonno, alle 6 in punto, chiedere se non è ora di mangiare la pastina con il brodo del cappone.

Non vedrò piatti di gamberoni apparire mentre sto mangiando il panettone.

E non vedrò la pancia di mia cugina, che però darà vita al ritorno della magia di Babbo Natale dal prossimo Natale.

 

biscotti tradizioni Natale

Sarò io a gestire il menù (che è quasi pronto, comprese le mansioni del mio compagno che “mette cose sui grissini e spalma cose sui tramezzini” :P). Per una volta, non girerò come una trottola per avere tutto pronto per l’ultimo giorno prima della partenza.

Non dovrò portare i gatti in pensione (anche se lì, il giorno di Natale, vengono viziati con il tacchino) ed avrò tempo per sistemare in casa tutte le decorazioni.

Forse avrò il tempo di fare il binge-watching che non abbiamo fatto in quarantena, potremo fare passeggiate fino alla spiaggia e pigre colazioni.

Ci sarà più spazio anche per preparare i biscotti da regalare, e per fare pandoro e panettone (sperando che vengano bene 😉 ).

Magari rifarò le mince pies, e probabilmente finirò con l’assaggiare il dolce più osannato dai miei colleghi: il bread and butter pudding (a proposito di tradizioni locali!)

Sarà un Natale diverso ma non per questo brutto. Siamo fortunati, non c’è momento migliore per ricordarsene se non ora.

Buon Natale a noi, e Buon Natale a voi, ovunque voi siate  <3

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