Vivere in un Paese covid-free, Mauritius

Camminare

Da quando vivo a Mauritius amo fare delle lunghe camminate, spesso in solitaria.

Mi piace avventurarmi per sentieri scoscesi, in mezzo alla foresta,  alla scoperta di cascate.
Cimentarmi in faticose arrampicate, per poi godere  di panorami  mozzafiato o, semplicemente, camminare in qualcuna delle lunghe spiagge di cui quest’isola è circondata.
Cammino  alle prime luci del mattino nel week end oppure, durante la settimana, dopo aver lasciato i figli a scuola. Quando  il sole ancora  accarezza e non brucia la pelle o al tramonto, quando il cielo e il mare si colorano all’unisono.
Mi piace respirare a pieni polmoni, lasciarmi avvolgere dal silenzio e farmi rallegrare  dai suoni che regala la natura.
Camminare mi rilassa, sento il cervello ossigenarsi e questo mi aiuta a riflettere.
Tutte le volte che il mio umore precipita, infilo le mie scarpe da ginnastica e vado per la mia terapia di riconciliazione con il mondo che regala enormi benefici al mio spirito inquieto.
Specie nei mesi passati quando tutto è iniziato e l’essere così lontana e isolata ha riempito le mie giornate di tensioni e preoccupazioni, spesso difficili da gestire, camminare è stato tutte le volte terapeutico.

  Un profondo sconforto

Qualche giorno fa, durante una delle mie passeggiate,  a nord ovest,  sulla spiaggia di  Troux au biches, mi sono ritrovata davanti ad uno degli Hotels più belli dell’ isola, della catena Beachcombers, un Resort  5 * che era ormai chiuso dal mese di Marzo 2020.

Ho scoperto che è stato parzialmente riaperto perché è  diventato uno degli Hotels messi a disposizione del governo per effettuare la quarantena.
Quel posto è stato per me, durante l’era  pre-covid, uno dei luoghi del cuore.

Un must  dove andare con chiunque fosse venuto a trovarmi in questi anni, lo sfondo di tante foto ricordo con amici e parenti sorridenti.
La perfetta location per un aperitivo al tramonto  o una lezione di yoga, un luogo che adesso non ha più lo stesso fascino. Era l’immagine  perfetta che tutti volevano trovare arrivando qui. Un’ iconica  spiaggia tropicale con sabbia bianca,  palme da cocco, un lungo  pontile di legno, in acqua sempre una famiglia di tartarughe con cui nuotare e quei  famosi ombrelloni con la copertura in paglia che fa molto esotico.

Beh, camminando su questa spiaggia, mi sono ritrovata davanti al solito filare, lungo centinaia di metri di palme da cocco. Utilizzate oggi come pali per transennare e vietare l’accesso  alla struttura con dello scotch giallo della polizia.

Ovunque paletti con la scritta “ CAUTION– keep out quarantine”.

Il famoso pontile di legno, presente in tante foto, completamente divelto. Lettini da spiaggia, sedie e tavoli, accatastati  dappertutto.

Una desolazione infinita che mi ha provocato un enorme sconforto.

La sensazione che ti lascia dentro il vedere lo stato di abbandono in cui riversano tutte queste strutture di così alto livello,  è davvero terribile.  Alberghi da sogno che  erano meta  in passato di  vacanze indimenticabili, adesso sono,  seppure alcuni parzialmente riaperti, praticamente vuoti. Ancora peggio è sapere che  quel tempo, a breve, non  potrà tornare.
Proprio come le scene di quei film  apocalittici, visti in TV, che sembravano fino a pochi mesi fa frutto della pura fantasia e che invece, adesso, sono diventate  immagini reali.
Niente più  foto ricordo, niente immagini da cartolina. Solo tanta tristezza.
Quasi tutti gli hotels dell’isola sono stati chiusi a marzo  quando, esplosa la pandemia, sono stati chiusi i confini. Danni economici ingenti per tutto il settore turistico e alberghiero. Qui, come del resto ovunque  nel mondo.

