Curiosità sul voto in Cile

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Da due anni possiamo votare in Cile e abbiamo scoperto alcune regole, curiosità e particolarità dei processi di elezioni, referendum e voto in generale in Cile. Eccone sette.

  1. La penna, rigorosamente blu, va portata da casa. Questa usanza è nata con il plebiscito (referendum) del 2020, il primo processo di voto durante la pandemia. Per evitare contagi dovuti al passarsi la penna di mano in mano, da quel momento in poi ciascuno porta la sua penna blu da casa. Ovviamente ci sono penne a disposizione di chi la dimentica. Per votare quindi: penna, mascherina e gel per le mani.
  2. Si vota, di solito, durante una sola giornata. È poco comune che si voti su due giorni e questo è forse conseguenza della paura di brogli nella notte. Nel referendum del 2020 il voto è stato diviso su due giorni, di nuovo per evitare le folle e quindi il rischio di contagi.
  3. Gli scrutatori vengono designati a caso circa un mese prima delle votazioni e ci sono pochissime ragioni per essere esentati. È uno dei doveri civici dei cittadini, anche se non è retribuito con grandi somme, anzi.
  4. Gli scrutatori dell’ultimo momento: come in varie parti del mondo, se al mattino all’apertura dei seggi non si sono presentati tutti gli scrutatori, i primi votanti sono obbligati a fermarsi e fare gli scrutatori. Questo ha generato negli anni una sorta di leggenda metropolitana: mai andare a votare prima delle 12, per evitare di essere obbligati a fermarsi. Ovviamente questo genera code e grande affluenza nel pomeriggio. In realtà noi siamo sempre andati a votare presto e i seggi erano già al completo, ma ammetto di aver sbirciato, prima di entrare, se c’era il numero sufficiente di persone al tavolino del voto!
  5. Lo spoglio è un evento pubblico e pure televisivo. La gente si riunisce intorno a chi apre le schede per aspettare i risultati, in una specie di festa di piazza. Le televisioni trasmettono in diretta, di solito collegate da alcuni tra i seggi storicamente più interessanti.
  6. La sede di seggio più grande del Cile è lo stadio nazionale di Santiago, dove si riuniscono più di 180 seggi e circa 60 mila votanti. Vi lascio immaginare le code.
  7. Dal qualche anno i cileni e le cilene che vivono all’estero posso votare presso il consolati Cileni dello stato in cui vivono, ma solo per le elezioni  presidenziali, non per eleggere sindaci o deputati.

Gli stranieri possono votare in ogni tipo di elezione a partire dai cinque anni dopo aver ricevuto la residenza definitiva. Negli ultimi due anni noi abbiamo votato al referendum per la scrittura della nuova Costituzione e alla scelta dei constituyentes (cittadini e cittadine incaricati del processo di scrittura della costituzione), alle elezioni di sindaci e governatori regionali, e l’ultima volta due mesi fa, alle presidenziali.

E voi, potete votare nel paese in cui vivete?

1 commento
  1. Elisabetta Cork
    Elisabetta Cork dice:

    Anche in Italia pagati pochissimo. L’ho fatto per un po’ di anni, è abbastanza divertente se sei in un paese (come ero io). Il pensiero di uno stadio con 180 seggi è sicuramente più impegnativo 😛

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