Voglia di Pace

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00:32 del 26/02/2022.

Due giorni fa la Russia ha attaccato l’Ucraina. Non è una frase presa dai libri di storia, è la realtà. Nel 2022. Da allora, non riesco a darmi pace. PACE. Una parola su cui tutti dovremmo riflettere e che ci capita molte volte di usare ma su cui forse non riflettiamo mai abbastanza.

Mi giro e mia figlia e mio marito stanno dormendo, accanto a me. Questo per me in genere è pace.

Ma, adesso, non posso fare a meno di pensare che quelle persone che stanno vivendo questa orribile situazione, non possono godersi questi momenti di semplicità.

Non riesco a dormire e non faccio altro che guardare video, leggere informazioni e pensare, pensare, pensare.. c’è chi preferisce non parlarne e chi, invece, lo fa. Nessuno è giudicabile, a parer mio. Io, però, appartengo a quella categoria di persone che appena ha un sintomo, inizia a leggere su Google cosa potrebbe accaderle. Ma la verità è che voglio semplicemente sapere. Sono sempre stata un po’ maniaca del controllo e non poter essere a conoscenza di quello che accade mi innervosisce. Ma in questo caso, cosa posso sapere?! Mi informo, ok. Leggo cosa sta succedendo e va bene.

Ma la realtà è che non va bene proprio niente da 2 anni a questa parte, ma adesso ancora di più.

Spero in una notizia positiva, che purtroppo non arriva. Mi auguro di leggere che c’è stato un dialogo, perché nel mio mondo utopico, parlare risolve sempre tutto, e che hanno deciso di fermare questa assurdità per evitare spargimenti di sangue inutili, ma che intanto stanno accadendo. E soprattutto prego di non vedere più video di militari che salutano le mogli, le fidanzate, i loro figli, che mi fanno mancare l’aria solo al pensiero e che abbiamo visto sempre e solo nei film, ambientati al massimo nel 1939, ma che adesso film proprio non sono ma sono realtà.

Ci rendiamo conto? Io non mi capacito.

Non riesco a riposare pensando che ci sono migliaia di persone nella metro a Kiev, altre che stanno scappando da casa loro ed altre ancora che stanno difendendo il loro paese. Ma difendendolo da cosa? Dalla voglia di libertà? Non è assurdo? Si, sempre. Ma nel 2022 ancora di più. Ognuno di noi ha studiato le guerre mondiali con la tristezza ma soprattutto con l’angoscia che ci saliva ogni volta che leggevamo di tutte quelle persone uccise perché dovevano solo difendersi.

Ho un’amica ucraina che vive anche lei qui in Germania e che ho conosciuto al corso C1 di tedesco.

La domanda più banale che le ho fatto è stata: “Come stai?”

Come può stare una persona lontana dal proprio paese, appena entrato in guerra (e mi sembrerà sempre assurdo usare questa parola oggi), che pensa alla sua famiglia lì, al suo vissuto, alla sua terra che si sgretola? Un vero e proprio schifo, senza mezzi termini. Mi ha risposto diplomaticamente, dicendomi che è difficile trovare una risposta a questa domanda adesso e che ha paura per la sua famiglia, che ormai non può più spostarsi da lì. E mi ha anche ringraziata per averle chiesto come stava.

Ha pubblicato anche un post su Instagram in cui scrive: “Il 24/02/22 alle 3:45, ora di Kiev, Putin e l’esercito russo hanno invaso l’Ucraina, con una guerra su vasta scala. C’è sangue dappertutto, morti tra civili e militari. Conosco tante persone russe che non vogliono tutto questo! Lasciateci vivere sul nostro territorio come vogliamo, educare i nostri figli, amare, lavorare ed andare avanti seguendo i valori tipici della società ucraina.”

01:52. Leggendo tutto questo mi vengono i brividi.

Mi giro e mia figlia e mio marito sono accanto a me. Ed io mi sento fortunata ad essere qui, vicino a loro, in questo momento, a poterli guardare mentre riposano, accarezzare e sentirli semplicemente respirare.

Per favore, fermate tutto questo. Fermate questa guerra e salvate, o meglio salviamo, l’Umanità.

 

 

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