La mia valigia rossa

trolley rosso

La mia prima valigia era rossa (chi non ne ha mai avuta una di questo colore?) quattro ruote e una forma ovale, parecchio scomoda.

Mi ha accompagnata per 13 anni, ovunque.

All’inizio era emozionante portarla con me: mi faceva sentire viva, il mio corpo e anche la mia mente vibravano in perfetta sintonia. Ricordo ancora le sensazioni dei miei 12 anni a trascinarmi quella valigia in gita scolastica a Roma, come un’esplosione di gioia e un senso di pienezza.

Così come ricordo perfettamente le imprecazioni, 10 anni dopo, tirandomi appresso quell’oggetto pesante e scomodo ormai diventato parte di me.

Ho versato una lacrimuccia quando l’ho dovuta parcheggiare in garage, coperta da un sacco bianco di nylon per evitare la polvere. Ogni tanto qualche membro della famiglia la recupera ma oramai anche lei ha macinato i suoi chilometri e poco alla volta si sta arrendendo.

Due ruote si sono rotte quando passai la notte nell’ormai in disuso Aeroporto Ataturk. Il peso le ha crepate: tutta colpa dei Baklava e del Salep! Ora fanno un rumore strano, simile a quello di un motore, e tutti si girano quando sono per strada con lei.

Ne abbiamo passate tante io e la mia valigia rossa: su e giù per scale più o meno ripide, senza luci, in giro per i marciapiedi facendo slalom tra le macchine. È stato il mio peso fisico e psichico: una sorta di allenamento gratuito oltre la palestra, un macigno nel cuore che mi fa vibrare di gioia quando la diseppellisco per partire ma che sa anche riempirmi di nostalgia. “E sole pioggia neve tempesta, Sulla valigia e nella tua testa” cantava infatti Ligabue.

Anche la valigia, come la vita e le stagioni, ha un suo senso ciclico: esce dal letargo per prepararsi ad un nuovo inizio, arriva a destinazione e viene svuotata per poi essere accantonata sopra un mobile o sotto il letto. Finito il suo tempo la ritiri fuori e la riempi nuovamente delle tue cose , e poi la ri-disferai. E via così…

La mia valigia è un po’ come se fosse il mio camion dei traslochi privato.

La sua degna sostituta è anche meglio della rossa, devo dire. La tecnologia ha fatto progressi anche con le valigie. Ma lei, ha vissuto con me. L’unica costante di questi anni nomadi.

E la tua valigia, com’è?

2 commenti
  1. Irina Pampararo
    Irina Pampararo dice:

    La mia prima vaigia era uno zaino rosso e grigio che porto ancora con me nei miei spostamenti, anche se ora lo uso poco e resto in attesa di passarlo a mio figlio per i suoi primi viaggi esplorativi con gli amici…
    Nessuno zaino o valigia o trolley lo ha mai sostituito nella mio cuore, di sicuro!

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    • Silvia-Lille
      Silvia-Lille dice:

      Lo zaino vince su tutto (o quasi)..Io quando posso sostituisco il bagaglio a mano con uno zaino perché il trolley è davvero scomodo o poco pratico 🙂

      Rispondi

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