Le mie prime vacanze post Covid: il Cilento

Ricomincio dal Sud

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Ho passato tutta la quarantena lavorando in remoto con dei ritmi serrati. Come per molti nella mia situazione, ho subito un forte stress dovuto al fatto di non aver potuto mai staccare dalla mia scrivania, che era anche la mia camera da letto. La fortuna però ha voluto che, una volta riaperti i confini italiani il 3 giugno, io sia potuta rientrare nella mia bella Napoli e abbia anche avuto una settimana di vacanze, che ho deciso di trascorrere nel Cilento con mia madre. Ho infatti un debito da risarcire alle acque azzurre della mia terra.

Il mare del cilento

Il 15 giugno 2020, di comune accordo con mia madre, ci siamo recate in Cilento per trascorrere insieme una settimana di ferie. Siamo state tra le prime a permetterci questo lusso, dando il via ai tanti turisti regionali che in questi giorni stanno dando un po’ di sollievo alla loro stessa terra.

Marina di Camerota è una destinazione della mia infanzia, nelle sue acque sono cresciuta, e tornarci era un debito che volevo scontare da tanto tempo.

Ho deciso di prenotare un alloggio su AirBnB, in quanto sono sempre stata una grande fan di questa piattaforma. La richiesta di prenotazione è stata subito approvata, accompagnata da molti consigli e molti, moltissimi grazie, una parola che sarà la protagonista della nostra vacanza.

Appena arrivate, ovviamente, siamo andate dirette al mare!

Il lido consigliato dal padrone di casa si trovava a pochi metri: Playa Flamenco. Uno stabilimento bellissimo, grande, un bar attrezzatissimo con dei graziosi tavoli in perfetto stile caraibico, riccamente fornito, una spiaggia sabbiosa pulitissima… ma indubbiamente vuoto.

Durante la nostra permanenza non ho contato più di dieci ospiti al giorno in uno stabilimento balneare della capienza di almeno 100 persone.

Abbiamo avuto sentimenti contrastanti al riguardo: egoisticamente era bello godersi il lido senza la solita folla, umanamente però ci dispiaceva molto pensare alle perdite della struttura.

Abbiamo chiacchierato a lungo con i proprietari e i ragazzi del bar, tutti gentilissimi e contenti di essere tornati a lavorare dalla settimana precedente. Ci hanno detto che normalmente lo stabilimento apre i primi di maggio, mentre quest’anno non hanno potuto accedere allo stabilimento fino al 22 maggio. Ci hanno detto che per poter riaprire al pubblico a giugno avevano quindi lavorato notte e giorno. Il lido normalmente si trasforma in un grazioso locale con musica latina di sera, ma che ancora non poteva riaprire. La musica latina ha comunque accompagnato le nostre giornate di mare, facendo sentire anche me un po’ meno lontana dalla mia Madrid.

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Sulla spiaggia le poche persone mantenevano la distanza ed erano senza mascherina. Non c’era l’obbligo infatti di tenerla in riva al mare.

Il mare è stato comunque il protagonista: un azzurro cristallino incredibile.

L’acqua del cilento è sempre stata azzurrissima e pulita, se poi ci aggiungete che si trattava di giugno post lockdown, potete immaginare!

Era talmente limpida che al largo potevo vedere nitidamente i pesci che sguazzavano sotto i miei piedi, come se fossimo in una piscina.

La vita notturna e i ristoranti

Le restrizioni sui locali a metà giugno erano ancora molto elevate, le discoteche non potevano proprio aprire. La vita notturna era quindi ridotta a cena e passeggiata sul lungomare.

I ristoranti di Marina di Camerota avevano quasi tutti riaperto quella stessa settimana. Erano semivuoti, ma nonostante questo abbiamo sempre trovato prodotti prelibati e freschissimi. Molti ristoratori ci hanno raccontato diverse volte le difficoltà di tirare avanti durante il lockdown per il Covid, soprattutto in Campania, unica regione in cui le consegne a domicilio erano vietate.

Tutti i locali in cui siamo stati erano a conduzione familiare e tassativamente a chilometro zero.

La nostra intenzione era proprio dare supporto alla tradizione culinaria che in certe realtà della mia regione è ancora tramandata di padre in figlio, e che per me resta un bene immateriale inestimabile da proteggere.

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Ci siamo quindi fiondate sulla Maricucciata (una polenta made in Sud), sul tonno rosso del Mediterraneo (pesce prelibato reperibile in poche località), sulla ciambotta cilentana (mix di verdure) e cosí via.

L’accoglienza e la qualità del servizio sono poi stati la ciliegina sulla torta della nostra vacanza.

In questa settimana di turismo regionale ho apprezzato davvero la bellezza dei luoghi dell’infanzia e non ho dubbi su come trascorrerò le ferie ad agosto.

Dopo questa quarantena e dopo la lontananza forzata dal mio paese non ho dubbi: io ricomincio dal Sud!

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