ghent-fiandreQuando si decide di stabilirsi in un altro Paese ci sono mille cose a cui pensare: casa, documenti, cambio targa auto, iscrizione alla mutua.

La cosa fondamentale, però, è trovare un lavoro perchè, senza il quale, non ti danno una casa nè il permesso di soggiorno e neppure  tutta una lista di cose che chi emigra ben conosce.

In Italia ho lavorato per 15 anni in un call center di una famosa compagnia telefonica quindi, non avendo altre esperienze, sarebbe stata dura  trovare un lavoro.
Arrivata in Belgio  ho  risistemato e riscritto il mio Curriculum Vitae in francese in modo semplice. Mi sono iscritta al sito di Actiris, maggiore motore di ricerca internet per la zona di Bruxelles, e al Vdab, relativo invece  alla zona delle Fiandre.

Di fondamentale importanza è la lettera di motivazione che deve accompagnare ogni candidatura. Se scritta bene vale più delle esperienze lavorative vere e proprie. Ecco perchè la si deve personalizzare ogni volta evidenziando le proprie qualità.

Scopiazzare qua e là dal web non basta.

Ho iniziato a spulciare gli annunci di qualsiasi tipo ma c’era un problema: la maggior parte delle inserzioni richiedeva una buona padronanza del fiammingo o addirittura di essere madrelingua. Aiuto!!

Inizia così il mio periodo disperazione ed i brutti pensieri mi assalgono: “come farò? Chi me l’ha fatto fare lasciare un posto fisso per venire qui? Non parlo fiammingo: non mi prenderà nessuno! :-O “
E restavo a fissare il monitor per ore pregando si palesasse il lavoro ideale.
Non é stato cosi, ovviamente, quindi non mi restava che una soluzione: buttarmi sugli annunci dedicati alle “huisvrouwen”, ovvero donne delle pulizie dove  non viene richiesta la base di fiammingo ma solo  il francese che va benissimo.

Ecco quindi che, dopo essermi candidata per alcuni posti disponibili non troppo lontani da casa, ricevo tempestivamente una telefonata e vengo convocata presso la sede di Actiris a Bruxelles per un colloqui conoscitivo.


Non sto a raccontare i dettagli noiosi ma posso dire che, dopo un mese di permanenza in terra straniera, firmo il mio primo contratto anche se si tratta di una sostituzione malattia.

Mi permette di avere un’entrata – anche ottima aggiungerei – e di dimostrare al mio comune di residenza che sto lavorando ed evitare così di essere rimandata in Italia.                             

Sì  perché qui hai 3 mesi di tempo per trovare lavoro o comunque dimostrare tramite mail, lettere di rifiuto e quant’altro che ti stai impegnando al massimo per inserirti nel mondo del lavoro.
Il lavoro a tempo determinato non mi é sufficiente però per avere il mio permesso di soggiorno così propongo il mio lavoro ad un’altra società che in quel periodo cerca personale e che mi assume, prima a tempo determinato,  poi a tempo indeterminato.
La paura di dover rientrare in Italia inizia a scomparire perché ottengo in brevissimo tempo la mia carta E che mi permette di restare qui e iniziare una nuova vita.


Il lavoro non è  il massimo ma cerco di cogliere il lato positivo: alcuni clienti non sono male, mi offrono il caffè quando arrivo la mattina alle 8 o mi lasciano una piccola merenda se loro non sono in casa. C’è anche chi, al mio arrivo, mi fa trovare il pane che ha sfornato nel fine settimana con le sue mani.

Ma non sono soddisfatta.

Gli orari mi permettono, però, di frequentare la scuola di lingua la sera e avere i weekend liberi per scoprire un po’ dove vivo con qualche gita fuori porta.
Al momento questo lavoro mi ha permesso di sfruttare la maternità per 2 volte e un congedo molto lungo per seguire i miei bambini.

Voglio però cambiare, voglio un altro lavoro, voglio sentirmi soddisfatta di quel che faccio e svegliarmi la mattina felice.


Purtroppo, qui il mio diploma di operatore dei servizi turistici non vale nulla perché il percorso scolastico e’ differente rispetto a quello italiano.

