I tre concetti fondamentali per capire la Svezia

– parte 2 – LAGOM

Atmosfera natalizia lagom – Gamla stan Stoccolma

Ci sono tre cose che dovete conoscere prima di trasferirvi in Svezia. Vi ho già parlato della prima qui (la Fika), e ora, subito dopo le feste e un anno che ci ha messi alla prova su molti fronti, sono pronta a parlarvi della seconda.

Lagom [ˈlɑ̂ːɡɔm]

Lagom è un’ espressione svedese che letteralmente significa: abbastanza, nè troppo ma neanche troppo poco, il giusto, il corretto. Si distingue dalle altre parole con significato simile per il senso di pienezza e soddisfazione a cui fa riferimento. Lagom non è un abbastanza che è sufficiente, è un abbastanza che ti rende sereno, appagato. In un libro di cultura popolare ho trovato questa definizione: Lagom è l’arte di essere felici sostenibilmente. Sono scoppiata a ridere. Esiste cosa più svedese della felicità sostenibile?

La felicità sostenibile

Lagom è ciò che genera benessere: il troppo affatica, il poco delude, il lagom è quello che ti soddisfa e dona tranquillità.

Lagom vuol dire godersi ogni momento, che sia un dovere o un piacere, con semplicità. Significa sapersi ascoltare, mente e corpo, sapere di cosa si ha bisogno e concederselo nella giusta quantità.

Il concetto è talmente diffuso e assorbito dal modo di fare quotidiano che si applica a tutto. Gli svedesi fanno del non esagerare senza farsi mancare niente uno stile di vita.

Da estranea lo vedo replicato ovunque. Nelle luci di Natale, mai blu, mai rosse, raramente intermittenti. Nelle tradizioni, fatte di poche esagerazioni ma di dolci speciali e ritiri in campagna. Nella scelta delle vacanze e delle attività, magari fuori città dove fare una passeggiata per godersi la natura e un panino con il formaggio. Negli atteggiamenti sempre controllati, eleganti e riservati senza esagerazioni.

Lagom e le luci bianche – decorazioni in centro Stoccolma

Essere felici senza strafare, senza consumare o consumarsi troppo.

Temo che tutto ciò possa risultare un pò lento e poco speciale a nuovi occhi italiani. D’altronde da noi si dice: quel che non strozza ingrassa, che non suona esattamente lagom. Ma con il passare del tempo il mito del lagom ti prende, ti coinvolge. E ora ti ritrovi a proporre di andare sedersi su uno scoglio con un bicchiere di vino a guardare il tramonto… Ma come diavolo è successo?

La pandemia e la riscoperta del Lagom

Penso che questa pandemia abbia involontariamente donato un pò di Lagom a tutti. Abbiamo riscoperto gli angoli nascosti dietro casa e il piacere che si prova a prendere un caffè con un amico. Non auguro a nessuno di continuare così, la festa e il rumore torneranno a fare parte delle nostre vite, ma io spero che ci ricorderemo quanta felicità si può ottenere nel mantenere la vita semplice.

Ovunque voi siate, concedetevi un momento Lagom.

 

4 commenti
  1. Chiara - Parigi
    Chiara - Parigi dice:

    Praticamente, happiness is a piece of cake 😀 conoscevo il concetto di Lagoma ma non avevo mai capito cosa significasse realmente. Grazie per i tuoi articoli sempre interessanti 😘 sono d’accordi, i paesi più “mediterranei” dovrebbero concedersi un po’ di Lagom in più!

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    • Valentina - Stoccolma
      Valentina - Stoccolma dice:

      Come i paesi nordici dovrebbero concedersi un pò di “fiesta!” ahah, alla fine io vedo solo una soluzione: mischiamoci tutti!

      Grazie mille 😀

      Rispondi
  2. Giulia Shanghai
    Giulia Shanghai dice:

    Personalmente trovo il concetto di Lagom non distante dall’essenzialismo asiatico e credo che a casa nostra ce ne sia in abbondanza: io, italiana, e Max, svedese, ci siamo conosciuti in Cina dove abbiamo vissuto per diversi anni e dalla quale ci siamo portati a casa la preziosa serenità delle piccole cose e la potenza straordinaria delle micro rivoluzioni quotidiane: un bacio al volo quando sei in ritardo, un bagno caldo pronto quando torni a casa, il rituale della cena preparata insieme, i messaggi nelle tasche dei cappotti e potrei continuare. Infondo questo a me basta eccome!
    Kram

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    • Valentina - Stoccolma
      Valentina - Stoccolma dice:

      Ma che bei momenti rubati che hai descritto, grazie. Si, è un aspetto che non ho affrontato nell’articolo ma lagom è anche questo: piccole attenzioni ma tutti i giorni.

      Chi lo sa magari ci sono davvero delle somiglianze con le culture asiatiche.

      Puss Puss 😉

      Rispondi

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