Ma, mentre a giugno in Europa la gente si godeva l’illusorio  ritorno della normalità con l’arrivo dell’estate qui, con i confini del Paese chiusi, abbiamo vissuto la situazione surreale di un paese covid-free perché non c’erano più casi attivi presenti e soli 10 decessi avvenuti nel primo periodo.

Un paese Covid-free  chiuso al resto del mondo.

Una gabbia dorata che non dava via di uscita, con un unico risvolto della medaglia; poter godere di tutto quello che quest’isola potesse offrire in totale solitudine,  senza turisti e a prezzi sgonfiati!

A luglio, infatti, gradualmente, alcuni di questi hotels da sogno  hanno  iniziato a riaprire per i residenti.

I residenti, non potendo viaggiare, si sono potuti concedere giorni di relax a prezzi decisamente ridotti. Così si è rimessa in moto un po’ l’economia di alcune strutture alberghiere, specie durante le vacanze scolastiche e durante le festività natalizie. Altri hotel hanno scelto invece,  di entrare nella lista delle strutture dove prenotare il periodo di quarantena.

    Cosa vuol dire hotel da quarantena?

Quando ad Ottobre sono stati finalmente  riaperti i confini, sono stati ripristinati anche alcuni collegamenti aerei.  Da allora chiunque arrivi a Mauritius, anche se un cittadino con passaporto mauriziano, ha l’obbligo di fare una quarantena a proprie spese in una delle strutture messe a disposizione dal governo.
I prezzi sono decisamente alti e  variano a seconda della categoria dell’hotel.

Si deve soggiornare senza poter uscire dalla propria camera costantemente presidiata dalla polizia, non vengono fatte le  pulizie e i pasti vengono lasciati davanti la porta. Il tutto per una durata di 15 giorni.
In aggiunta, c’è  anche il costo del biglietto aereo che ormai presenta  tariffe decisamente  alte.
Inutile dire che non  sono tanti quelli che arrivano in vacanza a queste condizioni, ovviamente.

Oltre ai costi anche  il fatto che, vista  la seconda ondata del virus nel resto del mondo, a tutto si poteva pensare in questo periodo, tranne che all’idea di andare in vacanza.
Il turismo  è quindi azzerato da 10 mesi ormai.

Durante le due settimane di soggiorno forzato,  vengono effettuati 3 tamponi cadenzati: all’ arrivo, alla fine della prima settimana e alla fine dei 15 giorni.

Se i tamponi dovessero risultare tutti negativi si è liberi di uscire per il Paese, se invece si  dovesse essere positivi  si viene trasferiti  in un centro per i malati COVID 19.
Successivamente, solo dopo altri 2 tamponi negativi, si verrà eventualmente lasciati liberi.

