Vita da expatragazza mare barca

Sono passati quasi cinque anni dal mio primo espatrio.

Oggi osservo il mio riflesso nello specchio: sono una donna che si avvicina ai trent’anni e non assomiglio per nulla a quella ragazza che viveva in Italia.

Non parlo tanto dell’aspetto fisico, invecchiata nella pelle ma un po’ più in forma: mi riferisco all’animo.

Mi sento ringiovanita, con una linfa vitale che dà una luce diversa ai miei occhi e al mio sorriso.

L’estero mi ha cambiata.

Vivo a Mallorca che, dopo quattro anni, è diventata il luogo che chiamo casa.

Anche se, sinceramente, non so se lo sarà per sempre.

Per ora ci vivo bene.

Oggi però non vi parlerò di dove vivo, ma di come mi sento.

Mi chiedo: dopo tanto tempo che si vive fuori dal paese di origine, possiamo consideraci ancora expat oppure tutto si plasma e ti assorbe?

Io, a distanza di tempo, mi sento più expat che mai.

Mi sento expat quando parlo e penso in lingue differenti.

Mi rendo conto di essere in grado di comunicare con persone provenienti da diversi paesi e comprendere la maggior parte delle conversazioni che si possono ascoltare per strada o sulla metropolitana.

Posso leggere un libro in spagnolo, guardare un film hollywoodiano in lingua originale, ridere a una semplice battuta in tedesco.

Spesso scelgo con quale lingua esprimere un concetto secondo l’idioma che lo esprime meglio.

E quando parlo, mantengo il mio accento italiano che tanto piace al resto del Mondo.

Mi sento expat ascoltando la musica.

Sento nostalgia con le note di qualche canzone italiana che hanno segnato la mia adolescenza.

Quelle che tu puoi cantare a squarciagola, ma i tuoi nuovi amici non hanno idea di chi sia quel cantante da te tanto amato.

Ballare come ballano in Spagna e sentire la musica anche dentro di me, che fa da sfondo a tutti i più bei momenti che trascorro nella mia vita, fino a farmi sentire come dentro ad un film.

Mi sento expat quando viaggio,

con questa sensazione insaziabile di fame del Mondo.

Quando sono in una nuova città, la mia mente si ricarica di tutto quello stupore che ha avvertito durante i primi giorni di espatrio, quando ancora tutto era incognito ed io ero in bilico tra la paura e l’adrenalina.

Non appena prenoto un volo, mi assale una carica di energia: non riesco a stare nella pelle alla sola idea di sentirmi persa in un luogo tutto da scoprire, in cui potrò conquistare momenti, che saranno miei per sempre, dentro i miei ricordi.

Mi sento comoda in ogni nuovo paese, perché in fondo sono diventata una cittadina del Mondo.

Espatriamo attraverso un viaggio nello spazio e nel tempo, che segna la strada di una nuova dimensione.

E io viaggio per donare linfa vitale al mio essere.

Mi sento expat quando leggo…

…le storie di altre expat, di viaggiatrici, di chi con tanto coraggio si è ricostruita una vita.

Mi rivedo nelle parole degli altri e mi conforta sapere che non sono l’unica che vede il mondo in questo modo.

Mi sento connessa a un’altra realtà, che non esiste solo nella mia fantasia. Mi fa tornare con i piedi a terra perché mi rendo conto che non si tratta di un sogno.

Mi sento expat quando ripenso al mio percorso.

Con orgoglio, mi porto dietro il mio bagaglio di esperienze.

Racconto la mia storia, di come sono cambiata, di come ho affrontato tutto con coraggio e che oggi non mi spaventano i cambiamenti. Anzi. Li cerco e li accolgo come opportunità.

Poi lascio che sia il destino a decidere per me.

Mi sento expat nei sorrisi.

Quando capisco che tutto questo l’ho fatto per avere una vita migliore, che mi ha portato alla conquista della mia felicità.

So di essere diversa e che magari non tutti potranno comprendere il mio modo di vivere e di pensare, ma ho scelto di essere di essere parte di Donne che emigrano all’estero.

Ho scelto di essere expat.

Lo sono

sotto la pelle,

nella mia voglia di vivere la vita con entusiasmo e

di sentirmi viva.

L’estero mi ha cambiata nel profondo, ha cambiato la mia anima e mi ha fatto ritrovare la mia vera essenza.

6 commenti
  1. angela
    angela dice:

    Cara amica, ho letto il tuo articolo dalla prima all’ultima parola e, in ognuna di esse mi sembrava di rivedere me stessa, soprattutto quando parli della malinconia mentre ascoltiamo una vecchia canzone italiana. Alla mente affiorano così tanti ricordi che sembra di star vivendo una seconda vita. Anche io non so ancora, dopo 8 anni, se la Spagna sarà il mio paese per sempre, ma come te anche io mi sento un pò parte di questa realtà ormai. Bellissimo articolo, grazie!

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    • Fabiola
      Fabiola dice:

      Cara Angela,

      Grazie delle tue bellissime parole.
      E’ vero, è proprio come dici tu: “una seconda vita”, però per fortuna anche migliore.

      Lasciamo che tutto fluisca in maniera naturale e vediamo dove ci porterà la nostra vita da expat.

      Un abbraccio

      Fabiola – Mallorca

      Rispondi
  2. Silvia-Lille
    Silvia-Lille dice:

    Ciao Fabiola,
    Posso solo essere d’accordo con quello che dici.
    Proprio nell’ultimo periodo mi sono resa conto di quanto l’estero mi ha cresciuta, migliorata, fatta evolvere e anche piuttosto velocemente.

    È difficile spesso, soprattutto per la distanza e perché io mi sposto spesso. La distanza è una brutta bestia. Ma anche quella ha i suoi risvolti positivi.

    Anche io sono felice. Felice di sapere chi sono, cosa voglio e dive voglio andare grazie alla mia vita da expat.

    Un abbraccio,
    Sil ❤️

    Rispondi
    • Fabiola
      Fabiola dice:

      Cara Silvia,
      Che bello leggere che sei felice! 🙂

      Iopure, ho notatao un cambiamento repentino e positivo allucinante.
      Dall’altraparte, credo proprio che sono le difficoltà che incrrociamo nel cammino a rendere questa avventura estera straordinaria!

      Un abbraccio fortissimo.

      Fabiola – Mallorca

      Rispondi

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