Quindi, probabilmente, sarà necessario seguire una formazione mirata che mi permetta da subito uno sbocco lavorativo ma mi piacerebbe reinventarmi alla soglia dei 40 anni facendo qualcosa di davvero interessante.

Per un periodo ho provato anche a lavorare da casa, facendo network marketing.

Alzi la mano chi non ne ha sentito parlare o chi non ci ha fatto un pensierino almeno una volta. Il concetto mi piace, hai tempo per te per la tua famiglia e ti gestisci il lavoro come meglio credi, quando e da dove vuoi. Probabilmente era il tipo di prodotto che non faceva per me e dopo un po’ ho mollato.

La cosa positiva è che, intanto, anche mio marito, dopo un inizio difficoltoso tra piccoli lavori da lavapiatti e di edilizia, ha trovato un’occupazione come autista all’aeroporto e si è ben inserito nel suo gruppo di lavoro ma sapevo che non avrebbe avuto problemi da ex animatore di villaggi turistici che ha sempre il sorriso sulle labbra anche nei momenti più difficili.

Le cose ora sono un pò più semplici perchè lavorare entrambi per mantenere la famiglia è necessario, in quanto la vita nelle Fiandre è piuttosto costosa.

Per finire, ecco alcuni consigli.

Il lavoro per i più giovani non manca.

Soprattutto nei centri commerciali e nei piccoli negozi  si offre lavoro nei weekend e nel periodo estivo ai giovani che frequentano ancora la scuola ma che vogliono approcciarsi presto al mondo del lavoro.

Approvo ovviamente perchè si ha la possibilità di togliersi piccole soddisfazioni senza l’aiuto di mamma e papà e responsabilizzarsi presto.

ACTIRIS E VDAB

Questi due grandi uffici di collocamento sono davvero utili per chi è alla ricerca di un lavoro.

Offrono annunci giornalieri e in sede è possibile utilizzare i computer messi a disposizione per modificare i propri cv, fare ricerche e stampare.

Vengono proposti anche corsi di formazione a chi è in cerca in un settore più specifico e gli immancabili corsi di lingua.

In bocca al lupo a chiunque sia alla ricerca di un lavoro nelle Fiandre! 

team-lavoro

3 commenti
  1. Katia
    Katia dice:

    Brava Elisa, complimenti e auguri per i vostri lavori nelle Fiandre. Ti auguro di trovare presto qualcosa che ti piaccia di più, ma per il momento è già molto positivo aver iniziato a inserirti e a conoscere persone, i tuoi clienti, che potrebbero conoscere qualcuno, e così via… il network è anche un mezzo molto efficace per la ricerca del lavoro! In bocca al lupo!

    Rispondi
  2. Ben Alt
    Ben Alt dice:

    Scusa perche’ e’ necessario dimostrare di avere un lavoro per poter risiedere nelle Fiandre?

    La sola cittadinanza di un Paese membro della UE (in questo caso l’ltalia) non dovrebbe dare diritto a spostarti e risiedere ovunque tu voglia all’interno dei 27 Paesi dell’Unione, senza dover dimostrare o provare nulla?

    Ho sempre saputo che per le persone fisiche funzionasse cosi, per questo ti chiedo se le cose stanno cambiando o se certi specifici Paesi europei interpretano i Trattati a modo loro.

    Grazie in anticipo per una tua cortese risposta.

    Rispondi
    • Elisa Clemente
      Elisa Clemente dice:

      Buongiorno,
      quando si arriva in Belgio ci si registra e viene fornito un codice nazionale che ci identifica e ci permette di lavorare.
      E’ necessario però dimostrare al comune di residenza che si sta lavorando o si sta cercando lavoro in quanto diversamente non verrebbe fornito il permesso di soggiorno e so potrebbe venire espulsi.
      Fortunatamente ho trovato subito lavoro ma fino a quando non ho firmato un contratto a tempo indeterminato (solo alloraho ricevuto il mio permesso) mi recavo ogni mese in comune con la copia del contratto a tempo determinato che provava che avevo un’entrata.

      Rispondi

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