Sheffield Hallam University

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Come ben si sa, moltissime italiani si trasferiscono in UK per lavoro o per studio (o per tutti e due). Quello che per un outsider può essere un po’ complicato da capire non è solo il sistema universitario (un po’ diverso da quello italiano), ma la classificazione delle università. Può sembrare una questione importante solo dal punto di vista storico, ma in realtà è legata al modo in cui si studia e si insegna in varie università.

Ci sono più di 100 università nel Regno Unito, di cui più di 90 solo in Inghilterra. Come un po’ tutto in UK, anche le Università (così come le scuole) risentono di distinzioni di classe. Le Università britanniche possono essere classificate in vari modi, ma la distinzione più comune è in tre gruppi:

  • Le ancient universities, le università “antiche” fondate prima del 1800 (come ad esempio Oxford e Cambridge)
  • Le red brick universities, fondate in città provinciali (cioè fuori da Londra, Cardiff e Edinburgo) tra il 1800 e il 1992. Sono in maggioranza università fondate durante il periodo vittoriano. Quelle istituite negli Anni ’60 vengono spesso chiamate “plate glass” universities
  • Le new universities, stabilite come tali nel 1992 attraverso una legge che riconobbe come università vari politecnici, colleges e scuole specializzate che dal 1992 in poi possono conferire tutti i titoli accademici in modo indipendente.

Ovviamente, questa distinzione è anche economica e culturale. Le ancient universities sono quelle tradizionalmente di elite, e quelle che (essendo esistite per il periodo di tempo più lungo) hanno educato generazioni di famiglie “upper class” (le sole che potevano permettersi di mandare i figli all’università). Diciamo che le ancient universities sono un po’ quelle nell’immaginario popolare quando si parla di università britannica: palazzi antichi, toghe e molta pompa! In realtà però sono una minoranza ed è abbastanza difficile accedervi vista la loro selettività.

Le red brick universities vennero create dopo la rivoluzione industriale, per offrire la possibilità ad una nuova classe borghese di avvalersi di istruzione avanzata. Quasi tutte hanno un’ottima reputazione, anche se possono essere abbastanza conservatrici nel tipo di corsi che offrono e nello stile di insegnamento.

Infine le post-’92 sono le ultime arrivate: visto che erano originariamente politecnici o college specializzati (ad esempio per infermieristica, o ingegneria applicata) hanno una reputazione meno legata alla ricerca e più all’insegnamento, e vengono spesso viste come posti di “training”, dove è più facile ottenere un posto e dove si impara un lavoro con poca attenzione al lato prettamente accademico. In realtà molte new universities fanno anche ricerca, offrono programmi di dottorato ed offrono corsi con ottima reputazione accademica.

In quasi tutte le città più grandi esistono almeno due università – una “old” e una “new” – che di solito si ignorano o si punzecchiano a vicenda. A Sheffield abbiamo la red brick University of Sheffield e la post-’92 Sheffield Hallam (dove lavoro io!). Leeds ha la University of Leeds e la Leeds Beckett. Liverpool la University of Liverpool e la Liverpool John Moores, e così via. Anche le città di Oxford e Cambridge hanno le loro “new universities”: la Oxford Hope e la Anglia Ruskin.

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Sheffield University

Ma cosa significano in realtà queste distinzioni? Prima di tutto il tipo di università quasi sicuramente avrà un’influenza sul tipo di corso: nelle new universities ci sarà un approccio molto pratico, e i docenti seguiranno gli studenti in modo molto ravvicinato, quasi da insegnante scolastico. Nelle red brick universities, ci sarà l’aspettativa che gli studenti lavorino molto da soli e che inizino già dai primi corsi a cimentarsi con piccoli lavori di ricerca.

Le ancient universities sono molto diverse l’una dall’altra, ma sia a Oxford che a Cambridge, l’unità di insegnamento fondamentale è il “tutorial”: una discussione tra il tutor e piccoli gruppi di studenti dove ci si aspetta che questi ultimi abbiano già fatto del lavoro indipendente sul materiale di studio.

Nelle red brick ed ancient universities ci si potrà aspettare che la maggior parte dei docenti conduca ampia attività di ricerca, mentre nelle new universities la situazione sarà molto probabilmente opposta, con una maggioranza di docenti dedicati quasi esclusivamente all’insegnamento.

Da qualche anno, per tutte le università Inglesi e Gallesi  sono state re-introdotte (tra grandi polemiche) le “Fees”, le tasse di iscrizione, che ammontano a £9,000 annuali per cittadini britannici ed Europei. È possibile fare richiesta di un prestito statale per coprire il costo, che poi potrà essere ripagato alla fine degli studi. I costi per cittadini extra-europei e per corsi avanzati possono essere molto più alti. Non c’è bisogno di pagare le fees se si arriva in un’ Università britannica attraverso l’Erasmus per uno scambio a breve termine.