Vivere a Mauritius oggi

Restrizioni così rigide, per chi è in arrivo, hanno permesso al governo di tenere la situazione realmente sotto controllo.
Noi residenti dopo il primo lockdown, finito lo scorso giugno, non abbiamo più avuto alcun tipo di limitazioni. I ristoranti sono stati aperti, nessun distanziamento sociale, aperte le scuole e i centri  sportivi.  Tutti  gli esercizi commerciali   hanno ripreso le loro attività  e,  durante le recenti festività Natalizie,  ci sono stati concerti e feste con centinaia di persone.  L’uso  della mascherina e il controllo della temperatura rimangono obbligatori anche qui,  se si entra in luoghi pubblici come i centri  commerciali.
Tutto  quello che in quasi tutto il mondo appartiene alla vita passata, qui, continua ad essere ancora la normalità.
Che grande fortuna, direte tutti !
In effetti, come non essere d’accordo con tutti quelli che continuano a ripeterci da mesi quanto si sia  privilegiati e se ne ha piena consapevolezza, vedendo quello che accade negli altri Paesi.
Una prigione dorata che ci lascia vivere la vita in pieno, ma, con mille frustrazioni e sensi di colpa.
La crisi economica è in atto anche qui e nessuno può sapere cosa accadrà nei prossimi mesi,  specie per le fasce più povere ma anche per tutti noi stranieri con permessi di lavoro temporanei, quindi non è tutto oro quello che luccica!
Si vive alla giornata anche qui.
Mai come in questo periodo ho capito quanto sia dura vivere così lontano dai propri affetti. Saltate le vacanze estive in Italia a luglio, nessuno è potuto venire  a trovarci neanche per Natale. Niente amici e parenti che negli anni passati  sono sempre arrivati numerosi con il loro entusiasmo e la voglia di scoprire questi luoghi, riempiendo  le nostre giornate e ricaricandoci con dosi di affetto.
Sappiamo che ancora adesso ci sono genitori anziani sono soli nelle proprie case, che tanti amici rischiano il posto di lavoro e che moltissimi  hanno perso persone care per colpa di questo maledetto virus. Sappiamo che ci sono punti  di riferimento fondamentali nella propria vita che avrebbero  bisogno di te e, tuo malgrado, tu non puoi  esserci.
Questo e tanto altro rende impossibile vivere con gioia, spensieratezza e felicità tutta questa privilegiata normalità.
E quando ti capita di concederti di più,  ti assale  un immenso senso di colpa .
Ti sembra di vivere una profonda ingiustizia  nei confronti dell’intera umanità che è rimasta coinvolta e che sta ancora soffrendo.
Siamo arrivati al paradosso: prima era il fatto di vivere su un’isola tropicale a suscitare invidia, adesso l’invidia la provoca chi vive  “una vita NORMALE”.
6 commenti
  1. cinzia
    cinzia dice:

    Ciao Danila
    Io e te ne parliamo da mesi, di quanto sia dura in questo momento la vita nei nostri paradisi
    è una realtà che conosco bene
    Forse per questo leggendo il tuo articolo mi sono emozionata fino alle lacrime
    Coraggio teniamo duro
    Bru

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    • Danila
      Danila dice:

      Grazie e succede anche a me ti ritrovarmi nei tuoi racconti quando ti leggo.. la forza e la grinta non ci mancano per aver scelto questa vita e del resto dopo ogni salita c’è sempre una discesa! Ti abbraccio

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  2. laura
    laura dice:

    speriamo in un ritorno alla normalità presto, anche se forse è arrivato il momento di ripensarma questa ‘normalità’, magari ricreandola piu’ GREEN

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    • Danila - Mauritius
      Danila - Mauritius dice:

      Ciao Laura ma la storia insegna che l’uomo non impara anzi.. qui l’isola si è spopolata per la pandemia ma in compenso continuano a costruire a dismisura residence lussuosi di ville per stranieri facoltosi proponendo cittadinanza e vantaggi così da incentivarne il ritorno.. vogliono trasformala in una piccola Singapore dell’Africa 😩😩! Un triste abbraccio

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  3. ero Lucy
    ero Lucy dice:

    Bellissimo articolo. Quanta malinconia, che dolore. Io vivo a Miami e in generale la Florida, che vive di turismo, è stata, piegata da questo maledetto virus. Li è già iniziata la campagna di vaccinazione?

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    • Danila - Mauritius
      Danila - Mauritius dice:

      Ciao Grazie sono contenta ti sia piaciuto.. qui si aspetta il primo stock di vaccini che è stato ordinato ma la vaccinazione sarà volontaria e non sono tanti i cittadini che hanno intenzione di vaccinarsi da quello che traspare, spero facciano anche una campagna di informazione perché altrimenti sarà solo la fetta di popolazione con un livello di istruzione più alta che ne comprenderà la necessità. In bocca al lupo a te

      Rispondi

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