Vi presento…Sheffield!

Per tantissime persone, sia in Gran Bretagna che fuori, Sheffield è sinonimo di industria e in particolare di acciaio…Ed è vero che la storia di questa città è indissolubilmente legata al suo passato industriale e operaio, anche se la realtà di oggi è molto più variegata.

Sheffield occupa la punta meridionale dello Yorkshire, l’ ultimo avamposto del Nord inglese prima delle contee “di mezzo”, le Midlands. La zona urbana che circonda la città raccoglie circa un milione e mezzo di persone. Nonostante abbia origini medievali (esistono ancora, negli scantinati del vecchio mercato coperto e – per ora – inaccessibili al pubblico, i resti del castello!), Sheffield ha conosciuto il suo sviluppo maggiore con la Rivoluzione Industriale e con l’invenzione di tecniche metallurgiche poi esportate in tutto il mondo, come l’acciaio inossidabile e il cosiddetto “Sheffield Plate”, la placcatura di rame e argento usata per moltissimo tempo per oggetti di uso domestico, tipo le posate. Le acciaierie e tutta l’industria di contorno hanno trasformato Sheffield in un centro economico importante e in una città dal cuore operaio. Le acciaierie e il modo in cui operano sono cambiate profondamente dopo gli anni ’80 e le chiusure dovute alla crisi economica e relativa disoccupazione…Chi non si ricorda i metalmeccanici-spogliarellisti del film “The Full Monty”, ambientato proprio a Sheffield?

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Fargate, una delle strade dello shopping a Sheffield

Sheffield è però rimasta una città “working class”, con una grande cultura sindacale e politica. Per questo motivo spesso viene chiamata “The People’s Republic of South Yorkshire”, la repubblica popolare dello Yorkshire del Sud, ed è tradizionalmente una roccaforte del Partito Laburista più militante nonostante anche il paesaggio politico stia lentamente cambiando. In questa città è facilissimo vedere le distinzioni di classe che caratterizzano la Gran Bretagna: basta andare a fare un giro in centro e, tra una strada e l’altra, notare negozi, avventori, vestiti e cibi diversissimi. Purtroppo è la prova che ancora esistono immense disuguaglianze sociali, culturali ed economiche in un paese avanzato come l’UK.

Oggi Sheffield è una città in grande trasformazione: l’industria è ancora importante ma il settore dei servizi è in decisa crescita. Il terreno occupato da una delle vecchie acciaierie ormai chiuse è stato trasformato nel centro commerciale di Meadowhall, grande quasi 140,000 metri quadri e con 280 negozi. In città ci sono teatri, musei e locali un po’ per tutti i gusti. Una cosa che mi piace molto del vivere qui è il campionato mondiale di Snooker, una specialità del biliardo che amo molto, che si tiene al Crucible Theatre ogni anno dalla fine di Aprile all’inizio di Maggio. Attrae spettatori da ogni angolo del pianeta! Da quando sono arrivata qui sono riuscita a vedere almeno una partita dal vivo ad ogni edizione!

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I biglietti per lo Snooker!

Un’ altra caratteristica di Sheffield è il suo essere una grande città universitaria. Le due università, la University of Sheffield e la Sheffield Hallam University, portano a Sheffield una popolazione di circa 50,000 studenti da tutto il mondo, la maggior parte dei quali si riversa nei locali intorno a West Street il giovedì e venerdì sera per bevute epocali. Molti di loro non se ne vanno più e rimangono ad aprire attività commerciali o a lavorare nelle aziende della zona. Il costo della vita a Sheffield è molto ragionevole, soprattutto a confronto con le città al Sud dell’Inghilterra, ma è pur sempre solo a due ore di distanza da Londra e ad un’ora da Manchester.

Nell’aspetto Sheffield è una tipica città nel Nord dell’Inghilterra, con edifici soprattutto in pietra e file lunghissime di case di mattoni rossi – le vecchie case popolari dell’epoca industriale, ora villette per la gran parte ristrutturate. Sheffield e’ stata pesantemente bombardata durante la Seconda Guerra Mondiale e per le strade della città ora si alternano facciate vittoriane e georgiane con quelle contemporanee di cemento e vetro, quelle geometriche degli anni ’60 e ’70, e i vecchi edifici industriali del 19mo secolo ora restaurati e adibiti a studi ed uffici, e magari decorati da graffiti e street art.

