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Vivere lontano da casa: quando diventa un sacrificio

E’ nei momenti difficili che capisci quale grande sacrificio sia vivere lontano da casa.

All’inizio l’unica cosa che provi, nell’esserti trasferita all’estero, è il senso di avventura, di scoperta, di novità. Ma quando poi, in modo del tutto inaspettato, ti arriva quella telefonata, allora cambia tutto. Sai di essere lontana, di non poter fare abbastanza per chi hai lasciato a casa.

Puoi prendere un aereo al volo, certo, ma resta il fatto che, nel momento del bisogno, tu non eri lì.

E allora, è a quel punto che comprendi realmente cosa significhi vivere all’estero. Poi, i sensi di colpa fanno il resto.

Sì, sensi di colpa. Perchè inizialmente è inevitabile non incolparsi per aver “abbandonato” chi ami. Per aver fatto la valigia ed essere fuggita lontano da tutto e da tutti. Per non poter essere presente nei momenti del bisogno.

Non pensavo avrei mai potuto dirlo, ma espatriare è sacrificio. Lasciare la tua terra, la tua famiglia, la tua storia è sacrificio. Non lo capisci subito, ma arriva un momento nel quale questa consapevolezza comincia a farsi largo dentro di te.

E il dubbio di aver fatto la cosa giusta ti assale: avrò fatto bene ad andarmene? è stata davvero la scelta migliore per me? Ma soprattutto, cosa ho davvero lasciato andando via?

Sono domande alle quali, oggi, non riesco ancora a rispondere. Domande che, fino a qualche mese fa, non mi sarei mai sognata di porre a me stessa.

 

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