Trasferirsi a Shrewsbury

Shrewsbury

Sono quasi quattro anni ormai che vivo nel Regno Unito, e ancora mi capita che qualcuno mi chieda: “allora, come va a Londra?”.

E’ inevitabile. Londra è una città che è quasi un mondo a sé, un centro multietnico ma dal fascino assolutamente British che, nell’immaginario di molti, rappresenta il simbolo del Paese stesso. E in effetti è proprio questa la meta di una grossa fetta degli stranieri che decidono di trasferirsi.

Londra, la City, con le sue infinite opportunità, i musei, i teatri, i giardini impeccabilmente curati e i suoi famosissimi monumenti.

Londra, dove tutto costa un occhio, dove per affittare un monolocale ti giochi lo stipendio, dove la vita corre sempre troppo in fretta.

Quando io e mio marito decidemmo di partire, su una cosa eravamo totalmente d’accordo: non saremmo andati a Londra. Non era quello il Paese che ci aveva affascinati, per noi la scintilla era scoccata altrove, mentre viaggiavamo tra una città e l’altra attraverso la campagna, ubriachi di verde brillante e di contrasti cromatici da capogiro.

Infatti la mia storia nel Regno Unito inizia durante una vacanza nel sud del Paese, dalle scogliere di Dover fino alla Cornovaglia.

Fu durante quel viaggio che iniziai a chiedermi se davvero sarei stata disposta a compiere un salto nel buio, a lasciarmi la mia vecchia vita alle spalle e a ricominciare.

Tornai in Italia con un sacco di progetti e castelli tra le nuvole, che a poco a poco acquistavano forma e consistenza.

Prima di fare definitivamente le valigie e partire decisi di conoscere un po’ meglio il Paese, organizzando un secondo viaggio attraverso alcune delle possibili mete di approdo.

Durante questo secondo tour visitai dapprima Bristol, poi mi diressi a Nord fino alla regione di Sheffield e infine scesi di nuovo fino a Birmingham. Ognuno di questi luoghi mi ha lasciato ricordi più e meno piacevoli, ci sono stati momenti in cui per un attimo ho pensato di aver trovato il posto giusto e altri in cui sono scappata a gambe levate.

In particolare di Birmingham non conservo un ottimo ricordo. Di ritorno dalla verdeggiante regione di Peak District, che mi aveva fatta tanto sentire una Elizabeth Bennet alla ricerca del suo Mr Darcy, mi ritrovai improvvisamente catapultata nella metropoli. Città, città ovunque, una confusione bestiale.

Mi sembrava di essermi risvegliata all’improvviso in un altro mondo.

La cosa peggiore era che, non avendo assolutamente idea di cosa avrei trovato una volta lì, avevo prenotato ben tre notti a Birmingham. Ero disperata, la fine del viaggio si avvicinava e non avevo certo intenzione di sprecare gli ultimi giorni in un posto del genere! Mi buttai sul computer digitando: “Places to visit near Birmingham”.

Quel giorno per la prima volta conobbi Shrewsbury.

Non avevo mai sentito quel nome e non sapevo nemmeno esattamente come pronunciarlo, ma appena arrivata capii che quel posto aveva qualcosa di speciale.

Credete nelle energie? Io sì, e quella che percepii allora fu intensa.

Un potente richiamo cui non seppi sottrarmi. Shrewsbury era in effetti un riassunto di tutto ciò che stavo cercando, il giusto compromesso tra città e paese, tra urbanizzazione e natura.

Sono tornata in Italia con la certezza di aver trovato il posto giusto per me e per la mia famiglia, una città a misura d’uomo, un luogo in cui il bambino che aspettavo sarebbe potuto crescere felice a contatto con la natura.

Ancora oggi mi stupisco di quanta bellezza io abbia attorno. 

martina-figlio-passeggiata

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