Una vita attraverso te

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Io non me lo ricordo com’era la mia vita prima di te.

Un minuto ero lì, buttata pigra sul divano, a far scorrere il tempo di un qualunque sabato pomeriggio, a decidere quale film andare a vedere al cinema; un momento dopo ti saresti insinuata tu con la tua dirompente allegria.

Tu, con le tue piccole manine e lo sguardo imbronciato di quando ti ho vista per la prima volta.

Tu, che prima ancora di farti vedere giocavi a nascondino girandoti continuamente, schiva nelle prime inquadrature rubate.

Ancora tu, che non hai perso un attimo e hai gridato il tuo inno alla vita a pieni polmoni per giorni, per mesi.

La mia vita attraverso te è stata in continuo mutamento.

Con te, ho imparato le lezioni più grandi, più dure e più belle.

Ho imparato a sentire nello stomaco l’amore incondizionato, scevro da ogni interferenza, puro per le sue particelle squisite.

Ho imparato a sbagliare e a chiedere scusa.

Ho dovuto adattarmi ai tuoi ritmi, piegare i miei bisogni ai tuoi, non perché dovevo ma perché sentivo di dovertelo, altrimenti perché mai eri lì?

Ho cominciato a piangere il doppio e ad accettare le mie lacrime, sia quelle di gioia che quelle di sofferenza.

Ho imparato la trasposizione del dolore.

Ho potenziato le mie capacità di ascolto, ho praticato la pazienza, ho imparato la danza tra il fluttuare del tempo e delle situazioni.

Ho imparato a camminare in altre scarpe; e a vedermi attraverso i tuoi occhi.

Mi sono fatta domande e me le sono fatta fare, attraversando la fase dei perché in maniera scientifica.

Poi, ti ho insegnato la poesia e l’armonia del canto degli uccellini tra le foglie in primavera.

Ho pregato, per te.

Per te, sono stata in silenzio. Ma questo lo sai già, tuo malgrado.

Ho attraversato il mondo per proteggerti anche quando nessuno ha capito. E non mi importa.

Insegnarti ogni giorno lezioni diverse è stato inevitabile, duro, indispensabile, anche quando non volevo, anche quando non volevi tu.

Eppure hai lottato, hai amato, hai sofferto; ti sei battuta per un percorso migliore, per una crescita interiore, per un visione ampia e senza pregiudizi né cecità.

Hai imparato a vivere la transizione e a godere di ogni raggio di vita; sei diventata raggio tu stessa.

O almeno così dicono.

Io non posso essere imparziale.

Io sono solo una mamma che ti guarda con occhi diversi, forse a volte un po’ distorti come solo una madre sa fare.

Sono solo una piccola donna ancora in crescita, che da te sta imparando la tenacia, la fiducia e la speranza.

Che da te ha imparato a non giudicare.

Che da te ha imparato a dire no, grande lezione.

Diciotto anni fa nascevi nel bel mezzo della notte, dopo esserti fatta attendere una giornata intera, schiva fino all’ultimo.

Ricordo che ho guardato l’orologio e mi sono detta: “Dimenticherai il dolore. Non dimenticare questo momento.”

Diciotto anni dopo siamo in Olanda e ti faccio gli auguri del tuo compleanno più importante da qui.

Dall’Olanda. Chi l’avrebbe mai detto.

La vita è meravigliosa con i suoi misteri.

E io sono fiera di te.

Grazie di esserci, figlia mia.

Tanti auguri,

mamma

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