Nonostante il costo, il numero di studenti stranieri nelle università UK è tuttora altissimo, visto il prestigio associato a possedere un titolo di studio britannico in molti paesi. Tutte le Università offrono delle “international societies” che forniscono supporto agli studenti stranieri.

Sheffield University

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In generale l’età media degli studenti undergraduate (iscritti ad un corso di laurea di primo livello) è più bassa che in Italia. In base a quando superano gli esami GCSE e A-level (necessari per l’ammissione e che non hanno una sessione fissa come l’ Esame di Stato/Maturità italiana), i ragazzi e le ragazze possono iscriversi all’università già a 17 anni. Una laurea di primo livello dura tre o quattro anni (a seconda del corso e dell’università), quindi già a 21 anni i giovani possono affacciarsi al mondo del lavoro. Moltissime università includono un “placement” (un’esperienza di lavoro simile a uno stage) nel programma dei corsi. In generale i corsi sono più pratici rispetto a quelli italiani (anche nelle università red brick), e gli studenti hanno un percorso di studi molto più strutturato riguardo esami e valutazioni. E’ quasi impossibile ritrovarsi “fuori corso” a meno di altri fattori, quali problemi di salute o la decisione di prendere un “leave of absence”. Molti studenti proseguono con studi postgraduale (laurea specialistica) anche se spesso non immediatamente dopo aver conseguito il loro bachelor’s degree. Così come in tutti i paesi Europei e negli USA, nessun laureato può utilizzare il titolo di dottore senza aver conseguito il PhD (Dottorato), quindi i laureati spesso usano l’abbreviazione del loro titolo di studio come suffisso (ad esempio, Jane Smith, B.Sc., bachelor of science as indicare una laurea in campo scientifico).

Sheffield Hallam University

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Come orientarsi per individuare e scegliere un corso di laurea in UK? Quando si è individuato un corso adatto, informarsi sempre sul tipo di università (che come abbiamo visto ha una correlazione con il tipo di insegnamento), sulla durata, sulla eventuale presenza di un placement (molto importante per la futura ricerca di lavoro), e sul titolo rilasciato. Ogni corso ha di solito una persona responsabile per rispondere a domande e richieste esterne, e le informazioni per contattarla sono normalmente disponibili sulla pagina ufficiale dell’ Università in questione.

Tutti i fattori relativi all’Università (numero di corsi, numero di docenti, strutture, laboratori, risultati di ricerca, ecc.) vengono utilizzati per compilare le famose (o famigerate) classifiche, o “rankings”: croce e delizia dell’intero sistema accademico britannico (e mondiale), usate spesso per farsi pubblicità e per snobbare i competitori. Ne esistono molte e spesso riportano risultati diversi a seconda dei fattori considerati, quindi è sempre consigliato leggerle con un sano scetticismo.

Tra i siti utili ci sono la guida all’Università del Guardian; il sito UCAS, dove trovare informazioni per l’ammissione a tutti i corsi undergraduate; HESA dove trovare informazioni dettagliate su tutte le università, ed il Times Higher Education, dove trovare notizie e aggiornamenti su vari aspetti relativi al sistema universitario britannico.

La cosa veramente importante è informarsi bene prima di scegliere un corso, e fare la scelta sulla base dei propri interessi e caratteristiche. La grande offerta educativa in UK significa proprio che c’è veramente qualcosa di adatto per ogni esigenza.

3 commenti
  1. Simona Cumbria UK
    Simona Cumbria UK dice:

    Sono d’accordo in parte con ciò che dici. Perchè sì che va bene scegliere l’università secondo i propri interessi e dove sono presenti i corsi più adatti a ciò che si vuole fare ma…. non capisco che c’entra la pratica con tutto ciò.
    Io sono nell’uni di Leicester (come distance learning, ma ho lo stesso programma di chi è nel campus!), e corsi simili a quelli che ho scelto sarebbero stati a York/Exeter e Cambridge……. E la pratica/training era prevista in tutte, al di là che fossero ancient/post 92 o altro.
    Per quanto riguarda i prestiti, studiare da undergraduate in Scozia è gratis per i cittadini EU e oltre all’UCAS c’è da dare un’occhiata al sito del SAAS (mentre per il loan dello SFE si passa dal sito governativo generale). Le 9000 sterline si pagano solo in Inghilterra e Galles; non ho info sulla Northern Ireland.

    Rispondi
    • Lui
      Lui dice:

      Hai ragione sulle fees Simona, intendevo dire che si applicano alle università inglesi, non britanniche. Cercherò di correggere l’articolo! Riguardo la pratica, ho un po’ generalizzato basando l’osservazione sui corsi e le università che conosco: è chiaro che non descrive tutti i possibili corsi e università. Lui

      Rispondi

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