Trovare lavoro in Francia: il concetto di réseau

Vi ho già parlato di come preparare al meglio un CV e una lettera di motivazione. Passiamo adesso ad un concetto che qui in Francia è estremamente importante, quello di réseau.

Nel 2013 mi trasferii a Bordeaux per uno stage alla Maison de l’Europe, e fu proprio in questa occasione che mi resi conto di quanto fosse doveroso prestare attenzione alle relazioni, ai contatti, per barcamenarsi nel complicato mondo del lavoro. Fu una mia collega, Estelle, a svelarmi tutti i segreti del networking à la française.

Ed è in effetti proprio merito del réseautage se ho potuto trasferirmi in Francia in pianta stabile (almeno per il momento). Non so quanto questa idea trovi applicazione in Italia. La mia impressione è che in Italia viga piuttosto il sistema della raccomandazione. Tendo ad attribuire una connotazione negativa alla raccomandazione.

Qui in Francia non è propriamente così. Ovvero: è socialmente accettato fare carriera perché una conoscenza ci ha spianato la strada. Forse la differenza principale sta tutta nel fatto che difficilmente si riuscirà ad avere una spinta, in Francia, senza avere le competenze giuste. Il sistema è piuttosto meritocratico. In Italia non funziona propriamente così, salvo in casi estremamente rari. Ma lo sappiamo tutte.

Ma cosa significa costruirsi un réseau?

Alimentare una rete di relazioni potenzialmente utili. Come farlo?

Partecipando ad incontri di networking, chiaramente, ma anche proponendo alle persone che si reputano interessanti di discutere delle proprie competenze (senza alcuna timidezza, non c’è nulla di male) davanti ad un tè o ad un caffè. Ho incontrato in questo modo molte persone che si sono poi rivelate utili nella mia ricerca di un lavoro: manager, consulenti, creativi, impiegati del settore pubblico.

Spesso ho proposto degli incontri direttamente a coloro con cui mi sarebbe piaciuto lavorare.

Questo mi ha spesso aiutato ad entrare in contatto con altre persone. Durante alcuni incontri mi sono stati spesso indicati altri professionisti potenzialmente interessati alle mie competenze, e così mi son ritrovata a proporre l’ennesimo caffè alla persona segnalatami da qualcun altro durante un incontro precedente. Il segreto è intrattenere un network di relazioni, nutrirle nel tempo. Qui in Francia funziona così. Bisogna però prepararsi ad un incontro di networking come se ci si stesse preparando per un colloquio. Forse anche di più. La parola d’ordine di questi incontri è infatti reciprocità. Anche noi potremmo in futuro (chissà) essere utili alla persona con cui stiamo facendo una chiacchierata.

Non lasciatevi ingannare, non c’è nulla di immorale in tutto questo.

L’impressione potrebbe essere quella di partecipare ad un subdolo gioco mercantile. E invece non è così. Avere una rete di relazioni affidabili è molto importante qui in Francia.

Individuate professionisti che potrebbero darvi le dritte giuste per muovere i primi passi in un determinato settore, entrate in contatto con loro, e proponete un incontro per discutere del vostro percorso professionale. Probabilmente questo schema funziona soprattutto per alcuni mestieri, ma in via generale vale la pena di tentare.

È probabile che, nel caso in cui dovesse uscire fuori una posizione adatta al vostro percorso, la persona che avete incontrato mesi prima si ricordi di voi, e vi ricontatti. Chiaramente questi incontri, per poter essere fruttuosi, dovranno essere il più possibile mirati. Non so quanto possa essere pertinente, per una specialista in affari europei, incontrare un ingegnere aerospaziale anziché il responsabile dell’International Office di un’università. Ma non si sa mai. L’ingegnere potrebbe far parte di un team di ricerca che ha appena vinto un grosso finanziamento europeo, e potrebbe aver bisogno di un Project Manager.

Chiaro, tutto è possibile. Ma forse è meglio restringere il campo.

3 commenti
  1. Laura
    Laura dice:

    Articolo interessante. In base alla mia esperienza, mi sento di confermare, tranne che per un’eccezione. La raccomandazione esiste eccome, in Francia. Si chiama “pistonnage” (https://www.cnrtl.fr/definition/pistonnage, vedere il significato «II» : « Au fig., fam. Recommandation, appui accordé à une personne par une autre, en vue de lui faire obtenir un avantage. Avoir du piston »). Vedere anche il verbo “pistonner”: https://www.cnrtl.fr/definition/pistonner E poi il “réseau” non è tutto. Ad un certo punto, se ci si vuole stabilizzare, almeno in alcuni settori, occorre fare i concorsi. C’è un po’ di amarezza nelle mie parole perché vivo in Francia da dieci anni e non ho fatto altro che passare da CDD a CDD. Grazie alle “réseaux” di cui parla l’articolo, ovviamente. Ma non mi basta più.

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    • Amy
      Amy dice:

      Cara Laura,
      Ti comprendo perfettamente.
      Credo si tratti di un’amarezza condivisa. Sembra quasi che questo stato di precarietà sia una condizione ontologica alla quale è ormai difficile sottrarsi. Anche in Francia, e non solo in Italia.
      Un abbraccio,
      Amalia

      Rispondi

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