Una promessa di felicità

ragazza molo

Tempo fa, in lacrime, mi sono fatta una promessa.

Vivevo ancora a Londra, novella di espatrio e stavo lottando per conquistare la mia felicità.

Era là, una meta vicina ma ancora non era del tutto mia.

Seppure avevo lasciato l’Italia completamente sola, sentivo, moralmente, il bisogno di qualcuno. Non ero ancora in grado di  camminare appoggiandomi alle mie gambe e quindi cercavo un sostegno negli altri, in quelle persone che avevo lasciato in Italia.

Per me era tutto nuovo: un’avventura che stava prendendo piega, tutto sconosciuto, il mondo che si plasmava, davanti a me in maniera completamente diversa da come ero abituata a vederlo.

Ne ero entusiasta, a dire il vero.

Nonostante le piccole difficoltà come quella di trovare un lavoro e una casa, sentivo dentro un fuoco che bruciava, dovevo farcela! Ero determinata a riuscirci e, più andavo avanti, più mi rendevo conto dei cambiamenti che avvenivano al mio interno.

Tutto quello che mi era sempre sembrato difficile e impossibile era, come per magia, alla portata di mano.

Proprio per questo motivo, iniziavo ad assaporare, a spizzichi e bocconi, un po’ di felicità.

Volevo condividere le mie nuove sensazioni con coloro che io ritenevo il mio sostegno morale ma, per quanto mi sforzassi, non venivo capita. Non trovavo comprensione.  Anzi, tutto il contrario: venivo quasi derisa e sminuita.

La mia esperienza all’estero mi dirigeva nella direzione della felicità, ma quella parte d’Italia che era rimasta nella mia vita mi ostacolava.

Solo dopo tanti pianti, ho realizzato che dovevo iniziare a camminare con le mie gambe, anche  a costo di cadere più volte.

Avevo già perso troppo tempo prima di emigrare, non potevo permettermi di perderne altro.

Mi sono fatta una promessa: “niente e nessuno dovrà mai più toccare la mia felicità”.

Da quel momento mi sono allontanata da tutte le forze negative che influenzavano il mio percorso e la strada si è spianata.

E’ stato allora che l’ho trovata: la felicità.

Si è fusa con la mia vita, entrando nelle mie vene, entrando in me.

Piano piano.

L’avevo conquistata.

Era mia.

Era parte di me.

Ed è, tuttora, mia.

Essere felici significa svegliarsi con il sorriso e andare a letto con lo stesso entusiasmo, cercare la vitalità in ogni situazione, non preoccuparsi troppo e lasciare che tutto scorra e fluisca in maniera naturale, con ottimismo.

Come la mamma chioccia accudisce i suoi pulcini o il re la sua corona, io pure avevo il mio bene prezioso da proteggere.

Dopo tutta la fatica che avevo fatto per conquistarla, non potevo e, soprattutto, non volevo perdere la mia felicità.

Dato che era dentro me, ho iniziato a proteggermi e mettermi al primo posto in qualsiasi occasione.

Ho inziato a pensare a me, a prendermi cura della mia persona, alimentandomi in maniera sana e praticando sport.

Ho imparato a interagire con la mia anima, dandogli sempre nuovi stimoli, studiando, viaggiando, leggendo o scrivendo.

Ho optato per tutto quello che mi rende felice.

Un’euforia che è sbocciata in amor proprio, tanto da imparare a piacermi sempre di più e avere l’impressione di essere coinvolta in una relazione con me.

Anche se talvolta mi considero un’egoista, sono cosciente che, se non penso io a me stessa, nessun altro lo fa per me.

Mi sono fatta una promessa e la mantengo.

Vivo almeno trecentotrenta giorni all’anno con il sorriso sulle labbra.

Da allora nenache mi ricordo bene l’ultima volta che ho pianto.

Se la maggior parte delle mie giornate le trascorro felice e contenta, succede quella giornata no, quella delusione, quel giorno in cui non ho dormito molto e vedo tutto storto.

Nella mia testa scatta in automatico ALLARME ROSSO, tutte le mie cellule impazziscono di fronte alla situazione di pericolo.

“May day! May day!”