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Il collettivo Hagglers Corner racchiude laboratori artigiani e un caffè

Il mio edificio preferito in centro è la “Town Hall”, il palazzo comunale, costruita in “mock gothic”, il “falso” stile gotico in voga nell’epoca vittoriana tutto torrette ed alte finestre, con la statua del dio Vulcano (il dio dei metalli per eccellenza!) in cima alla torre più alta. Da brava fan di Harry Potter mi piace pensarla come la “Hogwarts di Sheffield” :). Intorno alla Town Hall c’è l’equivalente locale della “walk of fame” che si chiama “Sheffield Legends”: il marciapiede con le stelle delle “celebrità” locali, tipo Joe Cocker, Sean Bean (il Ned Stark de “Il Trono di Spade”, per intenderci) e Michael Palin dei Monty Python.

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Sheffield Town Hall

La cosa più affascinante di Sheffield secondo me sono i vari quartieri residenziali che rappresentano la complessità della città. Alcuni sono rimasti prettamente “working class”, con case modeste e negozi economici, altri sono quelli con le meravigliose ville vittoriane “upper class”, boutiques, ristoranti e caffè di tendenza. Mentre un lato della città è ancora occupato da fabbriche ed edifici commerciali, l’altro è pieno di parchi, negozi di antiquariato e modernariato e percorsi nel verde. Questa parte di Sheffield si trova a sud-ovest del centro, in direzione del “Peak District”, una zona meravigliosa di brughiere, colline e pareti rocciose ed il primo parco nazionale creato in UK (nel 1951).

Sheffield ha varie peculiarità e voglio menzionarne due. La prima sono le salite ripidissime che collegano il centro ai quartieri residenziali. Una leggenda locale vuole Sheffield costruita su sette colli (come Roma) che circondano il centro, anche se in realtà secondo me ce ne sono molti di più! Una delle cose essenziali che ho imparato durante il mio primo inverno qui è gestire le strade ghiacciate in inverno. Prima di tutto è essenziale munirsi di “ice grips”, piccole imbracature di gomma o plastica con il fondo chiodato che si mettono sopra le scarpe per tenersi in piedi nei mesi più freddi! Seconda cosa importante è sapere che quasi a ogni angolo di strada ci sono dei bidoni gialli pieni di “grit”, la ghiaia fine che viene sparsa sul ghiaccio per non scivolare, a disposizione di tutti. Arrivata a Dicembre, ho passato i primi giorni a cospargere le scale davanti a casa con la sabbietta del gatto finché un vicino di buon cuore non ha avuto pietà e me li ha indicati. Camminare costantemente in salita richiede un po’ di abitudine all’inizio, e significa scordarsi di portare i tacchi alti per andare in giro a piedi. Una creatura locale degna di nota sono i postini e le postine di Sheffield: permanentemente in pantaloni al ginocchio e scarponcini (in qualsiasi stagione), rigorosamente a piedi e con gambe che sembrano tronchi di sequoia.

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La città da una delle “sette colline”

L’altra peculiarità è l’abitudine a chiamarsi l’uno l’altro con vari vezzeggiativi tipo “love”, “darling”, “sweetheart” e il mio preferito “duck” (papera). Bisogna notare che questo non accade solo tra amici, né è rivolto a particolari categorie di persone (tipo donne, o bambini): è normalissimo sentire il vecchietto pieno di tatuaggi della squadra del cuore e col giubbotto di pelle chiamare “darling” mentre fa il biglietto l’ omone barbuto che guida l’autobus. L’ omone immancabilmente e tranquillamente risponde: “Ta, love!” (“ ‘zie amore!”).

Dopo tre anni a Sheffield posso dire che secondo me offre una qualità della vita tra le più alte in UK per chi desidera vivere in una città, considerando i costi, i servizi e la collocazione geografica. L’aspetto più importante a mio parere è comunque l’accoglienza e la disponibilità della gente: dopo l’iniziale stupore, fa piacere sentirsi chiamare “love” da perfetti estranei, siano o le signore in fila al supermercato, o l’ormone barbuto che mi porta al lavoro tutte le mattine. Really, they’re all right.

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