Quel campanello di allarme mi ha fatto fare le valigie in fretta e furia per venire a Mallorca,

mi ha fatto cambiare lavoro,

gruppo di amici,

palestra.

Lo stesso che mi ha spinto a viaggiare sola,

a fare tutto quello che mi viene in mente senza pregiudizi.

È istintivo e automatico.

Appena mi ritrovo in situazioni che non mi fanno felice, la mia mente inizia a pensare in maniera proattiva e cerca una soluzione per cambiarle.

Se nella mia vita inciampano persone negative, le allontano.

Sarà perché non voglio vivere le stesse situazioni che mi hanno fatto star male in passato.

Sarà che devo essere coerente con me stessa.

Che sia giusto reagire in questa maniera oppure no, non lo so.

So solo che mi sono fatta una promessa e devo mantenerla.

Niente e nessuno dovrà mai più toccare la mia felicità.

8 commenti
  1. Alessandra Cina
    Alessandra Cina dice:

    È importantissimo ascoltare il campanello d’allarme. Io ce l’ho nello stomaco, quindi prendo decisioni assurde in base a quello che mi suggerisce la pancia (non cuore né ragione) e di solito mi va bene 🙂 ti auguro di continuare su questo sentiero di felicità!

    Rispondi
    • Fabiola
      Fabiola dice:

      Cara Alessandra,

      Grazie del tuo messaggio.

      Come capisco quella sensazione di prendere decisioni in base a qualcosa che da dentro ci smuove, che sia nello stomaco, nel cuore, nella testa o nella punta delle dita, se il nostro corpo ci dice qualcosa, dobbiamo ascoltarlo si o si.

      Ti auguro anche a te tutta la felicitá di possibile 😀

      Un abbraccio

      Fabiola – Mallorca

      Rispondi
  2. Silvia-Lille
    Silvia-Lille dice:

    Ciao Fabiola,
    Sto cercando di adottare lo stesso tuo atteggiamento ma non ti nego che per me è assai difficile. Vedo già una notevole differenza in positivo tra un anno e l’altro, il che mi fa ben sperare, tuttavia sento c’è ancora molta strada da fare. Non è un qualcosa di così immediato al contrario deve essere ben interiorizzato per poter essere messo in atto.

    Complimenti davvero per come hai superato questo traguardo!

    Un abbraccio,
    Silvia-Lille 😘

    Rispondi
    • Fabiola
      Fabiola dice:

      Carissima Silvia,

      Sono sicura che ce la farai, conquisterai la tua felicitá e poi sará tua per sempre. Non demordere. Se giá noti questi piccoli cambiamenti positivi vuol dire che sei sula strada giusta.

      Una volta arrivata in cima, vedrai davanti a te il panorama della felicitá, quello che non tutti potranno vedere e, dietro di te, tutto il percorso in salita, ripido e ostile che hai dovuto affrontare.

      Un abbraccio enorme.

      Fabiola – Mallorca

      Rispondi
  3. Mery
    Mery dice:

    Ciao Fabiola

    Ho letto i tuoi articoli e ti capisco molto. Dopo 2 anni a Praga penso di essere arrivata al capolinea qui.

    Sarebbe interessante uno scambio di opinioni a riguardo. Fammi sapere!

    Rispondi
    • Fabiola
      Fabiola dice:

      Cara Mery,

      Grazie per leggermi! Assolutamente sì, mi fa sempre piacere un confronto.

      Come mai pensi di essere arrivata al capolinea?

      Un abbraccio

      Fabiola – Mallorca

      Rispondi
  4. Cynthia
    Cynthia dice:

    Ciao Fabiola! Leggendoti è come se avessi rivissuto il mio percorso di vita! Anche io ho fatto il tuo stesso ragionamento!! Segui la TUA felicità :). Bellissimo articolo ! Auguroni per le tue tappe future😀

    Rispondi
    • Fabiola
      Fabiola dice:

      Cara Cynthia,

      Grazie per il tuo commento e sono contenta che rivedi il tuo percorso nelle mie parole.

      Seguiamo la felicità e che ci accompagni sempre, in qualsiaisi parte del Mondo. 🙂

      Un abbraccio

      Fabiola – Mallorca

      Rispondi

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